Servono misure straordinarie

DiMonica Bartolini

Servono misure straordinarie

L’intera città è imprigionata in un limbo, in una partita di cui, paradossalmente, anche i rappresentanti dei cittadini non sanno nulla, il gigante siderurgico è lì, immobile, aspetta, e noi attendiamo con lui. Qualsiasi progetto di riconversione è inchiodato, nemmeno se ne tracciano i profili, tanto meno si pensa a bonificare. Noi d’Ascolta Piombino pensiamo che questi processi, così complessi e lunghi non possono essere affrontati attraverso l’ordinaria amministrazione in quanto area di crisi complessa. Le attuali potenzialità di riconversione sono condizionate dai piani urbanistici, di cui alcuni scaduti e comunque condizionati dalle griglie del piano strutturale vigente, limitanti nelle potenzialità espansive per il turismo e tutte le attività legate al mare, in quanto redatti in tempi di vacche grasse. Risulta ormai evidente che qualsiasi programmazione in divenire non potrà essere pronta prima di qualche anno, questo significa che tutti gli eventuali investitori per la diversificazione, non potranno agire, se va bene, prima del 2020. Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo chiesto di insediare una sorta di conferenza dei servizi permanente con la Regione, che possa usare tutti gli strumenti necessari per accelerare i processi burocratici per tracciare una nuova visione del territorio, utilizzando se necessario, deroghe agli attuali strumenti d’indirizzo regionali e finanziamenti mirati per potenziare le attività istruttorie e di stesura dei nuovi piani urbanistici. La politica ha risposto con un diniego, complice di tenere immobile questa città nell’incertezza; l’auspicio è che le migliori forze riformiste e liberali spezzino questo immobilismo per rilanciare Piombino; questo è il momento.

 

 

Riccardo Gelichi

Portavoce Lista Civica Ascolta Piombino

 

 

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