Archivio mensileaprile 2018

DiRedazione

Porto Enel

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

lì, 02. 12. 2017

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale nella predisposizione di tutti gli atti necessari, per variare la pianificazione di riferimento dell’attuale porto ENEL, in quanto anche piano di utilizzo del demanio marittimo; al fine di favorire l’Autorità Portuale di Piombino nell’espletamento delle necessarie procedure, per una nuova assegnazione in uso diverso da quello di produzione di energia elettrica.

 

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:

che l’ENEL S.p.a., al fine di produrre energia elettrica nella centrale di Torre del Sale, ha utilizzato negli anni di attività aree e specchi acquei di proprietà del demanio marittimo, sia per l’approvvigionamento di acqua marina, sia per il ricovero di natanti addetti al trasporto di combustibile;

 

Premesso inoltre:

che per detto utilizzo, l’ENEL S.p.a. ha sempre fruito di concessioni demaniali marittime per l’anticipata occupazione in forma provvisoria, senza pervenire mai alla formalizzazione della concessione definitiva, e che pertanto la esclude da qualsiasi rivalsa sulle opere ivi realizzate che sono tornate nella disponibilità dell’ente gestore;

Premesso altresì:

che l’ultimo rinnovo nella forma provvisoria risale all’anno 2003, rispettivamente con gli atti numero 185 repertorio 035, e numero 189 repertorio 034, il primo di mq. 18.700 per il mantenimento di un’opera di presa e di scarico di acqua di mare, e il secondo di mq. 32.328, attinente all’approdo per i natanti di servizio;

 

Ricordato:

che la centrale in oggetto è stata messa fuori esercizio con autorizzazione del MISE del gennaio 2015, e che pertanto sono decaduti i titoli fino ad allora posseduti dall’ENEL S.p.a.per l’utilizzo di dette aree, in quanto industria energetica in coerenza con le destinazioni urbanistiche, già piano di utilizzo del demanio marittimo;

 

Considerato:

che le attuali destinazioni urbanistiche, di cui al Regolamento Urbanistico – sottozona D1.1, aree destinate all’industria energetica e, come suddetto, anche piano di utilizzo del demanio marittimo, non permettono, di fatto, l’utilizzo delle strutture portuali realizzate dall’ENEL in regime di anticipata occupazione, per fini diversi da quelli per la produzione di energia, ed in particolare per usi prettamente portuali;

 

Valutato quindi:

che dette aree non hanno più un interesse diretto nelle attività ormai dismesse della centrale ENEL, e che pertanto non svolgono più funzioni di interesse generale e produttivo, e che già ora sono utilizzate in forma precaria, con autorizzazione provvisoria dell’Autorità Portuale, dai natanti di servizio alle attività di acquacoltura presenti nel Golfo di Follonica;

Considerato altresì:

che l’Autorità Portuale di Piombino, responsabile dell’amministrazione delle aree demaniali marittime in uso alla centrale di Torre del Sale, ha l’onere di renderle funzionali previa riassegnazione a soggetti terzi aventi titolo o, al contrario, di chiederne il ripristino da parte dell”ENEL stessa;

Ritenuto quindi:

imprescindibile, per le motivazioni sopra richiamate, adottare una variante al Regolamento Urbanistico, con lo scopo di cambiare la destinazione d’uso della zona relativa alle strutture suddette, al fine di facilitare l’Autorità Portuale nelle procedure di riassegnazione, prioritariamente e indipendentemente dalla programmazione territoriale delle aree occupate dagli impianti di produzione; 

                     IMPEGNA QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A predisporre e adottare una variante agli atti di pianificazione, comunali e eventualmente sovracomunali, al fine di destinare le attuali strutture realizzate dall’ENEL S.p.a., in attrezzature specificatamente portuali, per l’accoglienza di natanti ad uso commerciale, per garantire la permanenza di quelli già esistenti a servizio delle attività di itticoltura; ma soprattutto per garantirne la riassegnazione totale a soggetti terzi per un utilizzo nautico e turistico.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il Consigliere Comunale

di

ASCOLTA PIOMBINO

Riccardo Gelichi

DiRedazione

La Regione deve dare una soluzione su Rimateria

Per il territorio della Val di Cornia, con la vicenda Rimateria, si aprono una serie di gravosi interrogativi, che vanno dal rischio della perdita del lavoro di molte persone, cui va la nostra piena solidarietà, alla necessità di bonificare ampie aree ex industriali e discariche annesse, fino all’esigenza di sanare un buco di oltre venti milioni di euro che grava come una spada di Damocle sulla testa di tutti i cittadini. Non da meno deve essere ben presente l’esigenza di molti abitanti di colmata di vivere una qualità della vita dignitosa. Se sono ormai presenti gli estremi del sequestro, sarebbe auspicabile da subito capire quale sia, ma soprattutto in quale misura, l’interessamento della Regione sulla vicenda; oltre la questione giudiziaria, si dovrebbe trovare qualche scelta, un piano B, poiché Rimateria era ben proiettata verso il trattamento dei rifiuti in sicurezza secondo i principi dell’economia circolare. La politica, insieme alla Regione, dovrebbero cercare una soluzione per dare un futuro a questo territorio, che non diventi una seconda Bagnoli. La vera parte lesa in questa vicenda non è la Regione, sono i piombinesi, i dipendenti di Rimateria, i cittadini di colmata, e tutti quelli che attendono le bonifiche e vivono nei pressi di una bomba ecologica. La Lista Civica Ascolta Piombino chiede la convocazione di una IV commissione con il Presidente Caramassi per avere una chiara fotografia della situazione, per poi far seguire altre commissioni con i rappresentanti regionali, iniziando dall’Assessore all’ambiente Fratoni insieme al Governatore Rossi, fino alla risoluzione del problema. Se la questione giudiziaria avrà un suo corso, quella ambientale e il futuro di un’azienda come Rimateria, non possono attendere appesi a un filo.

DiRedazione

nuove regole per gli appalti

 

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

Lì___04/03/2017____________

 

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

Del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’articolo 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale (mozione). Per impegnare l’amministrazione, nei termini indicati nella mozione, all’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56, (“Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”).

VISTO CHE : I dati che emergono dal monitoraggio svolto dell’autorità nazionale anticorruzione, secondo i quali l’80% dei contratti viene affidato senza procedure di gara.

CONSIDERATO CHE il D.lg 19/2017, auspica ad una maggiore trasparenza e all’abbandono del criterio del massimo ribasso.

PRESO ATTO

Della necessità di agire nel rispetto di quanto previsto nal D.lgl. 19 aprile 2017, n.56, il quale apporta modifiche al Codice degli appalti pubblici e delle concessioni (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), che viene ora denominato Codice dei contratti pubblici e che disciplina i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, nonché i concorsi pubblici di progettazione.

RICORDATO CHE :

Le modifiche riguardano le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione degli appalti, facendo ricorso al documento di fattibilità delle possibilità progettuali, in cui sono individuate ed analizzate le eventuali soluzioni progettuali alternative ed in cui si dà conto della valutazione di ciascuna, sotto il profilo qualitativo, anche in termini ambientali. Nonché sotto il profilo tecnico ed economico ricorrendo anche a più ampie indagini propedeutiche alla redazione del progetto (idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, storiche, paesaggistiche e urbanistiche) e la valutazione della soluzione che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici in relazione alle esigenze da soddisfare.

SI IMPEGNA LA GIUNTA:

ad inserire all’interno del bando specifici criteri di qualità che consentano o meno la partecipazione di concorrenti a quest’ultimo, ad analizzare i c.d. “requisiti reputazionali” legati ai precedenti comportamenti dell’impresa, riferiti ad esempio a:

– richieste estorsive o corruttive, esigendo pertanto certificazioni di buon servizio svolto presso pubbliche amministrazioni e/o soggetto privati e dichiarazioni specifiche rispetto alle normative a tutela dei fenomeni di corruzione.

– esperienza pregressa nel settore con specifiche relative alla tipologia di servizi/prestazioni svolte – importi – enti per i quali sono stati svolti i servizi.

– dichiarazioni attestanti il rispetto di quanto previsto dalle normative di sicurezza, dall’applicazione di sistemi coerenti con le nuove normative in ambito di sicurezza ambientale.

– possesso di certificazioni in base alle normative specifiche relative al settore a cui fa riferimento l’oggetto della procedura (UNI EN, SA; OHSAS…)

 

Ad inserire elementi di sbarramento e non possibilità di partecipazione alla procedura, ad esempio:

  • In rispetto di quanto previsto ed espresso dal codice d’appalto e dal correttivo;
  • In caso di interruzioni di servizio resi per enti pubblici, a seguito di motivazioni ritenute “gravi” e/o oggetto di contenziosi, impedire la partecipazione a tali soggetti;

 

Al fine di garantire tali requisiti e procedure sarebbe opportuno, richiedere la maggior quantità possibile di documentazione e prevedere l’esclusione dalla partecipazione di chi ha avuto in passato interruzioni di servizio presso enti pubblici.

L’analisi di tale documentazione, deve avvenire non solo ai fini della partecipazione ma anche per il controllo della permanenza di tali requisiti durante la fase di esecuzione del contratto.

Inoltre si chiede da parte dell’amministrazione, l’attenta valutazione di offerte anormalmente basse, come previsto dell’art. 60 del decreto correttivo.

Si richiede che l’amministrazione introduca un’attribuzione di punteggi che, in fase di analisi di gara preveda il maggior punteggio all’offerta tecnica, salvaguardando così il rapporto fra offerta tecnica ed offerta economica, senza puntare ad un’ottica di massimo ribasso. Da quanto si osserva e si ascolta in questi ultimi periodi a livello a livello nazionale e locale, in particolare nella gestione di appalti di opere e servizi, si sta affermando purtroppo una politica che non sta tutelando né il cittadino né la qualità delle offerte che le pubbliche amministrazioni si trovano poi a dover gestire. Potrebbe essere utile introdurre un valore di massima soglia del ribasso.

 

Si ritiene utile richiedere il rispetto della clausola sociale, in caso di appalti ripetuti negli anni – a tutela dei lavoratori in essere, vincolando i soggetti aggiudicatari al rispetto dei tipi di contratto e dei livelli previsti dai contratti nazionali per categoria e dagli accordi territoriali sindacali previsti.

Sarebbe inoltre opportuno stabilire il pagamento della prestazione in base all’avanzamento dei lavori, con la previsione di penali a fronte dei ritardi, in conformità con le modifiche introdotte dagli art. 99 e 113-bis del Codice, tali penali sono da commisurare ai giorni di ritardo e all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto.

Infine, sarebbe auspicabile, per le procedure per le quali non sono previsti termini tassativi, evitare tempi molto ristretti tra la data di pubblicazione del bando e la data di scadenza per la presentazione delle offerte, o prevedere tempi più lunghi rispetto a quelli minimi previsti dalla normativa, in modo da favorire una più ampia partecipazione e concorrenza.

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

Presidente Ascolta Piombino

Riccardo Gelichi

 

 

 

DiRedazione

aree periurbane

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

lì, 03/04/2018

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, di valenza comprensoriale, e del futuro Piano Operativo di valenza locale, a considerare la necessità di ampliare il perimetro delle aree urbane, al fine di eliminare destinazioni agricole ormai improprie di manufatti e terreni posti in aree periurbane, che niente più hanno in comune con la produzione agricola, individuando ambiti di trasformazione per il recupero dell’edificato esistente e del relativo territorio.

MOZIONE

                                                IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:

che oltre i limiti dell’attuale perimetrazione urbana, dai Ghiaccioni a S. Rocco, fino a Montecaselli, prima ancora delle vere zone agricole di pregio ambientale, esiste tutta una realtà periurbana composta da un edificato di varia provenienza; dagli annessi agricoli condonati di varie dimensioni, alle residenze agricole ormai prive dei riferimenti poderali, tutti comunque già di fatto destinati ad usi diversamente agricoli;

Visto:

che detta realtà, rappresentata dai più disparati usi e tipologie edilizie, da aree pertinenziali generalmente frutto di frazionamenti abusivi, sostanzialmente priva di urbanizzazioni primarie; si presenta come un insieme di aree degradate sotto il profilo paesaggistico e ambientale;

Ritenuto:

che la perimetrazione delle aree urbanizzate non sia sufficiente a distinguere, con un semplice rigo, il limite di una città dalle aree agricole, senza che il passaggio non sia filtrato da una fascia di rispetto che funga da cuscinetto fra le due, dove gradualmente l’urbano perda compattezza e si possa trasformare in aree agricole, o meglio ancora in aree di pregio ambientale;

Ritenuto altresì:

che in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, e principalmente in occasione dell’elaborazione del futuro Piano Operativo, si renderà necessario indagare presso le aree in questione, al fine di definire una zona dove l’edificato esistente, possa essere inquadrato in ambiti di trasformazione e di recupero ambientale e paesaggistico;                        

                          IMPEGNA QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

In occasione della prossima revisione della strumentazione urbanistica, sia strutturale a livello comprensoriale, che di dettaglio a livello locale, a considerare l’opportunità di inglobare all’interno della perimetrazione urbana, zone che poste ai confini risultino non più riconducibili alle zone agricole, e che gravate da un’edilizia precaria e prive di urbanizzazioni primarie, rappresentino forme di degrado ambientale e paesaggistico; al fine di costituire ambiti di recupero edilizio e urbanistico, previa schedatura del patrimonio edilizio esistente, con attribuzione di categorie d’intervento e collegamenti alle urbanizzazioni esistenti.

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il Consigliere Comunale

di

ASCOLTA PIOMBINO

Riccardo Gelichi