mozione perimetro aree urbane

DiRedazione

mozione perimetro aree urbane

Comunale in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, di valenza comprensoriale, e del futuro Piano Operativo di valenza locale, a considerare la necessità di ampliare il perimetro delle aree urbane, al fine di meglio valutare le destinazioni d’uso esistenti considerando le trasformazioni che tali aree hanno subìto a seguito della realizzazione di annessi agricoli regolarmente autorizzati, di civili abitazioni autorizzate a seguito di condoni governativi, poste in aree periurbane che niente più hanno in comune con la produzione agricola e di aree ancora di pregio.

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO: che oltre i limiti dell’attuale perimetrazione urbana, dai Ghiaccioni a S.Rocco, fino a Montecaselli, prima ancora delle vere zone agricole di pregio ambientale, esiste tutta una realtà periurbana composta da un edificato di varia provenienza; dagli annessi agricoli condonati di varie dimensioni, alle residenze agricole ormai prive dei riferimenti poderali, tutti comunque già di fatto destinati ad usi diversamente agricoli;

VISTO: che datta realtà, rappresentata dai più disparati usi e tipologie edilizie, da aree pertinenziali generalmente frutto di frazionamenti, sostanzialmente priva di urbanizzazioni primarie; si presenta come un insieme di aree degradate sotto il profilo paesaggistico e ambientale su cui occorre indagare per verificare la possibilità di un loro recupero ai fini agricoli;

CONSIDERATO: che l’Amministrazione Comunale con l’avvio del procedimento alla Variante di Piano Strutturale d’Area in corso di elaborazione ha il dovere di verificare e la volontà di rivedere il perimetro delle aree urbane se non più rispondente alle caratteristiche del territorio in seguito alle trasformazioni nel tempo susseguite;

RITENUTO: che la perimetrazione delle aree urbanizzate non sia sufficiente a distinguere, con un semplice rigo, il limite di una città dalle aree agricole, senza che il passaggio non sia filtrato da una fascia di rispetto che funga da coscinetto fra le due, dove gradualmente l’urbano perda compattezza e si possa trasformare in aree agricole, o meglio ancora in aree di pregio ambientale;

RITENUTO ALTRESI’: che in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, e principalmente in occasione dell’elaborazione del futuro Piano Operativo, si renderà necessario indagare presso le aree in questione, al fine di definire una zona dove l’edificato esistente, possa essere inquadrato in ambiti di trasformazione e di recupero ambientale e paesaggistico e dove invece occorra recuperare le aree alla loro originaria destinazione agricola;

impegna QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

In occasione della prossima revisione della strumentazione urbanistica, sia strutturale a livello comprensoriale, che di dettaglio a livello locale, a considerare l’opportunità di inglobare all’interno della perimetrazione urbana zone che poste ai confini risultino non più riconducibili alle zone agricole, e che gravate da un’edilizia precaria e prive di urbanizzazioni primarie, rappresentino forma di degrado ambientale e paesaggistico al fine di costituire ambiti di recupero edilizio e urbanistico, previa schedatura del patrimonio edilizio esistente, con attribuzione di categorie di intervento e collegamenti alle urbanizzazioni esistenti; e zone invece che ne stiano fuori perchè aree di pregio e quindi da recuperare alla loro funzione originaria agricola al fine quindi di valorizzarle.

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