Archivio degli autori Monica Bartolini

DiMonica Bartolini

Itticoltura

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 15. 06. 2015

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere, come atto di indirizzo, la necessità di dotare di specifico approdo i natanti impegnati nelle attività di acquacoltura nel Golfo di Follonica, attualmente operanti nelle acque territoriali del Comune di Piombino, di cui alle concessioni da esso rilasciate in attuazione del Piano di Utilizzo del Demanio Maritimo.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il Comune di Piombino è titolare dell’amministrazione delle aree demaniali marittime e delle acque territoriali di sua influenza, con esclusione di quelle di competenza dell’Autorità Portuale di cui alla L. 84/90, che vanno da Poggio Batteria fino all’attuale porto dell’Enel;

Premesso inoltre:
Che le scelte urbanistiche operate dal Comune di Piombino nel merito delle aree demaniali marittime, devono ritenersi a tutti gli effetti piani di utilizzo del demanio marittimo, e che pertanto le concessioni rilasciate in attuazione dello stesso, devono essere funzionali agli usi in esso predefiniti;

Viste:
le richieste sempre più numerose di concessioni per specchi acquei nel mare territoriale del Comune di Piombino, avanzate da vari imprenditori dell’acquacoltura per l’istallazione di gabbie per l’allevamento ittico, perché da essi ritenuto ambientalmente e geograficamente vantaggioso;

Appurato:
che nei dieci anni successivi alla prima richiesta di concessione, il Comune di Piombino con vari provvedimenti di adozione, si è dotato di un piano urbanistico con valenza di utilizzo del demanio marittimo, con il quale ha destinato una vasta superficie di acque territoriali per l’allevamento ittico, allo scopo di corrispondere alle richieste di cui sopra;

Appurato inoltre:
che, con detta pianificazione, hanno trovato soluzione alle proprie istanze le seguenti imprese: Agroittica Toscana Soc. agri. S.r.l. Piombino – IGF Ittica Golfo di Follonica Soc. agri. A.r.l.- Civita Ittica Soc. agri. S.r.l. Civitavecchia e, in procinto di ottenere le necessarie autorizzazioni, anche la Soc. Coop agri. A.r.l. (P2G) Golfo di Gaeta, tutte quante con una produzione stimabile mediamente intorno alle 1.000 tonnellate annue di prodotto vivo;

Considerato:
che le attività di acquacoltura esercitate in alto mare comportano l’uso di mezzi navali di varie dimensioni, necessari per i vari approvvigionamenti e per le attività di commercializzazione dei prodotti, e che le società in elenco necessitano già di una quindicina di imbarcazioni;

Appurato:
che le imprese di cui sopra operanti nelle aree in questione, in mancanza di un approdo funzionale alle proprie attività, che sarebbe dovuto nascere in coerenza con il piano di utilizzo del Demanio Marittimo, ormeggiano detti mezzi fruendo dell’ospitalità di approdi non destinati allo scopo e non attrezzati per tali usi, come “Le Terre Rosse”, l’approdo dell’Enel, oppure il “Puntone” di Follonica;

Appurato quindi:
che la pianificazione in questione ha risolto solo parzialmente le istanze delle imprese che hanno trovato collocazione in essa, perché si è dimostrata priva della infrastruttura essenziale per la conduzione di dette attività, e cioè di un vicino approdo predisposto allo scopo;

Ritenuto quindi:
necessario ricercare una soluzione che garantisca, per il presente e per il futuro, un’adeguato approdo da collocare nel tragitto più breve, capace di ospitare l’intera flotta costituita dai natanti delle varie imprese e che, per questo, capace anche di ospitare singolarmente le attrezzature di terra di ogni società;

Considerato:
che l’approdo petrolifero dell’Enel posto in Loc. Tor del Sale, è attualmente parte integrante della centrale termoelettrica ivi presente, e che detta centrale cesserà le attività di produzione entro l’anno 2015, e che pertanto tale approdo potrà essere oggetto di destinazioni alternative a quella petrolifera;

Ritenuto altresì:
che fra gli approdi che attualmente ospitano le imbarcazioni di servizio alle vasche, quello dell’Enel risulta essere il più prossimo alla zona per l’acquacoltura, e di possedere tutte le caratteristiche spaziali per accogliere le attrezzature delle varie ditte che vi operano;

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

Ad adottare come atto di indirizzo tale necessità, e a definire a tal scopo l’attuale porto petrolifero dell’Enel, l’infrastruttura più adeguata da trasformare in base logistica per la zona di mare territoriale destinata ad acquacoltura.
A preordinare tutti gli atti necessari affinché tale impegno, costituisca espressione condizionante per la futura pianificazione delle aree ex centrale Enel, ed in particolare per quanto atterrà alle nuove destinazioni d’uso dell’approdo in oggetto.

Impegna inoltre l’Amministrazione Comunale ad intraprendere, in qualità di soggetto pianificatore delle aree demaniali marittime, i necessari contatti con l’Autorità Portuale, in quanto soggetto gestore dell’approdo come da L. 84/90 di cui alle suddette premesse, al fine di produrre un atto di condivisione per le future destinazioni delle aree demaniali marittime in oggetto.

Il Consigliere Comunale di

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

le fabbricciane

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 10/02/2017

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Piombino
Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale nella predisposizione di tutti gli atti necessari per variare le destinazioni d’uso delle sotto zone E6 ( aree agricole frazionate)delle Fabbricciane e di Torre Nova, attualmente definite tali nel Piano Strutturale d’Area e nel Regolamento Urbanistico di recente approvazione. Impegno da finalizzare alla redazione di un Piano Particolareggiato (Piano di Lottizzazione), per il recupero paesaggistico e ambientale, previa trasformazione di tutti i manufatti precari e dotarli di tutte le urbanizzazioni primarie necessarie.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il territorio del Comune di Piombino negli anni settanta e ottanta è stato oggetto di numerose lottizzazioni abusive di zone agricole produttive, da quelle delle periferie urbane a quelle più decentrate della Sterpaia ad Est, e delle Fabbricciane e Torre Nova ad Ovest, e che, al contrario degli ambiti posti ad Ovest, il recupero delle aree attinenti la Sterpaia è già avvenuto negli anni novanta, concedendo ai titolari degli abusi la facoltà di realizzare un villaggio turistico in Loc. Mortelliccio, previa occupazione di nuove aree di pregio ambientale;

Premesso inoltre:
che in dette lottizzazioni sono stati realizzati manufatti precari di vario tipo e dimensione, e che gli stessi sono stati perseguiti come costruzioni abusive dalle Amministrazioni Comunali succedutesi nel tempo e che, tali pratiche, sono dovute cessare con l’istituzione dei vari condoni edilizi da parte dei Governi centrali;

Premesso altresì:
che la pratica dei condoni edilizi ha impedito, in parte, la riqualificazione delle aree compromesse e, nel caso specifico delle Fabbricciane e Torre Nova, (territori che in totale ammontano a circa un milione e mezzo di mq.), si è creato, in uno stato di irreversibilità, una sorta di villaggi privi di qualsiasi valore ambientale e paesaggistico, composti da manufatti precari privi dei servizi essenziali come lo smaltimento dei liquami, adduzione idrica e viabilità di accesso praticabile;

Considerato:
che l’attuale Amministrazione Comunale, nelle sue Linee Programmatiche relative al mandato amministrativo 2014 – 2019, nel sottolineare la necessità di tutelare il paesaggio e i beni culturali, con interventi di riqualificazione territoriale, ammette la necessità di redigere un Piano Particolareggiato per il recupero delle suddette aree relative alle Fabbricciane e Torre Nova;

Considerato inoltre:
Che il territorio del Comune di Piombino e tutta la Val di Cornia, sono afflitti da una crisi economica e occupazionale che va ben oltre quella generale europea, una crisi che nasce principalmente dall’industria siderurgica e dal suo indotto, ma che non tralascia tutte le altre categorie come: il turismo, l’agricoltura, il commercio e l’artigianato, compreso l’edilizia e tutto il suo indotto;

Considerato quindi:
che l’adozione di varianti agli strumenti urbanistici per sostenere l’economia locale, non può esaurirsi con la reindustrializzazione del territorio, ma dovrà necessariamente guardare anche agli altri settori, come appunto l’edilizia e il suo indotto, penalizzati non solo dalla mancanza di domanda, figlia della crisi economica, ma anche e soprattutto da una giusta politica di contenimento dell’uso del territorio;

Visto:
che variare le destinazioni d’uso delle zone E6 delle Fabbricciane e di Torre Nova, al fine di redigere Piani di Lottizzazione di iniziativa privata, finalizzati alla realizzazione di urbanizzazioni primarie e alla trasformazione degli attuali manufatti in costruzioni di carattere più formale, non impegnerà nuovo territorio e che, al contrario, riqualificherà sotto il profilo ambientale e paesaggistico entrambi gli ambiti, rilanciando l’economia di tutto il settore edilizio della Val di Cornia per almeno un decennio;

Visto inoltre:
che un piano urbanistico indirizzato alla trasformazione di un territorio ex agricolo, ridotto ad una baraccopoli priva delle principali forme di tutela ambientale, che aggrava costantemente il paesaggio di 150 ettari di territorio, non può che essere ritenuto un piano in linea con le più sofisticate tutele regionali;

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A programmare e a predisporre tutte le iniziative necessarie, per concordare con la Regione Toscana i tempi e i modi per raggiungere un Accordo di Pianificazione, con il quale individuare le invarianti strutturali da modificare, affinché sia possibile variare le destinazioni d’uso delle aree delle Fabbricciane e di Torre Nova, attualmente destinate a sotto zone E6 nel Regolamento Urbanistico del Comune di Piombino.

Impegna pertanto l’Amministrazione Comunale a concordare nuove destinazioni d’uso che permettano il recupero ambientale e paesaggistico dei suddetti territori, previa la redazione di un piano di lottizzazione di iniziativa privata o pubblica, con il quale conferire a questi ambiti una nuova immagine razionale e più funzionale agli usi attualmente in atto.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993 Presidente Lista Civica

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

L’intrigata matassa dell’acciaio

Una delle tante idee, diciamo l’ultima, che circola su molte testate giornalistiche senza che nessuno abbia visto un progetto, parla di riaccendere l’altoforno, non solo, ma sono ancora molti gli autorevoli soggetti che parlano di tornare a colare acciaio. Pensavamo ormai consolidata l’idea di allontanare la fabbrica dalla città ma, viste le illazioni, almeno poniamoci una domanda : si può riprendere un’attività industriale prima di avere tutte le certificazioni in regola ? La risposta è no, non si può fare. Non solo serve l’ attuazione di tutte le onerose prescrizioni AIA “ autorizzazione integrata ambientale”, chiaramente sulla base di un progetto, disposizioni che erano presenti anche per la ex Lucchini cui avrebbero comunque dovuto ottemperare. Insieme all’Aia sarebbe necessaria anche una VIA “ valutazione di impatto ambientale” per mettere gli impianti in esercizio. I tempi ? Se va bene due anni, solo per l’acquisizione dei nuovi titoli. Non sono trascurabili le questioni delle bonifiche, che attualmente si basano sullo studio di messa in sicurezza di Aferpi, non solo, ma anche l’accordo di programma prende riferimento dal piano industriale di Aferpi. Poi ci sarebbe la questione urbanistica, a breve sarà approvata la variante Aferpi che fa riferimento al piano omologo previsto di forno elettrico, se cambiasse il piano, dovrebbero conseguentemente cambiare le previsioni urbanistiche e anche in questo caso, passerebbe ancora del tempo. A complicare ulteriormente le cose, si legge sulla stampa, lo studio IRPET, che giudica non convincente il progetto agro alimentare per cui stanno per approvare una variante, iniziano anche i dubbi sulle concessioni alla Piombino Logistics. Una matassa molto intrigata che si potrà dipanare solo attraverso un percorso di verità e conseguentemente un nuovo concreto progetto per Piombino, ma deve iniziare prima possibile, più lunga sarà l’attesa, più numerose saranno le persone che ne subiranno le conseguenze.

 

 

Riccardo Gelichi

 

Portavoce Lista Civica Ascolta Piombino