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DiRedazione

il centro storico

Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito ad impegnare l’amministrazione comunale a stilare un crono programma e relativi capitoli di bilancio per interventi urgenti per il risanamento ambientale e la messa in sicurezza del Centro Storico

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premessa

la non volontà di quest’amministrazione di ascoltare i cittadini del centro storico, avendo bocciato la mozione della Lista Civica Ascolta Piombino che chiedeva l’istituzione di un percorso partecipato proprio per dare soluzione alle cogenti problematiche aperte del centro che ne compromettono pesantemente la vivibilità ai cittadini ivi residenti. Con l’auspicio che questa posizione d’intransigenza venga meno, sottoponiamo a quest’amministrazione i seguenti interventi da mettere in programma.

Vista

la situazione pesantemente degradata del manto stradale delle vie limitrofe in via Vittorio Emanuele.

Ricordato

le frequentazioni tipiche della movida di questi ambiti che le espongono a tutti i tipi di frequentazioni, oltre a quelle turistiche che dovrebbero pretendere livelli di garanzia per il decoro e per la persona, almeno adeguati.

Preso atto

della quasi totale mancanza di controlli di questi ambiti da parte delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne.

 Considerata

la gestione dei parcheggi che sbilancia in senso negativo le opportunità di trovare parcheggio per i residenti.

Valutata

La necessità di un riordino complessivo delle aree nel senso della sistemazione delle strade, dei controlli su oggetti e persone

Ritenuto opportuno

Un impegno straordinario della giunta su quest’ambito che caratterizza la città nella sua attrattività turistica e ne disegna i tratti caratteristici.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA a:

  • Inserire con una variazione di bilancio capitoli precisi per la sistemazione del manto stradale delle vie del centro storico e stilare un crono programma dei lavori
  • Organizzare pattugliamenti delle vie del centro da parte dei vigili anche nelle ore notturne, soprattutto nel periodo estivo che dovrebbero arrivare fino alle ore 24:00.
  • Stilare una convenzione con un istituto di vigilanza per proseguire le attività di vigilanza a persone e cose nelle restanti ore notturne che resteranno scoperte dal controllo dei vigili.
  • Installare un adeguato numero di telecamere per coprire l’intero comparto del centro storico, soprattutto per le aree di pregio che sono continuamente soggette ad atti di vandalismo.
  • Inserire nei capitoli di bilancio, con variazione urgente, l’istallazione di cassonetti interrati
  • Mitigare le iniziative nel Piazzale d’Alaggio almeno fino a che non si sia trovato un adeguato uso, e contestualmente intensificarne l’illuminazione. Si sottintende la presenza di telecamere come da punto cinque.
  • Iniziare a fare le multe per tutti gli episodi dove accadano azioni tendenti a compromettere il decoro urbano, dalle deiezioni sia canine sia umane. Contestualmente verificare le somministrazioni di bevande alcoliche a minori.
  • Intensificazione del programma di pulizie di tutte le vie oltre V. Vittorio Emanuele.
  • Modificare la durata della ZTL dal 15/06 al 15/09.
  • Garantire ai cittadini del centro storico che con l’intervento degli ex licei non verrà meno nemmeno un parcheggio in area pubblica, dove già gli stessi residenti versano in grosse difficoltà.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il/I Consigliere/i

Data_06/04/2018____________

DiRedazione

Porto Enel

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

lì, 02. 12. 2017

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale nella predisposizione di tutti gli atti necessari, per variare la pianificazione di riferimento dell’attuale porto ENEL, in quanto anche piano di utilizzo del demanio marittimo; al fine di favorire l’Autorità Portuale di Piombino nell’espletamento delle necessarie procedure, per una nuova assegnazione in uso diverso da quello di produzione di energia elettrica.

 

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:

che l’ENEL S.p.a., al fine di produrre energia elettrica nella centrale di Torre del Sale, ha utilizzato negli anni di attività aree e specchi acquei di proprietà del demanio marittimo, sia per l’approvvigionamento di acqua marina, sia per il ricovero di natanti addetti al trasporto di combustibile;

 

Premesso inoltre:

che per detto utilizzo, l’ENEL S.p.a. ha sempre fruito di concessioni demaniali marittime per l’anticipata occupazione in forma provvisoria, senza pervenire mai alla formalizzazione della concessione definitiva, e che pertanto la esclude da qualsiasi rivalsa sulle opere ivi realizzate che sono tornate nella disponibilità dell’ente gestore;

Premesso altresì:

che l’ultimo rinnovo nella forma provvisoria risale all’anno 2003, rispettivamente con gli atti numero 185 repertorio 035, e numero 189 repertorio 034, il primo di mq. 18.700 per il mantenimento di un’opera di presa e di scarico di acqua di mare, e il secondo di mq. 32.328, attinente all’approdo per i natanti di servizio;

 

Ricordato:

che la centrale in oggetto è stata messa fuori esercizio con autorizzazione del MISE del gennaio 2015, e che pertanto sono decaduti i titoli fino ad allora posseduti dall’ENEL S.p.a.per l’utilizzo di dette aree, in quanto industria energetica in coerenza con le destinazioni urbanistiche, già piano di utilizzo del demanio marittimo;

 

Considerato:

che le attuali destinazioni urbanistiche, di cui al Regolamento Urbanistico – sottozona D1.1, aree destinate all’industria energetica e, come suddetto, anche piano di utilizzo del demanio marittimo, non permettono, di fatto, l’utilizzo delle strutture portuali realizzate dall’ENEL in regime di anticipata occupazione, per fini diversi da quelli per la produzione di energia, ed in particolare per usi prettamente portuali;

 

Valutato quindi:

che dette aree non hanno più un interesse diretto nelle attività ormai dismesse della centrale ENEL, e che pertanto non svolgono più funzioni di interesse generale e produttivo, e che già ora sono utilizzate in forma precaria, con autorizzazione provvisoria dell’Autorità Portuale, dai natanti di servizio alle attività di acquacoltura presenti nel Golfo di Follonica;

Considerato altresì:

che l’Autorità Portuale di Piombino, responsabile dell’amministrazione delle aree demaniali marittime in uso alla centrale di Torre del Sale, ha l’onere di renderle funzionali previa riassegnazione a soggetti terzi aventi titolo o, al contrario, di chiederne il ripristino da parte dell”ENEL stessa;

Ritenuto quindi:

imprescindibile, per le motivazioni sopra richiamate, adottare una variante al Regolamento Urbanistico, con lo scopo di cambiare la destinazione d’uso della zona relativa alle strutture suddette, al fine di facilitare l’Autorità Portuale nelle procedure di riassegnazione, prioritariamente e indipendentemente dalla programmazione territoriale delle aree occupate dagli impianti di produzione; 

                     IMPEGNA QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A predisporre e adottare una variante agli atti di pianificazione, comunali e eventualmente sovracomunali, al fine di destinare le attuali strutture realizzate dall’ENEL S.p.a., in attrezzature specificatamente portuali, per l’accoglienza di natanti ad uso commerciale, per garantire la permanenza di quelli già esistenti a servizio delle attività di itticoltura; ma soprattutto per garantirne la riassegnazione totale a soggetti terzi per un utilizzo nautico e turistico.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il Consigliere Comunale

di

ASCOLTA PIOMBINO

Riccardo Gelichi

DiRedazione

La Regione deve dare una soluzione su Rimateria

Per il territorio della Val di Cornia, con la vicenda Rimateria, si aprono una serie di gravosi interrogativi, che vanno dal rischio della perdita del lavoro di molte persone, cui va la nostra piena solidarietà, alla necessità di bonificare ampie aree ex industriali e discariche annesse, fino all’esigenza di sanare un buco di oltre venti milioni di euro che grava come una spada di Damocle sulla testa di tutti i cittadini. Non da meno deve essere ben presente l’esigenza di molti abitanti di colmata di vivere una qualità della vita dignitosa. Se sono ormai presenti gli estremi del sequestro, sarebbe auspicabile da subito capire quale sia, ma soprattutto in quale misura, l’interessamento della Regione sulla vicenda; oltre la questione giudiziaria, si dovrebbe trovare qualche scelta, un piano B, poiché Rimateria era ben proiettata verso il trattamento dei rifiuti in sicurezza secondo i principi dell’economia circolare. La politica, insieme alla Regione, dovrebbero cercare una soluzione per dare un futuro a questo territorio, che non diventi una seconda Bagnoli. La vera parte lesa in questa vicenda non è la Regione, sono i piombinesi, i dipendenti di Rimateria, i cittadini di colmata, e tutti quelli che attendono le bonifiche e vivono nei pressi di una bomba ecologica. La Lista Civica Ascolta Piombino chiede la convocazione di una IV commissione con il Presidente Caramassi per avere una chiara fotografia della situazione, per poi far seguire altre commissioni con i rappresentanti regionali, iniziando dall’Assessore all’ambiente Fratoni insieme al Governatore Rossi, fino alla risoluzione del problema. Se la questione giudiziaria avrà un suo corso, quella ambientale e il futuro di un’azienda come Rimateria, non possono attendere appesi a un filo.

DiRedazione

nuove regole per gli appalti

 

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

Lì___04/03/2017____________

 

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

Del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’articolo 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale (mozione). Per impegnare l’amministrazione, nei termini indicati nella mozione, all’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56, (“Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”).

VISTO CHE : I dati che emergono dal monitoraggio svolto dell’autorità nazionale anticorruzione, secondo i quali l’80% dei contratti viene affidato senza procedure di gara.

CONSIDERATO CHE il D.lg 19/2017, auspica ad una maggiore trasparenza e all’abbandono del criterio del massimo ribasso.

PRESO ATTO

Della necessità di agire nel rispetto di quanto previsto nal D.lgl. 19 aprile 2017, n.56, il quale apporta modifiche al Codice degli appalti pubblici e delle concessioni (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), che viene ora denominato Codice dei contratti pubblici e che disciplina i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, nonché i concorsi pubblici di progettazione.

RICORDATO CHE :

Le modifiche riguardano le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione degli appalti, facendo ricorso al documento di fattibilità delle possibilità progettuali, in cui sono individuate ed analizzate le eventuali soluzioni progettuali alternative ed in cui si dà conto della valutazione di ciascuna, sotto il profilo qualitativo, anche in termini ambientali. Nonché sotto il profilo tecnico ed economico ricorrendo anche a più ampie indagini propedeutiche alla redazione del progetto (idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, storiche, paesaggistiche e urbanistiche) e la valutazione della soluzione che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici in relazione alle esigenze da soddisfare.

SI IMPEGNA LA GIUNTA:

ad inserire all’interno del bando specifici criteri di qualità che consentano o meno la partecipazione di concorrenti a quest’ultimo, ad analizzare i c.d. “requisiti reputazionali” legati ai precedenti comportamenti dell’impresa, riferiti ad esempio a:

– richieste estorsive o corruttive, esigendo pertanto certificazioni di buon servizio svolto presso pubbliche amministrazioni e/o soggetto privati e dichiarazioni specifiche rispetto alle normative a tutela dei fenomeni di corruzione.

– esperienza pregressa nel settore con specifiche relative alla tipologia di servizi/prestazioni svolte – importi – enti per i quali sono stati svolti i servizi.

– dichiarazioni attestanti il rispetto di quanto previsto dalle normative di sicurezza, dall’applicazione di sistemi coerenti con le nuove normative in ambito di sicurezza ambientale.

– possesso di certificazioni in base alle normative specifiche relative al settore a cui fa riferimento l’oggetto della procedura (UNI EN, SA; OHSAS…)

 

Ad inserire elementi di sbarramento e non possibilità di partecipazione alla procedura, ad esempio:

  • In rispetto di quanto previsto ed espresso dal codice d’appalto e dal correttivo;
  • In caso di interruzioni di servizio resi per enti pubblici, a seguito di motivazioni ritenute “gravi” e/o oggetto di contenziosi, impedire la partecipazione a tali soggetti;

 

Al fine di garantire tali requisiti e procedure sarebbe opportuno, richiedere la maggior quantità possibile di documentazione e prevedere l’esclusione dalla partecipazione di chi ha avuto in passato interruzioni di servizio presso enti pubblici.

L’analisi di tale documentazione, deve avvenire non solo ai fini della partecipazione ma anche per il controllo della permanenza di tali requisiti durante la fase di esecuzione del contratto.

Inoltre si chiede da parte dell’amministrazione, l’attenta valutazione di offerte anormalmente basse, come previsto dell’art. 60 del decreto correttivo.

Si richiede che l’amministrazione introduca un’attribuzione di punteggi che, in fase di analisi di gara preveda il maggior punteggio all’offerta tecnica, salvaguardando così il rapporto fra offerta tecnica ed offerta economica, senza puntare ad un’ottica di massimo ribasso. Da quanto si osserva e si ascolta in questi ultimi periodi a livello a livello nazionale e locale, in particolare nella gestione di appalti di opere e servizi, si sta affermando purtroppo una politica che non sta tutelando né il cittadino né la qualità delle offerte che le pubbliche amministrazioni si trovano poi a dover gestire. Potrebbe essere utile introdurre un valore di massima soglia del ribasso.

 

Si ritiene utile richiedere il rispetto della clausola sociale, in caso di appalti ripetuti negli anni – a tutela dei lavoratori in essere, vincolando i soggetti aggiudicatari al rispetto dei tipi di contratto e dei livelli previsti dai contratti nazionali per categoria e dagli accordi territoriali sindacali previsti.

Sarebbe inoltre opportuno stabilire il pagamento della prestazione in base all’avanzamento dei lavori, con la previsione di penali a fronte dei ritardi, in conformità con le modifiche introdotte dagli art. 99 e 113-bis del Codice, tali penali sono da commisurare ai giorni di ritardo e all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto.

Infine, sarebbe auspicabile, per le procedure per le quali non sono previsti termini tassativi, evitare tempi molto ristretti tra la data di pubblicazione del bando e la data di scadenza per la presentazione delle offerte, o prevedere tempi più lunghi rispetto a quelli minimi previsti dalla normativa, in modo da favorire una più ampia partecipazione e concorrenza.

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

Presidente Ascolta Piombino

Riccardo Gelichi

 

 

 

DiRedazione

aree periurbane

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

lì, 03/04/2018

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, di valenza comprensoriale, e del futuro Piano Operativo di valenza locale, a considerare la necessità di ampliare il perimetro delle aree urbane, al fine di eliminare destinazioni agricole ormai improprie di manufatti e terreni posti in aree periurbane, che niente più hanno in comune con la produzione agricola, individuando ambiti di trasformazione per il recupero dell’edificato esistente e del relativo territorio.

MOZIONE

                                                IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:

che oltre i limiti dell’attuale perimetrazione urbana, dai Ghiaccioni a S. Rocco, fino a Montecaselli, prima ancora delle vere zone agricole di pregio ambientale, esiste tutta una realtà periurbana composta da un edificato di varia provenienza; dagli annessi agricoli condonati di varie dimensioni, alle residenze agricole ormai prive dei riferimenti poderali, tutti comunque già di fatto destinati ad usi diversamente agricoli;

Visto:

che detta realtà, rappresentata dai più disparati usi e tipologie edilizie, da aree pertinenziali generalmente frutto di frazionamenti abusivi, sostanzialmente priva di urbanizzazioni primarie; si presenta come un insieme di aree degradate sotto il profilo paesaggistico e ambientale;

Ritenuto:

che la perimetrazione delle aree urbanizzate non sia sufficiente a distinguere, con un semplice rigo, il limite di una città dalle aree agricole, senza che il passaggio non sia filtrato da una fascia di rispetto che funga da cuscinetto fra le due, dove gradualmente l’urbano perda compattezza e si possa trasformare in aree agricole, o meglio ancora in aree di pregio ambientale;

Ritenuto altresì:

che in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, e principalmente in occasione dell’elaborazione del futuro Piano Operativo, si renderà necessario indagare presso le aree in questione, al fine di definire una zona dove l’edificato esistente, possa essere inquadrato in ambiti di trasformazione e di recupero ambientale e paesaggistico;                        

                          IMPEGNA QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

In occasione della prossima revisione della strumentazione urbanistica, sia strutturale a livello comprensoriale, che di dettaglio a livello locale, a considerare l’opportunità di inglobare all’interno della perimetrazione urbana, zone che poste ai confini risultino non più riconducibili alle zone agricole, e che gravate da un’edilizia precaria e prive di urbanizzazioni primarie, rappresentino forme di degrado ambientale e paesaggistico; al fine di costituire ambiti di recupero edilizio e urbanistico, previa schedatura del patrimonio edilizio esistente, con attribuzione di categorie d’intervento e collegamenti alle urbanizzazioni esistenti.

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il Consigliere Comunale

di

ASCOLTA PIOMBINO

Riccardo Gelichi

DiRedazione

Chiarei si deve dimettere

Avremmo preferito non ricevere la pesante eredità debitoria di Asiu, che per essere sanata costringe questo territorio a ricevere rifiuti da tutta Italia senza alcun vantaggio compensativo, come accade di solito, nelle attività “virtuose” ambientalmente impattanti. Già quest’aspetto era ben noto prima dei miasmi. Poi le vicende sulla discarica che si sono susseguite, dove qualcuno prima chiede la cessazione del conferimento per poi invitare il dissequestro perché si accorge che senza conferimento, difficilmente si potranno fare i lavori di messa in sicurezza. Alcune forze politiche invece si sono svegliate d’incanto muovendosi come elefanti in una cristalleria. Diciamo che è sfuggita la necessità di una lucida analisi, come pensiamo che la cronistoria della situazione Asiu sia piuttosto inutile per la soluzione di un problema drammatico che vede 49 lavoratori in ferie forzate e un territorio con 20 milioni di debito sulle spalle dei contribuenti; dieci sono per il post mortem cui i gestori non possono esimersi. Rimateria non è il PD, è di tutti. Quello che invece appare paradossale è il silenzio stampa del Comune, dell’Assessore all’Ambiente e del Partito Democratico; non una nota ufficiale, non una presa d’atto di una situazione insostenibile nel quadro economico e ambientale. Non vorremmo percepire questo silenzio come un’autoassoluzione. Figure come l’Assessore all’Ambiente che hanno responsabilità istituzionali e sono anche figure simboliche nella loro funzione di rappresentanza normativa e di principio, dovrebbero prendere atto di questa drammatica situazione e rassegnare le proprie dimissioni. Questa necessaria presa d’atto non la vediamo sotto il profilo personale, ma essenzialmente istituzionale, non è tutta colpa del Chiarei, ci mancherebbe, ma l’istituzione che rappresenta, deve dare al territorio un segnale forte.

Riccardo Gelichi

Portavoce Lista Civica Ascolta Piombino

 

DiRedazione

Per gli ex licei si poteva fare meglio

Il segretario di federazione PD Massimiliano Roventini, prendendo spunto da un twitter del Sindaco Giuliani, gratificato, ci annuncia il nuovo bando per la vendita degli ex licei. Entrambi parlano di riqualificazione dell’area, peccato che la riqualificazione non sia più prevista dalla variante al Piano che cita: “–eliminazione a carico degli attuatori, della sistemazione di Piazza dei Grani, perché intervento eccessivamente oneroso”. Così come “..non si prevedono opere di urbanizzazione o altri oneri da porre a carico del soggetto attuatore”. Non vorremmo limitarci a rilevare l’eccessivo ribasso d’asta, siamo passati da 2,274 milioni a 946 mila euro, per non dover passare dai soliti rompiscatole mai contenti, del resto c’è la crisi; ma forse, se ci avessero ascoltato quando proponemmo di legare agli ex licei alcune pertinenze come il piazzale d’alaggio, forse l’investimento sarebbe stato più appetibile, la base d’asta più alta e l’intervento più coerente con la possibile vocazione turistica ricettiva dell’area. Bisogna altresì dire che la variante ha veramente spianato la strada all’acquisto, che se da una parte è positivo, dall’altra si svelano per noi forti elementi di preoccupazione riguardanti i cittadini del centro storico che ultimamente ci paiono poco ascoltati, soprattutto dall’amministrazione. Quello che ci preoccupa di più è la parte della variante che riguarda i parcheggi, infatti, se dove in origine c’era scritto :“ …realizzazione nel sottosuolo dei parcheggi pertinenziali e le soste di relazione”, nella nuova versione appare la possibilità di interessare porzioni di terreno di proprietà comunale esterne all’area di sedime dei fabbricati. Ma non basta, la variante aggiunge una nota sibillina: I suddetti parcheggi pertinenziali e di relazione, previa convenzione con il Comune, potranno essere realizzati anche in altre aree di proprietà comunale, prossime alla zona d’intervento. A questo punto i residenti del centro storico, già vessati per il decoro, i miasmi e la sicurezza, lo saranno anche per la difficoltà di trovare un parcheggio. L’ascolto evidentemente non è l’elemento forte del PD piombinese.

 

Riccardo Gelichi

Portavoce Ascolta Piombino

DiRedazione

Manteniamo la mente lucida sui rifiuti

I miasmi che si diffondono nell’area di Montegemoli devono essere fermati, così come la discarica deve essere resa invisibile, o almeno non deve sembrare una discarica. Questa l’emergenza, poi ci sarebbe la parte imprenditoriale, dove un territorio come il nostro dovrebbe pretendere che attività ambientalmente impattanti abbiano una ricaduta compensativa sul territorio in termini economici. Parliamo di quello che succede a Peccioli da anni, “solo nel 2016 la discarica Belvedere ha prodotto un impatto economico diretto sul territorio di oltre 20 milioni di euro, salgono a 147,7 milioni considerando il periodo 2004-2016” fonte Il Sole 24 ore. Puntare il dito oggi su Rimateria com’è stato fatto ieri al Multizonale dalla politica, serve solo a soffiare sul fuoco, l’effetto è d’inizio campagna elettorale. Rimateria ha preso un’eredità pesante, un debito di venti milioni cui aggiungere i nove di fine campagna per il mantenimento della discarica, ce ne siamo accorti solo oggi? La responsabilità dell’odierna situazione è Politica e pesa come un macigno, se questo territorio ha ospitato invano quattro discariche senza vedere alcun vantaggio economico, a Peccioli molti cittadini azionisti oggi acquisiscono direttamente 2,8 milioni fra dividendi, interessi sulle obbligazioni e stipendi del centinaio di dipendenti. Tutta la politica oggi dovrebbe pretendere che lo Stato avvii in fretta quel processo di Bonifica e smantellamenti del Sin che non devono più attendere, un’area che diventa sempre più incontrollabile. Allora si che potrebbe avviarsi quella che è stata tanto sbandierata come Economia Circolare e che a oggi è solo tangenziale, cioè dal territorio non si tratta ancora nulla e viene tutto da fuori. Il ciclo dei rifiuti, fatto con criterio, potrebbe diventare uno dei core business di questo territorio, costretto comunque a smaltire tutto lo schifo che ha prodotto in questi luminosi anni di benessere. Proviamo a guardare la luna, invece del dito, per una volta; sistemiamo alla svelta i problemi della discarica e avviamo un percorso serio per un nuovo Accordo di Programma, al cui interno siano protagonisti il ciclo dei rifiuti e la bonifica del Sin; ma servirebbe la politica, se una gratta la pancia ai cittadini, l’altra è assente da un pezzo.

Riccardo Gelichi

Portavoce Ascolta Piombino

DiRedazione

Cerchiamo la compatibilità fra salute e lavoro

 

Ascolta Piombino ritenne opportuna tre anni fa la prerogativa Jindal, fummo gli unici; era conveniente perché avrebbe garantito un futuro per la moderna siderurgia e la liberazione di aree industriali vicino alla città, da bonificare e rendere di nuovo produttive. La maggioranza preferì Cevital, tutti gli altri preferirono stare alla finestra, salvo poi criticare a nave affondata. Con Cevital dicemmo che era un errore affidare il futuro di un territorio a un unico imprenditore. Non abbiamo cambiato idea tanto che anche il PD, con la mozione presentata contestualmente alla Variante Aferpi di dicembre, ha ritenuto: “… Di fronte ad una nuova procedura pubblica di assegnazione delle aree industriali, di valutare la possibilità di non riassegnare necessariamente a un unico soggetto privato il destino della riconversione produttiva delle aree industriali…”. Una mozione che riteneva necessaria la presa in carico pubblica delle aree dismesse, quindi la concreta possibilità di gestire sia le bonifiche sia la riconversione delle aree industriali con risorse pubbliche e private, anche con finalità turistico culturali. La mozione auspicava un Nuovo Accordo di Programma con priorità chiare, la questione infrastrutturale viaria e ferroviaria e quella immateriale della formazione, canalizzando le risorse su obiettivi predeterminati.

Domani forse verrà Jindal, ancora non sono note le finalità concrete, ma la nostra speranza è di poter rendere finalmente compatibile la grande industria con la città, con l’auspicio di alimentare quella coscienza ambientale che a fatica inizia a prendere consapevolezza anche in questo territorio. Siamo a un bivio e serve una politica che abbia il coraggio di guardare lontano, proprio come i contenuti di quella mozione, che tutta la maggioranza con Ascolta Piombino ha votato in Consiglio. Il futuro della Val di Cornia, non può ancora una volta piegarsi a logiche novecentesche per poi rammaricarsi domani di come avremmo potuto essere.

 

Riccardo Gelichi

Portavoce Ascolta Piomibno

 

 

Ascolta Piombino ritenne opportuna tre anni fa la prerogativa Jindal, fummo gli unici; era conveniente perché avrebbe garantito un futuro per la moderna siderurgia e la liberazione di aree industriali vicino alla città, da bonificare e rendere di nuovo produttive. La maggioranza preferì Cevital, tutti gli altri preferirono stare alla finestra, salvo poi criticare a nave affondata. Con Cevital dicemmo che era un errore affidare il futuro di un territorio a un unico imprenditore. Non abbiamo cambiato idea tanto che anche il PD, con la mozione presentata contestualmente alla Variante Aferpi di dicembre, ha ritenuto: “… Di fronte ad una nuova procedura pubblica di assegnazione delle aree industriali, di valutare la possibilità di non riassegnare necessariamente a un unico soggetto privato il destino della riconversione produttiva delle aree industriali…”. Una mozione che riteneva necessaria la presa in carico pubblica delle aree dismesse, quindi la concreta possibilità di gestire sia le bonifiche sia la riconversione delle aree industriali con risorse pubbliche e private, anche con finalità turistico culturali. La mozione auspicava un Nuovo Accordo di Programma con priorità chiare, la questione infrastrutturale viaria e ferroviaria e quella immateriale della formazione, canalizzando le risorse su obiettivi predeterminati.

Domani forse verrà Jindal, ancora non sono note le finalità concrete, ma la nostra speranza è di poter rendere finalmente compatibile la grande industria con la città, con l’auspicio di alimentare quella coscienza ambientale che a fatica inizia a prendere consapevolezza anche in questo territorio. Siamo a un bivio e serve una politica che abbia il coraggio di guardare lontano, proprio come i contenuti di quella mozione, che tutta la maggioranza con Ascolta Piombino ha votato in Consiglio. Il futuro della Val di Cornia, non può ancora una volta piegarsi a logiche novecentesche per poi rammaricarsi domani di come avremmo potuto essere.

 

Riccardo Gelichi

Portavoce Ascolta Piomibno

 

DiRedazione

progetto amici

COMUNE DI PIOMBINO

PROVINCIA DI LIVORNO

Medaglia d’Oro al Valore Militare

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE Adunanza ordinaria del ventiquattro gennaio duemiladiciotto

MOZIONE presentata dal Consigliere Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) in merito al progetto aMici

L’anno duemiladiciotto e questo dì ventiquattro del mese di gennaio alle ore 10,05 nel Palazzo Civico di Piombino, a seguito di convocazione ai sensi dell’art. 49 dello Statuto si è riunito in seduta ordinaria di 1^ convocazione il Consiglio Comunale della Città di Piombino.
Presiede l’adunanza il Sig. Angelo Trotta con la partecipazione della Dr.ssa Maria Luisa Massai Segretario Generale incaricato della redazione del presente verbale.

All’appello nominale risultano presenti i Signori:

Consigliere

Presente

Assente

Giuliani Massimo (Sindaco)

X

Barsotti Rinaldo

X

Belmonte Alessandro

X

Bezzini Carla

X

Braschi Maria Grazia

X

Callaioli Fabrizio

X

Corsini Michela

X

Cremisi Eleonora

X

Della Lena Lucrezia

X

Ferrari Francesco

X

Filacanapa Sergio

X

Gelichi Riccardo

X

Geri Bruna

X

Consigliere

Presente

Assente

Gottini Mario

X

Lessi Andrea

X

Mosci Marco

X

Ninci Susy

X

Parietti Elena

X

Pasquinelli Daniele

X

Persiani Alessandra

X

Pietrini Valerio

X

Rosalba Ettore

X

Spagnesi Massimiliano

X

Tommasi Lorena

X

Trotta Angelo

X

Presenti 22 su 25 componenti assegnati al Comune e 25 in carica.

Il Presidente riconosciuta la validità del numero legale per deliberare, dichiara aperta la seduta. Gli scrutatori designati sono i Signori:

1° Alessandra Persiani 2° Lucrezia Della Lena 3° Carla Bezzini

Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del T.U. 445/2000, del D.Lgs 82/2005 e rispettive norme collegate; sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa.

Punto 13) all’ordine del giorno:
“MOZIONE presentata dal Consigliere Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) in merito al progetto aMici”.
(ALLEGATO A)

Il consigliere Gelichi illustra l’argomento, seguono gli interventi di Ninci, Barsotti, Bezzini, Mosci, la replica di Gelichi, l’intervento dell’Assessore di Giorgi, interventi riportati nel verbale della seduta odierna.

Consiglieri presenti e votanti n. 20:

Sindaco Giuliani, Barsotti, Belmonte, Bezzini, Braschi, Corsini, Della Lena, Filacanapa, Gelichi, Geri, Gottini, Mosci, Ninci, Pasquinelli, Persiani, Pietrini, Rosalba, Spagnesi, Tommasi, Trotta.

Consiglieri votanti n. 19 Voti favorevoli n. 19:

PD – Spirito Libero – Sinistra per Piombino – Movimeto 5 Stelle – Ascolta Piombino

Astenuti n. 1:

Bezzini (Un’Altra Piombino)
Il documento E’ Approvato.
Alle ore 13,00 viene sospeso il Consiglio comunale che riprenderà nel pomeriggio.