Archivio degli autori Monica Bartolini

DiMonica Bartolini

Alziamo l’attenzione sulla città antica

E’ un po’ come un’onda lunga, la crescente esigenza di decoro e di civile convivenza a Piombino, quando non si parla di vera e propria necessità di sentirsi più sicuri. Mentre alcune forze politiche chiedono approfondimenti statistici scientifici sulle esigenze dei piombinesi, Ascolta Piombino pone al Consiglio comunale l’ennesima discussione sul tema, cercando di evidenziarne la sua priorità in termini di sforzo amministrativo e ponendo proposte concrete. Questa volta, attraverso una mozione, prendiamo in esame il Centro Storico, visto che non solo via Vittorio Emanuele, ma tutta la città antica dovrebbero essere la punta di diamante dell’accoglienza, del decoro e massima espressione della bellezza piombinese. Invece i problemi sono molti: dal controllo sulla buona gestione delle attività presenti, dalle strade disconnesse, dalla gestione della viabilità e di una migliore raccolta dei rifiuti, possibilmente con raccoglitori incassati. Un centro storico non può destare impressione d’imperizia, abbandono e scarsa sicurezza, soprattutto se ha l’ambizione di diventare attrazione turistica. Ascolta Piombino ha raccolto le istanze di molti cittadini che attraverso una raccolta firme, circa sessanta, chiedono al Comune, oltre che intervenire la dove ci sia carattere di urgenza, di istituire un percorso partecipato con i tutti i cittadini, per cercare insieme, il percorso migliore per il rilancio di questo importante quartiere cittadino.

 

DiMonica Bartolini

Microeconomia diffusa, questo dovremmo favorire a Piombino

Microeconomia diffusa, questo dovremmo favorire a Piombino. Uscire dalle grandi produzioni e frammentare. Il Porto non è pronto, le infrastrutture non sono pronte, la siderurgia sarà comunque ridimensionata. Questa non è un’analisi, è la realtà. Mi chiedo, siamo pronti a rinunciare all’idea che tutto quello che abbiamo intorno debba essere rigorosamente pubblico e purtroppo, sempre più degradato? A Palazzo Appiani ci devono stare gli uffici del Comune? Il Piazzale d’Alaggio deve continuare a essere una landa di cemento? L’area dell’Ex Canile e le zone limitrofe possono avere delle ambizioni turistiche? Il Promontorio potrebbe essere agevolmente frequentato con punti ristoro? Nell’area Enel, credete ancora all’Outlet? O forse sono più adatte attività legate alla Nautica? La Parchi Val di Cornia, potrebbe assumere un ruolo di gestore territoriale dei parchi e delle aree demaniali, quindi con un ruolo più imprenditoriale rendendosi almeno in parte economicamente autonoma “oggi costa circa 1,2 milioni anno”? Questi, e molti altri, dovrebbero essere gli elementi su cui abbiamo creato una proposta credibile, da coadiuvare con la Regione Toscana.

DiMonica Bartolini

controllo efficace sul rispetto delle buone regole per la passeggiata con i cani.

OGGETTO:   Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito ad incentivare l’amministrazione per un controllo efficace sul rispetto delle buone regole per la passeggiata con i cani.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che il Ministero della Salute ricorda:

Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo.

Visto l’art. 2052 del Codice Civile:Il proprietario di un animale o chi lo ha in custodia è responsabile dei danni causati dall’animale sia che esso fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salva sempre la prova del caso fortuito.

Valutato la sentenza della Corte di Cassazione 7082/2015, dove è contenuto  una sorta di vademecum per chi conduce il proprio animale domestico sulla pubblica via:

E’ un dato di comune esperienza che i cani non esplicano i propri bisogni in luoghi chiusi di privata dimora, con la conseguenza che i possessori dei predetti animali che risiedono in agglomerati urbani si vedono necessitati a condurli sulla pubblica via: non sempre le autorità locali sono in grado di predisporre luoghi appositi ove detti animali possano espletare i loro bisogni e comunque non può essere escluso che gli animali decidano (con tempi e modalità che non è possibile inibire) di espletare tali bisogni altrove o prima del raggiungimento dei luoghi a ciò deputati“.

il proprietario deve mettere in atto una attenta vigilanza sui comportamenti dell’animale:
• deve limitarne libertà di movimento in modo che non sia totale (se del caso tenendolo con un guinzaglio)
• deve intervenire con atteggiamenti tali da farlo desistere – quantomeno nell’immediatezza – dall’azione
• nell’impossibilità di vietare al cane di fare pipì è bene portarsi dietro una bottiglietta d’acqua per ripulire.
Diversamente, si può imputare al proprietario «sciatteria o imperizia nella conduzione dell’animale», tutte situazioni riconducibili, comunque, «a colpa ma non certo al dolo»

Vista altresì la Sentenza n. 4672 del 3.2.2009 la 4^ Sez. Penale della Corte di Cassazione ha sancito definitivamente il divieto di lasciare circolare liberamente il proprio cane, privo di guinzaglio e di supervisione da parte del proprietario/detentore, quindi è bene ricordare che il proprietario di un cane è sempre responsabile del controllo e della conduzione dell’animale e per questo motivo risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni e delle lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso

Ricordato che : nel 2013 il Ministero della Salute ha stabilito le nuove regole per la passeggiata dei cani in luoghi pubblici. Ecco le principali:

  • Obbligo del guinzaglio: è obbligatorio tenere il cane al guinzaglio negli spazi aperti al pubblico e nelle aree urbane, tranne in quelle specificamente destinate dove possono correre e muoversi liberamente. La misura del guinzaglio non deve superare il metro e mezzo.
  • Portare con sé la museruola: il proprietario deve sempre avere con sé la museruola, da utilizzare in caso di pericolo per l’incolumità di persone o altri animali oppure se formalmente richiesto da un cartello o dall’autorità competente.
  • Sacchettini e palette: a spasso con il cane bisogna avere sempre il kit di sacchetti e paletta. È obbligatorio raccogliere le deiezioni del proprio amico a quattro zampe.

Cani morsicatori: per loro sono obbligatori l’assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi e l’uso della museruola in qualsiasi luogo pubblico, anche se al guinzaglio.

 

Preso atto che: NESSUNA ordinanza comunale, provinciale o regionale può sostituirsi alle leggi dello Stato Italiano

 

Considerato il decalogo del proprietario ben educato (fonte ASL Milano) che regolamenta il comportamento del padrone del cane all’interno delle aree di sgambamento:
raccogliere i bisogni del cane: per evitare la diffusione di parassiti intestinali (e per lasciare pulito!) il proprietario è pregato di raccogliere le feci;
– i cani possono entrare se sono registrati, microchippati e con medaglietta (con nome e recapito telefonico). Oltre a essere obbligatoria per legge, l’iscrizione all’Anagrafe Canina è utile in caso di smarrimento del cane per facilitare un rapido ritrovamento;
meglio se vaccinati: è opportuno far entrare nelle zone comuni solo cani già trattati contro i parassiti esterni e vaccinati per evitare la diffusione di parassitosi e malattie;
non introdurre cani aggressivi e femmine in calore: situazioni di questo tipo potrebbero scatenare competizioni e aggressività tra i cani. L’ingresso di questi cani sarà possibile solo in orari specifici in cui non sono presenti altri animali;
non portare giochi o palline: questi oggetti potrebbero far scattare atteggiamenti aggressivi per il loro possesso;
non portare cibo, al massimo solo acqua: per la stessa ragione è indispensabile evitare di far entrare nelle aree di sgambamento leccornie di vario tipo. Stesso discorso per l’acqua che va portata solo se non ci sono fontanelle in zona;
niente guinzaglio: è fondamentale non tenere mai il proprio cane al guinzaglio all’interno di queste aree. Il giunzaglio infatti scatena senso di territorialità e aggressività e può rappresentare anche un pericolo per persone o cani che possono inciampare;
– tenere sempre sotto controllo il cane: fino a quando il proprio cane è all’interno dell’area sgambamento non ci si può assentare o distrarre perché potrebbe scappare all’ingresso di un altro cane o azzuffarsi;
consentire a tutti l’accesso: se il proprio cane è incompatibile con altri, vanno rispettati tempi massimi di permanenza all’interno dell’area cani per consentire a tutti l’ingresso.

Ritenuto opportuno alzare l’attenzione rispetto a questi temi soprattutto in una città come Piombino dove, la detenzione di animali è piuttosto alta e la sensibilità rispetto agli stessi è altrettanto percepita dalla cittadinanza

IMPEGNA IL SINDACO e la Giunta ad organizzare pattugliamenti periodici da parte del Corpo dei Vigili Urbani per controllare la buona gestione dei cani da parte dei padroni. Quindi di riferire periodicamente al Consiglio Comunale, attraverso una relazione trimestrale del Comandante dei Vigili di Piombino, rispetto al numero delle sanzioni emesse e il livello di miglioramento dei comportamenti del cittadino per poter verificare l’efficacia degli interventi.

Il/I Consigliere/i

Il/I Gruppo/i Consiliare/i

Data_12/01/2018

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

DiMonica Bartolini

vandalismo e microcriminalità

Aumentano a Piombino i casi di vandalismo e microcriminalità, per non parlare degli schiamazzi notturni e del degrado generale. Sulla stampa stiamo passando dal “Comitato per la sicurezza”, “all’azione di diagnosi locale”, fino al coinvolgimento dei quartieri. Nel frattempo, mentre tutti si riuniscono, bisognerebbe allungare gli orari dei Vigili dopo averne potenziato l’organico, convenzionarsi con istituti di vigilanza privata per i controlli notturni, aumentare sensibilmente l’istallazione di telecamere con centrale operativa annessa e valutare con le forze dell’ordine presenti, la possibilità di pattuglie miste. Lo riproporremo, ma in questa città il problema continua a essere ideologico, come per tutto il resto; Il rischio poi, sarà quello di far prevalere la pancia e gli estremisti.

DiMonica Bartolini

Potenziamo l’Acquacoltura e la filiera del Pescato

Il settore dell’acquacoltura è in crescita e Piombino ormai è una realtà emergente, sono quattro gli impianti operativi nel golfo di Follonica, area “piombinese”, due in fase di allestimento. Stiamo parlando di oltre quattro milioni di tonnellate di prodotto , più di cento dipendenti diretti senza contare l’indotto. Sono attività nate quasi per caso che oggi richiedono una strategia precisa di sostegno e di ulteriore sviluppo. Non saranno sufficienti le sponsorizzazioni attraverso convegni e incontri, queste realtà necessitano di una rete strutturale di appoggio solida e potenzialmente sviluppabile. Pianificare serve anche a questo, la capacità di indirizzare e consolidare il futuro economico di un settore in espansione, necessita di risposte rapide e noi di Ascolta Piombino abbiamo queste risposte. Per questo motivo chiederemo all’amministrazione comunale di ripianificare le destinazioni di quei 50.000 metri quadrati di aree demaniali che non hanno più un interesse diretto nelle attività ormai dismesse della centrale ENEL, e che pertanto non svolgono più funzioni di interesse generale e produttivo, e che già ora sono utilizzate in forma precaria, con autorizzazione provvisoria dell’Autorità Portuale, dai natanti di servizio alle attività di acquacoltura presenti nel Golfo di Follonica. La filiera del pescato è un settore che non solo deve essere consolidato, ma deve trovare nel territorio opportunità concrete, oggi e non domani, per svilupparne l’intera filiera, compresa quella conserviera.
Riccardo Gelichi
Portavoce Ascolta Piombino

DiMonica Bartolini

Obbiettivo: “cambiare “

Non ci stancheremo mai di dirlo, siamo qui per questo, Piombino può essere altro, può aprire lo scrigno dei propri tesori dove è seduta e diventare un’altra città. Ascolta Piombino è idea, noi siamo idea, non sono le persone che fanno la lista, ma le idee che questa ha prodotto nel tempo e la rendono unica nel panorama politico locale. Ascolta Piombino raccoglie tutte le sensibilità politiche, non c’interessa cosa votano nel livello nazionale i nostri iscritti, c’interessa che condividano un progetto di città, dove prevale il bello, la sicurezza, il decoro, l’ordine e la diversificazione economica. La nostra “vision” è una microeconomia diffusa, ma sopratutto diversificata, dove se un settore va in crisi ce ne sono altri che reggono la baracca, il tenore economico e quello sociale. Vorremmo attrarre investitori, vorremmo creare le condizioni per farlo e in fretta, pensiamo che l’impresa non sia il “padrone” ma l’“opportunità”, siamo distanti dalle ideologie predeterminate e dal populismo che sa dire solo di “ no “. Nell’ultimo Piombino Oggi abbiamo esposto il nostro progetto, l’idea che portiamo avanti, che possiamo e vogliamo provare a condividere con le tutte forze politiche riformiste che s’identificano in quest’impostazione. La città aspetta una scossa, non può più vivacchiare su assistenzialismo e promesse, com’è altrettanto vero che non ci sono progetti concreti in alternativa all’attuale situazione. Serviranno anni per cambiare rotta, ma sarebbe drammaticamente sbagliato continuare ad insistere sugli stessi modelli novecenteschi che ci hanno contraddistinto fino ad oggi. Molti dicono che dovevamo cambiare prima e forse hanno ragione, ma ancora oggi ci sono gruppi d’opinione che resistono al cambiamento, diffondendo quando va bene, retorica conservatrice se non false speranze con la testa rivolta indietro. Tutte le sensibilità riformiste dovrebbero unirsi per tracciare un nuovo percorso, noi ci saremo, all’interno di una condivisione di merito oggettiva e non soggettiva.

DiMonica Bartolini

Piombino: l’industria dell’ospitalita’

Di fronte ad una fabbrica ormai stremata, in Consiglio comunale , quando si parla di turismo, ancora si auspicano gli studi di settore, perché avere fretta, potrebbe indurci a fare errori. Un modo per ripudiare ancora l’economia turistica, o relegarla all’ininfluente turismo di nicchia; almeno hanno smesso di dire che con il turismo non si mangia. Se la politica e i nostri assessori non si sentono pronti per affrontare questi temi, ci sarebbero le consulenze, personale che può affiancare l’ente in un percorso di studio del territorio, valutando le offerte più opportune, le strategie migliori per la creazione di opportunità e la realizzazione di relazioni durevoli con i potenziali clienti. Ascolta Piombino mette sul piatto dell’offerta ricettiva alcune proposte : un Centro turistico ricettivo agli ex Macelli comprensivo dell’ex Caserma Pompieri, previa delocalizzazione del Canile a Fiorentina. Miglioramento della spiaggia sotto il Bernardini. Potenziamento dell’offerta sotto il Centro Velico, estensione delle concessioni e valutare la possibilità di strutture lignee rimovibili sugli scogli. Convenzione per la gestione di Palazzo Appiani, gli ex Licei e il piazzale d’alaggio per scopi turistico ricettivi e ludici Resort nelle aree del campino di calcio dei Frati e demolizione del muro antistante la fortezza. Realizzazione di camminatoi costieri .Miglior utilizzo delle piattaforme in viale Amendola con strutture lignee, possibili convenzioni con il privato per uso e manutenzione. Spostamento dell’attuale campo di calcio di Salivoli nei pressi del pattinodromo per l’attuazione di un Centro Turistico Ricettivo, da valutare la gestione del Parco del Falcone. Creazione di un polo sportivo ai Diaccioni, parcheggi, illuminazione e un Parco Urbano. Rifacimento della strada che porta a spiaggia lunga con materiale eco compatibile. Ciclabile sul promontorio per Baratti, creazione di punti ristoro sul Promontorio, potenziamento del ruolo della Parchi. Terzo stralcio del parco archeo subacqueo nel golfo di Baratti con Casone per utilizzo foresteria. Sistemazione aree degli approdi di Baratti con tutte le concessioni demaniali date in gestione alla Parchi Val di Cornia. Villaggio turistico delle Fabbricciane e Torre Nuova, urbanizzando tutta l’area con la creazione di 1500 villette con il sistema della bioarchitettura. Potremmo sanare uno scempio ambientale abusato nel tempo e oggi negli usi , introitando per il comune di Piombino oneri e imu da seconda casa , creando lavoro per i prossimi dieci anni nel comparto edile e il suo indotto. 1500 posti letto alla Sterpaia e aree agricole limitrofe per un complesso turistico ricettivo che impegni anche parte del parco, in sinergia fra usi pubblici e privati. 1000 posti letto a Torre Mozza con l’estensione delle aree dedicate al turistico con quelle agricole limitrofe. Vendita a privati ed estensione della ricettività del Campeggio S. Albinia. Messa a bando delle concessioni degli spazi demaniali comprensivi del porto in uso all’Enel e delle vasche per usi legati alla nautica e alla filiera dell’itticoltura, liberando risorse e spazi per nuove impresa.. Marketing turistico territoriale anche all’estero nelle fiere dedicate. Dobbiamo riuscire a sostituire l’industria siderurgica con l’industria dell’ospitalità.

 

 

Riccardo Gelichi

Portavoce Lista Civica Ascolta Piombino

 

DiMonica Bartolini

La Diversificazione a Goccia

Il Piazzale d’Alaggio è l’emblema di come non si riesca a valorizzare luoghi situati in posizioni invidiabili e non è colpa degli imprenditori, ma delle scarse possibilità che offre la pianificazione vigente e i relativi bandi di concorso. L’imprenditore per investire non solo dovrebbe avere le risorse, ma soprattutto dovrebbe essere messo nella condizione di ammortizzare l’impegno di spesa nel tempo; quindi l’offerta del Comune dovrebbe essere proporzionata alle reali potenzialità di resa. Gli interventi fatti fino ad oggi hanno puntato su piccole concessioni, non legate da una visione d’insieme, vedi il Centro Velico solo parzialmente concesso al privato, così come la Lega Navale anch’essa a suo tempo concessa a metà e senza l’uso del piazzale. Oggi ci si meraviglia perché le proposte per il piazzale sono minime, qualsiasi intervento in quell’ambito non potrà che essere oneroso e fine a se stesso. Questo il motivo per cui, Ascolta Piombino, insieme alla lista di Ferrari hanno presentato la proposta di legare gli invenduti ex licei con il piazzale d’alaggio per un bando unitario, l’elemento dirimente era dare lo sfogo a mare ad una potenziale struttura ricettiva. La proposta è stata rigettata dalla maggioranza, probabilmente hanno un’altra idea di programmazione. Se si vuole perseguire la strada della diversificazione a goccia, almeno si prenda in seria considerazione anche la proposta del Consorzio di Gestione, che insiste e cura da tempo l’area di Marina, la quale prevederebbe, utilizzando una piccola parte di piazzale d’alaggio, un servizio di noleggio gommoni, un’idea che conterrebbe almeno un elemento di novità.

 

Riccardo Gelichi

Francesco Ferrari

DiMonica Bartolini

Possiamo usare il Porto dell’Enel

Piombino ospita ancora una Centrale Enel formalmente fuori esercizio dal gennaio 2015, per la quale è stata avviata la procedura di bonifica che, fra progettazione e messa in opera vedrà un iter burocratico piuttosto lungo Ci sarebbero però le aree di proprietà del Demanio Marittimo per le quali Enel ha sempre fruito di concessioni demaniali, stiamo parlando di due lotti: il primo di mq. 18.700 per il mantenimento di un’opera di presa e di scarico di acqua di mare, e il secondo di mq. 32.328, attinente all’approdo per i natanti di servizio. Queste aree attualmente non hanno più un interesse diretto nelle attività ormai dismesse della centrale ENEL, pertanto non svolgono più funzioni di interesse generale e produttivo; già oggi sono utilizzate in forma precaria, con autorizzazione provvisoria dell’Autorità Portuale, dai natanti di servizio alle attività di itticoltura presenti nel Golfo di Follonica. Noi chiederemo attraverso una mozione, una cosa molto semplice:

che sia adottata una variante agli atti di pianificazione comunali e eventualmente sovracomunali, al fine di destinare le attuali strutture realizzate dall’ENEL S.p.a., in attrezzature specificatamente portuali, per l’accoglienza di natanti ad uso commerciale, per garantire la permanenza di quelli già esistenti a servizio delle attività di itticoltura; ma soprattutto per garantirne la riassegnazione totale a soggetti terzi per un utilizzo nautico e turistico. Noi pensiamo che la pianificazione territoriale sia strumento politico e tecnico dell’amministrazione e che non sia subordinabile alle lungaggini di progetti aleatori e piuttosto improbabili; per rilanciare l’economia le leve della gestione locale ci sono, devono solo essere usate con lungimiranza e una certa dose di coraggio.

 

Riccardo Gelichi

 

Portavoce Lista Civica Ascolta Piombino

 

 

DiMonica Bartolini

Servono misure straordinarie

L’intera città è imprigionata in un limbo, in una partita di cui, paradossalmente, anche i rappresentanti dei cittadini non sanno nulla, il gigante siderurgico è lì, immobile, aspetta, e noi attendiamo con lui. Qualsiasi progetto di riconversione è inchiodato, nemmeno se ne tracciano i profili, tanto meno si pensa a bonificare. Noi d’Ascolta Piombino pensiamo che questi processi, così complessi e lunghi non possono essere affrontati attraverso l’ordinaria amministrazione in quanto area di crisi complessa. Le attuali potenzialità di riconversione sono condizionate dai piani urbanistici, di cui alcuni scaduti e comunque condizionati dalle griglie del piano strutturale vigente, limitanti nelle potenzialità espansive per il turismo e tutte le attività legate al mare, in quanto redatti in tempi di vacche grasse. Risulta ormai evidente che qualsiasi programmazione in divenire non potrà essere pronta prima di qualche anno, questo significa che tutti gli eventuali investitori per la diversificazione, non potranno agire, se va bene, prima del 2020. Nell’ultimo consiglio comunale abbiamo chiesto di insediare una sorta di conferenza dei servizi permanente con la Regione, che possa usare tutti gli strumenti necessari per accelerare i processi burocratici per tracciare una nuova visione del territorio, utilizzando se necessario, deroghe agli attuali strumenti d’indirizzo regionali e finanziamenti mirati per potenziare le attività istruttorie e di stesura dei nuovi piani urbanistici. La politica ha risposto con un diniego, complice di tenere immobile questa città nell’incertezza; l’auspicio è che le migliori forze riformiste e liberali spezzino questo immobilismo per rilanciare Piombino; questo è il momento.

 

 

Riccardo Gelichi

Portavoce Lista Civica Ascolta Piombino