Archivio mensile giugno 2018

DiRedazione

Anziani come motore di sviluppo economico

 

Se c’è un dato in comprovata crescita nella città di Piombino è quello dell’età media, causa di un elevato grado d’invecchiamento e un crescente indice di vecchiaia, molto più alto della media Toscana. Questo fenomeno dovrebbe alzare l’attenzione sulle esigenze sempre più cogenti degli anziani e delle famiglie che devono seguirne le necessità. Un’amministrazione attenta cerca di dare risposte la dove ci sono le necessità più pressanti, quindi perché non coniugare potenziale lavoro con assistenza all’anziano? Il comune può fare qualcosa, cercando di sostenere le famiglie piombinesi che sentono il bisogno del godimento parziale o totale delle strutture sanitarie assistite per anziani cercando di incrementarne l’uso anche con nuove forme sperimentali, sostenute dalla stessa Regione Toscana delibera 318 del 27/03/2017. Abbiamo quindi chiesto di valutare attraverso gli uffici competenti, la formulazione di un’ulteriore provvidenza di natura economica da inserire in bilancio, specificatamente afferente alla quota sociale riferita agli ulteriori servizi offerti dalle strutture ospitanti l’anziano e l’adulto disabile, destinata a nuovo supporto delle famiglie che intendono perseguire il criterio della libera scelta. Si tratta di sostenere le famiglie piombinesi e di incrementare il lavoro professionale di OSA e OSS; attivando comparti come quello della formazione, della cooperazione e della libera professione, un modo anche di mitigare il fenomeno delle badanti, contrapponendogli organizzazione e professionalità. Lo abbiamo chiesto e ottenuto attraverso una mozione che è passata in Consiglio comunale, ora ci aspettiamo una verifica degli impegni di spesa.

 

DiRedazione

Mozione giovani

lì, 28/05/2018

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio comunale

del Comune di Piombino

SEDE

OGGETTO:Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a promuovere ed incentivare i servizi ludico ricreativi per giovani e giovanissimi.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premessa la necessità di promuovere ed aggiornare le politiche giovanili nella direzione in cui i giovani possano vivere nel miglior modo la fase di transizione alla vita adulta, mitigando tutti i rischi che il disagio giovanile comporta. Fra queste la possibilità di fare aggregazione e divertirsi.

Visto il prolificare di fondi utilizzati dai giovani come centri di aggregazione, alcune volte con costi onerosi da sostenere.per le famiglie

Preso atto che il Centro Giovani di Piombino pur svolgendo alcune funzioni importanti ed utili per la crescita socioculturale del tessuto sociale giovanile, risulta insufficiente.

Considerata la necessità di individuare dei luoghi diffusi nel territorio dove gli spostamenti logistici possano essere contenuti, quindi facilmente raggiungibili.

 Valutata la presenza delle sedi dei Quartieri, sentiti gli stessi, uniformemente sparse sul territorio che potrebbero essere utilizzate come spazi ospitanti e autogestiti da associazioni giovanili, magari messe in rete fra loro.

Ritenuto opportuno valutare anche la possibilità di dare una risposta all’annosa esigenza espressa da più generazioni di padri e figli, della necessità di una discoteca o Disco Pub a Piombino. Questa opportunità potrebbe essere data pensando a differenziare le fasce d’età nel suo utilizzo, giovanissimi fino ad una certa ora “vietata ai maggiorenni” e, dopo normale discoteca. Per facilitare la possibilità di dotare Piombino di una discoteca, lo stesso Comune potrebbe mettere a disposizione una sua struttura, convenzionandosi adeguatamente con il privato, facendo rispettare i vincoli sopra citati, e altri che riterrà opportuni.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA ad analizzare in tempi congrui tutte le necessità espresse nella mozione e a dare le risposte adeguate; ponendo questa necessità come prioritaria.

Il Presidente di Ascolta Piombino Gelichi Riccardo

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

DiRedazione

APEA

Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a rimodulare la proposta di sviluppo del nuovo ambito produttivo oggi individuato in colmata con la tipologia gestionale APEA, valutando altre opportunità che siano rispondenti alle reali esigenze e tempistiche di un territorio che abbisogna con urgenza di aree urbanizzate per lo sviluppo della PMI.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che l’amministrazione comunale di Piombino ha voluto promuovere uno sviluppo produttivo per la PMI attraverso l’attuazione di una APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata) in un’area di Colmata di circa 26 ettari, vedi allegato.

Visto che con deliberazione 300 del 06/11/2013, la Giunta Comunale accettava la proposta avanzata da “ La Contadina Toscana”, Società Cooperativa Sociale Onlus, con l’intezione di promuovere l’attuazione e la gestione di un’APEA, per l’ambito produttivo di Colmata e che con delibera 56 del 12/03/2014, la Giunta procedeva all’aggiudicazione dell’intervento alla suddetta cooperativa, non essendo pervenute altre proposte concorrenti.

 

Ricordato che in data 24 marzo 2014 viene sottoscritta tra le parti la Convenzione Quadro volta a regolare i rapporti fra il Comune e il Soggetto Gestore SG, per l’attuazione e gestione dell’intero ambito.

Preso atto che con delibera n 28 08/02/2016 è stato adottato il suddetto Piano degli Insediamenti produttivi e contestualmente è stata approvata la Convenzione Operativa che disciplina nel dettaglio le fasi dell’APEA.

Preso atto inoltre che con la delibera 148 del 08/06/2016 spiega come il Comune ritiene di dover procedere alla preassegnazione dei lotti del suddetto PIP alle imprese beneficiarie o candidate all’accesso delle misure del PRRI di cui Accordo di Programma 07/05/2015 e nello specifico all’impresa Creo srl

Preso atto inoltre che con la delibera 325 del 30/11/2016 dove si prende atto dello studio di sostenibilità economico finanziario elaborato dal SG “ lettera di asseveramento”, di cui consigliamo lettura. La delibera appone correttivi\integrazioni alla convenzione operativa e organizza il tavolo operativo “Apea”.

Preso atto inoltre che con la delibera 343 del 29/12/2016 si approva lo schema di avviso pubblico dal titolo “ Procedura selettiva di aziende per l’assegnazione di aree destinate ad attività economico produttive nell’ambito Apea” e ulteriori correttivi alla convenzione operativa.

Preso atto inoltre che con la delibera 208 del 17/08/2018 si approva 1) lo schema di convenzione per la disciplina del conferimento in diritto di superficie al SG APEA delle aree ricomprese nel primo stralcio funzionale, 2) lo schema di contratto per la disciplina della cessione in proprietà dei lotti produttivi alle imprese e le obbligazioni ed i rapporti tra le stesse imprese e il SG.

Preso atto inoltre che con la delibera 274 del 10/11/2018 si approva lo schema di convenzione per la realizzazione delle opere preliminari di livellamento di urbanizzazione e di messa in sicurezza idraulica e geomorfologica relative al primo stralcio funzionale e dello schema di contratto di cessione dei lotti produttivi, in sostituzione degli schemi di contratto approvati con deliberazione GC 208/2017.

Preso atto inoltre che con la delibera GC 50 del 21/02/2018 relativa all’approvazione dello schema di contratto di cessione dei lotti produttivi, in sostituzione dello schema di contratto approvato con deliberazione GC 204/2017

Dato inoltre atto che nell’ambito dei finanziamenti attivati dall’Accordo di Programma denominato “ Disciplina degli interventi per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino, paiono sussistere i presupposti per finanziare con risorse regionali ( risorse PAR-FAS 2007-2013 assegnate all’AsseII- Azione 3 dell’Adp) le opere di infrastrutturazione del suddetto ambito produttivo per un importo stimato in 7/8 milioni.

Valutato le tempistiche per l’attuazione della suddetta area produttiva “ inizia nel 2013” e gli innumerevoli aggiustamenti tecnico amministrativi e procedurali sopra citati.

Valutato altresì la portata dell’investimento che si aggira intorno ai 65 milioni di euro e che ad oggi, dopo quattro anni, abbiamo visto un susseguirsi di delibere ma solo piccole opere di livellamento e la delimitazione di un cantiere. Inoltre non è affatto chiara la disponibilità delle aziende interessate.

Ritenuto opportuno

valutare meglio la disponibilità delle aree per gli ambiti produttivi, sia quella già urbanizzate come quelle di Montegemoli “11 ettari”acquistate dall’AP e mai utilizzate , di fatto aree congelate. Sia quelle da urbanizzare bonificare e mettere in sicurezza come le aree ex Irfid acquistate dal Comune di Piombino proprio per fini produttivi. Affatto trascurabile ma con una valenza strategica la possibilità di utilizzare aree ex industriali ormai non più strategiche per il comparto siderurgico.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA

Per fare fronte alle emergenti e urgenti richieste di opportunità lavorativa che questo territorio richiede, nei termini di fattibilità sia sul profilo finanziario, che quello funzionale a rivalutare con celerità e determinazione la collocazione delle nuove aree produttive e l’attuabilità dell’APEA; viste le scarse opportunità che offre questo insediamento, dimostrato dall’allungarsi delle tempistiche di realizzazione, aggiungendo l’opportunità di insediarle all’ingresso della città, soprattutto in aree fuori dal Sin. Contestualmente chiediamo di approntare tutte le iniziative necessarie per avviare percorsi alternativi che possano portare una reale concretezza per la realizzazione di nuovi ambiti produttivi”

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Data__28/05/2018__________

DiRedazione

mozione appalti pubblici

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’articolo 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale (mozione). Per impegnare l’amministrazione, nei termini indicati nella mozione, all’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56, (“Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”).

 

VISTO CHE : I dati che emergono dal monitoraggio svolto dell’autorità nazionale anticorruzione, secondo i quali l’80% dei contratti viene affidato senza procedure di gara.

CONSIDERATO CHE il D.lg 19/2017, auspica ad una maggiore trasparenza e all’abbandono del criterio del massimo ribasso.

 

PRESO ATTO

Della necessità di agire nel rispetto di quanto previsto nal D.lgl. 19 aprile 2017, n.56, il quale apporta modifiche al Codice degli appalti pubblici e delle concessioni (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), che viene ora denominato Codice dei contratti pubblici e che disciplina i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, nonché i concorsi pubblici di progettazione.

RICORDATO CHE :

Le modifiche riguardano le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione degli appalti, facendo ricorso al documento di fattibilità delle possibilità progettuali, in cui sono individuate ed analizzate le eventuali soluzioni progettuali alternative ed in cui si dà conto della valutazione di ciascuna, sotto il profilo qualitativo, anche in termini ambientali. Nonché sotto il profilo tecnico ed economico ricorrendo anche a più ampie indagini propedeutiche alla redazione del progetto (idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, storiche, paesaggistiche e urbanistiche) e la valutazione della soluzione che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici in relazione alle esigenze da soddisfare.

SI IMPEGNA LA GIUNTA :a verificare secondo la normativa vigente la possibilità

ad inserire all’interno del bando specifici criteri di qualità che consentano o meno la partecipazione di concorrenti a quest’ultimo, ad analizzare i c.d. “requisiti reputazionali” legati ai precedenti comportamenti dell’impresa, riferiti ad esempio a:

– richieste estorsive o corruttive, esigendo pertanto certificazioni di buon servizio svolto presso pubbliche amministrazioni e/o soggetto privati e dichiarazioni specifiche rispetto alle normative a tutela dei fenomeni di corruzione.

– esperienza pregressa nel settore con specifiche relative alla tipologia di servizi/prestazioni svolte – importi – enti per i quali sono stati svolti i servizi.

– dichiarazioni attestanti il rispetto di quanto previsto dalle normative di sicurezza, dall’applicazione di sistemi coerenti con le nuove normative in ambito di sicurezza ambientale.

– possesso di certificazioni in base alle normative specifiche relative al settore a cui fa riferimento l’oggetto della procedura (UNI EN, SA; OHSAS…)

 

Ad inserire elementi di sbarramento e non possibilità di partecipazione alla procedura, ad esempio:

  • In rispetto di quanto previsto ed espresso dal codice d’appalto e dal correttivo;
  • In caso di interruzioni di servizio resi per enti pubblici, a seguito di motivazioni ritenute “gravi” e/o oggetto di contenziosi, impedire la partecipazione a tali soggetti;

 

Al fine di garantire tali requisiti e procedure sarebbe opportuno, richiedere la maggior quantità possibile di documentazione e prevedere l’esclusione dalla partecipazione di chi ha avuto in passato interruzioni di servizio presso enti pubblici.

L’analisi di tale documentazione, deve avvenire non solo ai fini della partecipazione ma anche per il controllo della permanenza di tali requisiti durante la fase di esecuzione del contratto.

Inoltre si chiede da parte dell’amministrazione, l’attenta valutazione di offerte anormalmente basse, come previsto dell’art. 60 del decreto correttivo.

Si richiede che l’amministrazione introduca un’attribuzione di punteggi che, in fase di analisi di gara preveda il maggior punteggio all’offerta tecnica, salvaguardando così il rapporto fra offerta tecnica ed offerta economica, senza puntare ad un’ottica di massimo ribasso. Da quanto si osserva e si ascolta in questi ultimi periodi a livello a livello nazionale e locale, in particolare nella gestione di appalti di opere e servizi, si sta affermando purtroppo una politica che non sta tutelando né il cittadino né la qualità delle offerte che le pubbliche amministrazioni si trovano poi a dover gestire. Potrebbe essere utile introdurre un valore di massima soglia del ribasso.

 

Si ritiene utile richiedere il rispetto della clausola sociale, in caso di appalti ripetuti negli anni – a tutela dei lavoratori in essere, vincolando i soggetti aggiudicatari al rispetto dei tipi di contratto e dei livelli previsti dai contratti nazionali per categoria e dagli accordi territoriali sindacali previsti.

Sarebbe inoltre opportuno stabilire il pagamento della prestazione in base all’avanzamento dei lavori, con la previsione di penali a fronte dei ritardi, in conformità con le modifiche introdotte dagli art. 99 e 113-bis del Codice, tali penali sono da commisurare ai giorni di ritardo e all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto.

Infine, sarebbe auspicabile, per le procedure per le quali non sono previsti termini tassativi, evitare tempi molto ristretti tra la data di pubblicazione del bando e la data di scadenza per la presentazione delle offerte, o prevedere tempi più lunghi rispetto a quelli minimi previsti dalla normativa, in modo da favorire una più ampia partecipazione e concorrenza.

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

Presidente Ascolta Piombino

Riccardo Gelichi

 

 

Gruppo consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

Lì___04/03/2017____________