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DiRedazione

Anziani come motore di sviluppo economico

 

Se c’è un dato in comprovata crescita nella città di Piombino è quello dell’età media, causa di un elevato grado d’invecchiamento e un crescente indice di vecchiaia, molto più alto della media Toscana. Questo fenomeno dovrebbe alzare l’attenzione sulle esigenze sempre più cogenti degli anziani e delle famiglie che devono seguirne le necessità. Un’amministrazione attenta cerca di dare risposte la dove ci sono le necessità più pressanti, quindi perché non coniugare potenziale lavoro con assistenza all’anziano? Il comune può fare qualcosa, cercando di sostenere le famiglie piombinesi che sentono il bisogno del godimento parziale o totale delle strutture sanitarie assistite per anziani cercando di incrementarne l’uso anche con nuove forme sperimentali, sostenute dalla stessa Regione Toscana delibera 318 del 27/03/2017. Abbiamo quindi chiesto di valutare attraverso gli uffici competenti, la formulazione di un’ulteriore provvidenza di natura economica da inserire in bilancio, specificatamente afferente alla quota sociale riferita agli ulteriori servizi offerti dalle strutture ospitanti l’anziano e l’adulto disabile, destinata a nuovo supporto delle famiglie che intendono perseguire il criterio della libera scelta. Si tratta di sostenere le famiglie piombinesi e di incrementare il lavoro professionale di OSA e OSS; attivando comparti come quello della formazione, della cooperazione e della libera professione, un modo anche di mitigare il fenomeno delle badanti, contrapponendogli organizzazione e professionalità. Lo abbiamo chiesto e ottenuto attraverso una mozione che è passata in Consiglio comunale, ora ci aspettiamo una verifica degli impegni di spesa.

 

DiRedazione

Mozione giovani

lì, 28/05/2018

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio comunale

del Comune di Piombino

SEDE

OGGETTO:Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a promuovere ed incentivare i servizi ludico ricreativi per giovani e giovanissimi.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premessa la necessità di promuovere ed aggiornare le politiche giovanili nella direzione in cui i giovani possano vivere nel miglior modo la fase di transizione alla vita adulta, mitigando tutti i rischi che il disagio giovanile comporta. Fra queste la possibilità di fare aggregazione e divertirsi.

Visto il prolificare di fondi utilizzati dai giovani come centri di aggregazione, alcune volte con costi onerosi da sostenere.per le famiglie

Preso atto che il Centro Giovani di Piombino pur svolgendo alcune funzioni importanti ed utili per la crescita socioculturale del tessuto sociale giovanile, risulta insufficiente.

Considerata la necessità di individuare dei luoghi diffusi nel territorio dove gli spostamenti logistici possano essere contenuti, quindi facilmente raggiungibili.

 Valutata la presenza delle sedi dei Quartieri, sentiti gli stessi, uniformemente sparse sul territorio che potrebbero essere utilizzate come spazi ospitanti e autogestiti da associazioni giovanili, magari messe in rete fra loro.

Ritenuto opportuno valutare anche la possibilità di dare una risposta all’annosa esigenza espressa da più generazioni di padri e figli, della necessità di una discoteca o Disco Pub a Piombino. Questa opportunità potrebbe essere data pensando a differenziare le fasce d’età nel suo utilizzo, giovanissimi fino ad una certa ora “vietata ai maggiorenni” e, dopo normale discoteca. Per facilitare la possibilità di dotare Piombino di una discoteca, lo stesso Comune potrebbe mettere a disposizione una sua struttura, convenzionandosi adeguatamente con il privato, facendo rispettare i vincoli sopra citati, e altri che riterrà opportuni.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA ad analizzare in tempi congrui tutte le necessità espresse nella mozione e a dare le risposte adeguate; ponendo questa necessità come prioritaria.

Il Presidente di Ascolta Piombino Gelichi Riccardo

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

DiRedazione

APEA

Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a rimodulare la proposta di sviluppo del nuovo ambito produttivo oggi individuato in colmata con la tipologia gestionale APEA, valutando altre opportunità che siano rispondenti alle reali esigenze e tempistiche di un territorio che abbisogna con urgenza di aree urbanizzate per lo sviluppo della PMI.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che l’amministrazione comunale di Piombino ha voluto promuovere uno sviluppo produttivo per la PMI attraverso l’attuazione di una APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata) in un’area di Colmata di circa 26 ettari, vedi allegato.

Visto che con deliberazione 300 del 06/11/2013, la Giunta Comunale accettava la proposta avanzata da “ La Contadina Toscana”, Società Cooperativa Sociale Onlus, con l’intezione di promuovere l’attuazione e la gestione di un’APEA, per l’ambito produttivo di Colmata e che con delibera 56 del 12/03/2014, la Giunta procedeva all’aggiudicazione dell’intervento alla suddetta cooperativa, non essendo pervenute altre proposte concorrenti.

 

Ricordato che in data 24 marzo 2014 viene sottoscritta tra le parti la Convenzione Quadro volta a regolare i rapporti fra il Comune e il Soggetto Gestore SG, per l’attuazione e gestione dell’intero ambito.

Preso atto che con delibera n 28 08/02/2016 è stato adottato il suddetto Piano degli Insediamenti produttivi e contestualmente è stata approvata la Convenzione Operativa che disciplina nel dettaglio le fasi dell’APEA.

Preso atto inoltre che con la delibera 148 del 08/06/2016 spiega come il Comune ritiene di dover procedere alla preassegnazione dei lotti del suddetto PIP alle imprese beneficiarie o candidate all’accesso delle misure del PRRI di cui Accordo di Programma 07/05/2015 e nello specifico all’impresa Creo srl

Preso atto inoltre che con la delibera 325 del 30/11/2016 dove si prende atto dello studio di sostenibilità economico finanziario elaborato dal SG “ lettera di asseveramento”, di cui consigliamo lettura. La delibera appone correttivi\integrazioni alla convenzione operativa e organizza il tavolo operativo “Apea”.

Preso atto inoltre che con la delibera 343 del 29/12/2016 si approva lo schema di avviso pubblico dal titolo “ Procedura selettiva di aziende per l’assegnazione di aree destinate ad attività economico produttive nell’ambito Apea” e ulteriori correttivi alla convenzione operativa.

Preso atto inoltre che con la delibera 208 del 17/08/2018 si approva 1) lo schema di convenzione per la disciplina del conferimento in diritto di superficie al SG APEA delle aree ricomprese nel primo stralcio funzionale, 2) lo schema di contratto per la disciplina della cessione in proprietà dei lotti produttivi alle imprese e le obbligazioni ed i rapporti tra le stesse imprese e il SG.

Preso atto inoltre che con la delibera 274 del 10/11/2018 si approva lo schema di convenzione per la realizzazione delle opere preliminari di livellamento di urbanizzazione e di messa in sicurezza idraulica e geomorfologica relative al primo stralcio funzionale e dello schema di contratto di cessione dei lotti produttivi, in sostituzione degli schemi di contratto approvati con deliberazione GC 208/2017.

Preso atto inoltre che con la delibera GC 50 del 21/02/2018 relativa all’approvazione dello schema di contratto di cessione dei lotti produttivi, in sostituzione dello schema di contratto approvato con deliberazione GC 204/2017

Dato inoltre atto che nell’ambito dei finanziamenti attivati dall’Accordo di Programma denominato “ Disciplina degli interventi per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino, paiono sussistere i presupposti per finanziare con risorse regionali ( risorse PAR-FAS 2007-2013 assegnate all’AsseII- Azione 3 dell’Adp) le opere di infrastrutturazione del suddetto ambito produttivo per un importo stimato in 7/8 milioni.

Valutato le tempistiche per l’attuazione della suddetta area produttiva “ inizia nel 2013” e gli innumerevoli aggiustamenti tecnico amministrativi e procedurali sopra citati.

Valutato altresì la portata dell’investimento che si aggira intorno ai 65 milioni di euro e che ad oggi, dopo quattro anni, abbiamo visto un susseguirsi di delibere ma solo piccole opere di livellamento e la delimitazione di un cantiere. Inoltre non è affatto chiara la disponibilità delle aziende interessate.

Ritenuto opportuno

valutare meglio la disponibilità delle aree per gli ambiti produttivi, sia quella già urbanizzate come quelle di Montegemoli “11 ettari”acquistate dall’AP e mai utilizzate , di fatto aree congelate. Sia quelle da urbanizzare bonificare e mettere in sicurezza come le aree ex Irfid acquistate dal Comune di Piombino proprio per fini produttivi. Affatto trascurabile ma con una valenza strategica la possibilità di utilizzare aree ex industriali ormai non più strategiche per il comparto siderurgico.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA

Per fare fronte alle emergenti e urgenti richieste di opportunità lavorativa che questo territorio richiede, nei termini di fattibilità sia sul profilo finanziario, che quello funzionale a rivalutare con celerità e determinazione la collocazione delle nuove aree produttive e l’attuabilità dell’APEA; viste le scarse opportunità che offre questo insediamento, dimostrato dall’allungarsi delle tempistiche di realizzazione, aggiungendo l’opportunità di insediarle all’ingresso della città, soprattutto in aree fuori dal Sin. Contestualmente chiediamo di approntare tutte le iniziative necessarie per avviare percorsi alternativi che possano portare una reale concretezza per la realizzazione di nuovi ambiti produttivi”

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Data__28/05/2018__________

DiRedazione

mozione appalti pubblici

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’articolo 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale (mozione). Per impegnare l’amministrazione, nei termini indicati nella mozione, all’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56, (“Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”).

 

VISTO CHE : I dati che emergono dal monitoraggio svolto dell’autorità nazionale anticorruzione, secondo i quali l’80% dei contratti viene affidato senza procedure di gara.

CONSIDERATO CHE il D.lg 19/2017, auspica ad una maggiore trasparenza e all’abbandono del criterio del massimo ribasso.

 

PRESO ATTO

Della necessità di agire nel rispetto di quanto previsto nal D.lgl. 19 aprile 2017, n.56, il quale apporta modifiche al Codice degli appalti pubblici e delle concessioni (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), che viene ora denominato Codice dei contratti pubblici e che disciplina i contratti di appalto e di concessione delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, nonché i concorsi pubblici di progettazione.

RICORDATO CHE :

Le modifiche riguardano le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione degli appalti, facendo ricorso al documento di fattibilità delle possibilità progettuali, in cui sono individuate ed analizzate le eventuali soluzioni progettuali alternative ed in cui si dà conto della valutazione di ciascuna, sotto il profilo qualitativo, anche in termini ambientali. Nonché sotto il profilo tecnico ed economico ricorrendo anche a più ampie indagini propedeutiche alla redazione del progetto (idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, storiche, paesaggistiche e urbanistiche) e la valutazione della soluzione che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici in relazione alle esigenze da soddisfare.

SI IMPEGNA LA GIUNTA :a verificare secondo la normativa vigente la possibilità

ad inserire all’interno del bando specifici criteri di qualità che consentano o meno la partecipazione di concorrenti a quest’ultimo, ad analizzare i c.d. “requisiti reputazionali” legati ai precedenti comportamenti dell’impresa, riferiti ad esempio a:

– richieste estorsive o corruttive, esigendo pertanto certificazioni di buon servizio svolto presso pubbliche amministrazioni e/o soggetto privati e dichiarazioni specifiche rispetto alle normative a tutela dei fenomeni di corruzione.

– esperienza pregressa nel settore con specifiche relative alla tipologia di servizi/prestazioni svolte – importi – enti per i quali sono stati svolti i servizi.

– dichiarazioni attestanti il rispetto di quanto previsto dalle normative di sicurezza, dall’applicazione di sistemi coerenti con le nuove normative in ambito di sicurezza ambientale.

– possesso di certificazioni in base alle normative specifiche relative al settore a cui fa riferimento l’oggetto della procedura (UNI EN, SA; OHSAS…)

 

Ad inserire elementi di sbarramento e non possibilità di partecipazione alla procedura, ad esempio:

  • In rispetto di quanto previsto ed espresso dal codice d’appalto e dal correttivo;
  • In caso di interruzioni di servizio resi per enti pubblici, a seguito di motivazioni ritenute “gravi” e/o oggetto di contenziosi, impedire la partecipazione a tali soggetti;

 

Al fine di garantire tali requisiti e procedure sarebbe opportuno, richiedere la maggior quantità possibile di documentazione e prevedere l’esclusione dalla partecipazione di chi ha avuto in passato interruzioni di servizio presso enti pubblici.

L’analisi di tale documentazione, deve avvenire non solo ai fini della partecipazione ma anche per il controllo della permanenza di tali requisiti durante la fase di esecuzione del contratto.

Inoltre si chiede da parte dell’amministrazione, l’attenta valutazione di offerte anormalmente basse, come previsto dell’art. 60 del decreto correttivo.

Si richiede che l’amministrazione introduca un’attribuzione di punteggi che, in fase di analisi di gara preveda il maggior punteggio all’offerta tecnica, salvaguardando così il rapporto fra offerta tecnica ed offerta economica, senza puntare ad un’ottica di massimo ribasso. Da quanto si osserva e si ascolta in questi ultimi periodi a livello a livello nazionale e locale, in particolare nella gestione di appalti di opere e servizi, si sta affermando purtroppo una politica che non sta tutelando né il cittadino né la qualità delle offerte che le pubbliche amministrazioni si trovano poi a dover gestire. Potrebbe essere utile introdurre un valore di massima soglia del ribasso.

 

Si ritiene utile richiedere il rispetto della clausola sociale, in caso di appalti ripetuti negli anni – a tutela dei lavoratori in essere, vincolando i soggetti aggiudicatari al rispetto dei tipi di contratto e dei livelli previsti dai contratti nazionali per categoria e dagli accordi territoriali sindacali previsti.

Sarebbe inoltre opportuno stabilire il pagamento della prestazione in base all’avanzamento dei lavori, con la previsione di penali a fronte dei ritardi, in conformità con le modifiche introdotte dagli art. 99 e 113-bis del Codice, tali penali sono da commisurare ai giorni di ritardo e all’importo del contratto o alle prestazioni del contratto.

Infine, sarebbe auspicabile, per le procedure per le quali non sono previsti termini tassativi, evitare tempi molto ristretti tra la data di pubblicazione del bando e la data di scadenza per la presentazione delle offerte, o prevedere tempi più lunghi rispetto a quelli minimi previsti dalla normativa, in modo da favorire una più ampia partecipazione e concorrenza.

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

Presidente Ascolta Piombino

Riccardo Gelichi

 

 

Gruppo consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

Lì___04/03/2017____________

 

 

DiRedazione

mozione perimetro aree urbane

Comunale in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, di valenza comprensoriale, e del futuro Piano Operativo di valenza locale, a considerare la necessità di ampliare il perimetro delle aree urbane, al fine di meglio valutare le destinazioni d’uso esistenti considerando le trasformazioni che tali aree hanno subìto a seguito della realizzazione di annessi agricoli regolarmente autorizzati, di civili abitazioni autorizzate a seguito di condoni governativi, poste in aree periurbane che niente più hanno in comune con la produzione agricola e di aree ancora di pregio.

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO: che oltre i limiti dell’attuale perimetrazione urbana, dai Ghiaccioni a S.Rocco, fino a Montecaselli, prima ancora delle vere zone agricole di pregio ambientale, esiste tutta una realtà periurbana composta da un edificato di varia provenienza; dagli annessi agricoli condonati di varie dimensioni, alle residenze agricole ormai prive dei riferimenti poderali, tutti comunque già di fatto destinati ad usi diversamente agricoli;

VISTO: che datta realtà, rappresentata dai più disparati usi e tipologie edilizie, da aree pertinenziali generalmente frutto di frazionamenti, sostanzialmente priva di urbanizzazioni primarie; si presenta come un insieme di aree degradate sotto il profilo paesaggistico e ambientale su cui occorre indagare per verificare la possibilità di un loro recupero ai fini agricoli;

CONSIDERATO: che l’Amministrazione Comunale con l’avvio del procedimento alla Variante di Piano Strutturale d’Area in corso di elaborazione ha il dovere di verificare e la volontà di rivedere il perimetro delle aree urbane se non più rispondente alle caratteristiche del territorio in seguito alle trasformazioni nel tempo susseguite;

RITENUTO: che la perimetrazione delle aree urbanizzate non sia sufficiente a distinguere, con un semplice rigo, il limite di una città dalle aree agricole, senza che il passaggio non sia filtrato da una fascia di rispetto che funga da coscinetto fra le due, dove gradualmente l’urbano perda compattezza e si possa trasformare in aree agricole, o meglio ancora in aree di pregio ambientale;

RITENUTO ALTRESI’: che in occasione della nuova stesura del Piano Strutturale d’Area, e principalmente in occasione dell’elaborazione del futuro Piano Operativo, si renderà necessario indagare presso le aree in questione, al fine di definire una zona dove l’edificato esistente, possa essere inquadrato in ambiti di trasformazione e di recupero ambientale e paesaggistico e dove invece occorra recuperare le aree alla loro originaria destinazione agricola;

impegna QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

In occasione della prossima revisione della strumentazione urbanistica, sia strutturale a livello comprensoriale, che di dettaglio a livello locale, a considerare l’opportunità di inglobare all’interno della perimetrazione urbana zone che poste ai confini risultino non più riconducibili alle zone agricole, e che gravate da un’edilizia precaria e prive di urbanizzazioni primarie, rappresentino forma di degrado ambientale e paesaggistico al fine di costituire ambiti di recupero edilizio e urbanistico, previa schedatura del patrimonio edilizio esistente, con attribuzione di categorie di intervento e collegamenti alle urbanizzazioni esistenti; e zone invece che ne stiano fuori perchè aree di pregio e quindi da recuperare alla loro funzione originaria agricola al fine quindi di valorizzarle.

DiRedazione

MOZIONE RSA

OGGETTO:   Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito alla rimodulazione di una quota sociale per le famiglie piombinesi nell’utilizzo di strutture residenziali assistenziali sanitarie e centri diurni, rivolti ad anziani e disabili.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso

la complessità della legislazione che norma a livello nazionale e regionale la possibilità di accesso alle RSA e centri diurni, la ripartizione delle quote inerenti la retta e la distribuzione fra parte sanitaria e parte sociale, l’esistenza materiale giuridico e svariate sentenze della Corte Costituzionale in merito.

Visto

la legge 328/2000 (art m8 comma3 lettera 1) prevede che siano le Regioni a determinare i criteri per il concorso da parte degli utenti al costo delle prestazioni

Visto altresì

La Delibera n°995 del 2016 che approva lo schema di accordo contrattuale relativo alla definizione dei rapporti giuridici ed economici tra soggetti pubblici e soggetti gestori delle strutture socio-sanitarie accreditate perl’erogazione di prestazioni a favore di anziani non autosufficienti in attuazione della DGR 398/2015.

 Ricordato

Che la ripartizione della spesa è riconducibile a: 1) quote afferenti alla retta per la fruizione del servizio a sua volta suddivisa fra settore sanitario e il settore sociale che viene determinata dal livello di governo nazionale ( LEA) e da quella regionale. 2) la suddivisione della spesa sociale fra utente e comune, e all’interno di questo, le modalità di determinazione della compartecipazione dell’utente. Questo determina una interdipendenza fra spesa delle Asl, quella dei comuni e degli utenti.

Preso atto che

in tutte le regioni italiane gli oneri relativi alle prestazioni di natura alberghiera e socio-assistenziale sono a carico dell’utente, e i comuni intervengono se l’assistito non ha le risorse necessarie per far fronte complessivamente alla retta da pagare.

Considerato che

il fondo sociale del Comune di Piombino , calcolato in funzione della quota pro-capite, è decisa dalla Società della Salute. DG 338 del 22/12/2017 e relativa Determina Dirigenziale n°54 del 26/01/2018

Valutato

la necessità di sostenere ulteriormente le famiglie piombinesi che sentono il bisogno della fruizione parziale o totale delle strutture socio assistenziali per anziani, e per incrementarne l’uso anche con nuove forme sperimentali, sostenute dalla stessa Regione Toscana delibera 318 del 27/03/2017.

 

Valutato altresì

La quota massima di compartecipazione a carico dei Comuni, fissata in €53,50 al giorno a copertura dei costi diretti ad assicurare i servizi sufficienti ad ottenere l’accreditamento DL995/2016 art 10, e contestualmente l’importo richiesto dalle singole strutture a fronte di servizi ulteriori rispetto agli standard previsti dall’accreditamento, che sarà da considerarsi a totale carico del cittadino DL 995/2016 art 13.

Ritenuto opportuno

mitigare il fenomeno .della Badanti, per evitare l’uscita di risorse economiche verso l’estero e incrementare il lavoro in situ di personale specializzato.

 

 

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA

a valutare attraverso gli uffici competenti la formulazione di un’ulteriore provvidenza di natura economica da inserire in bilancio, specificatamente afferente alla quota sociale riferita agli ulteriori servizi offerti dalle strutture ospitanti l’anziano e l’adulto disabile, destinata ad ulteriore supporto delle famiglie che intendono perseguire il criterio della libera scelta.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

Il/I Consigliere/i

Il/I Gruppo/i Consiliare/i

Riccardo Gelichi

DiRedazione

sicurezza urbana

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare

Ascolta Piombino

Ferrari Sindaco

Forza Italia

lì, 06/11/2017………..

 

OGGETTO:   Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a promuovere tutte le iniziative necessarie per garantire il bisogno primario di sicurezza promanato dai cittadini, attraverso tutte le politiche necessarie che possano essere messe in campo.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che i cittadini della città di Piombino esprimono la necessità di essere messi nelle condizioni di potersi muovere liberamente e con serenità, nelle ore diurne e notturne in tutti i luoghi della città.

Visto che negli ultimi periodi si sono verificati ripetuti episodi criminali, di piccola media e grave entità, ma soprattutto vista la necessità di prevenire situazioni di insicurezza palesi e continuate e di garanzia del patrimonio pubblico, privato e del decoro urbano.

Ricordato che nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, questo non sia palesemente sufficiente a garantire un livello di sicurezza adeguato alle aspettative dei cittadini.

Preso atto della chiusura degli uffici di Polizia Ferroviaria nella stazione di Campiglia Marittima; fatto che determina un’evidente mancanza di presidio delle forze dell’ordine sul territorio della Val di Cornia in un’area strategica di percorrenza.

Considerata la necessità di un’assunzione di responsabilità cui sono investite le amministrazioni locali a garanzia del diritto alla sicurezza del cittadino, che le chiama ad assumersi un ruolo nell’adozione di politiche precise e oggettive per la sicurezza urbana, attraverso un’azione integrata con il concorso di organismi provinciali, regionali e nazionali.

Valutato la necessità di istituire un “Tavolo per la Sicurezza” con i Comuni della Val di Cornia, per valutare future strategie per il controllo del territorio e favorire lo scambio di buone pratiche e possibili sinergie; di concerto con l’osservatorio regionale sulle politiche integrate per la sicurezza, valutando tutte le opportunità progettuali ivi proposte per interventi a favore della sicurezza urbana e la video sorveglianza, con i relativi investimenti di spesa, cui i Comuni possono attingere.

Valutato inoltre con il Prefetto la possibilità di mettere in sinergia le varie componenti delle forze dell’ordine, anche miste, per poter organizzare pattuglie disponibili.

Ritenuto opportuno valutare con attenzione un’ integrazione degli strumenti di controllo del territorio che vadano oltre la partecipazione sul tema della civile convivenza, e si proceda alle seguenti indicazioni. Un allungamento dell’orario di servizio della Polizia Locale e contestualmente a stipulare una convenzione con un istituto di vigilanza privata cui affidare la vigilanza del patrimonio pubblico, dei parchi cittadini e indirettamente il monitoraggio del territorio nelle ore notturne, garantendo una copertura integrale della giornata. Questo chiaramente sotto l’egida della Polizia di concerto con Questura e Prefettura.

 Ritenuto opportuno altresì per il sito della Stazione di Campiglia, di valutare con i Comuni limitrofi, l’estensione della richiesta per essere inseriti all’interno dell’operazione “ Strade Sicure”, favorendo la presenza di una pattuglia dell’Esercito nelle forme e modi che saranno ritenuti più opportuni.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA a prendere atto delle succitate indicazioni e avviare rapidamente tutte le azioni necessarie per darne seguito; la dove fosse necessario il reperimento di risorse dedicate, di cercare tutti gli strumenti possibili all’interno e all’esterno delle risorse disponibili dell’Ente, per rispondere oggettivamente alle richieste dei cittadini in termini di sicurezza urbana.

 

Il/I Consigliere/i

Il/I Gruppo/i Consiliare/i

Data_06/11/2017____________                                                   Gelichi Riccardo

Ferrari Francesco

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

DiRedazione

il centro storico

Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito ad impegnare l’amministrazione comunale a stilare un crono programma e relativi capitoli di bilancio per interventi urgenti per il risanamento ambientale e la messa in sicurezza del Centro Storico

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premessa

la non volontà di quest’amministrazione di ascoltare i cittadini del centro storico, avendo bocciato la mozione della Lista Civica Ascolta Piombino che chiedeva l’istituzione di un percorso partecipato proprio per dare soluzione alle cogenti problematiche aperte del centro che ne compromettono pesantemente la vivibilità ai cittadini ivi residenti. Con l’auspicio che questa posizione d’intransigenza venga meno, sottoponiamo a quest’amministrazione i seguenti interventi da mettere in programma.

Vista

la situazione pesantemente degradata del manto stradale delle vie limitrofe in via Vittorio Emanuele.

Ricordato

le frequentazioni tipiche della movida di questi ambiti che le espongono a tutti i tipi di frequentazioni, oltre a quelle turistiche che dovrebbero pretendere livelli di garanzia per il decoro e per la persona, almeno adeguati.

Preso atto

della quasi totale mancanza di controlli di questi ambiti da parte delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne.

 Considerata

la gestione dei parcheggi che sbilancia in senso negativo le opportunità di trovare parcheggio per i residenti.

Valutata

La necessità di un riordino complessivo delle aree nel senso della sistemazione delle strade, dei controlli su oggetti e persone

Ritenuto opportuno

Un impegno straordinario della giunta su quest’ambito che caratterizza la città nella sua attrattività turistica e ne disegna i tratti caratteristici.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA a:

  • Inserire con una variazione di bilancio capitoli precisi per la sistemazione del manto stradale delle vie del centro storico e stilare un crono programma dei lavori
  • Organizzare pattugliamenti delle vie del centro da parte dei vigili anche nelle ore notturne, soprattutto nel periodo estivo che dovrebbero arrivare fino alle ore 24:00.
  • Stilare una convenzione con un istituto di vigilanza per proseguire le attività di vigilanza a persone e cose nelle restanti ore notturne che resteranno scoperte dal controllo dei vigili.
  • Installare un adeguato numero di telecamere per coprire l’intero comparto del centro storico, soprattutto per le aree di pregio che sono continuamente soggette ad atti di vandalismo.
  • Inserire nei capitoli di bilancio, con variazione urgente, l’istallazione di cassonetti interrati
  • Mitigare le iniziative nel Piazzale d’Alaggio almeno fino a che non si sia trovato un adeguato uso, e contestualmente intensificarne l’illuminazione. Si sottintende la presenza di telecamere come da punto cinque.
  • Iniziare a fare le multe per tutti gli episodi dove accadano azioni tendenti a compromettere il decoro urbano, dalle deiezioni sia canine sia umane. Contestualmente verificare le somministrazioni di bevande alcoliche a minori.
  • Intensificazione del programma di pulizie di tutte le vie oltre V. Vittorio Emanuele.
  • Modificare la durata della ZTL dal 15/06 al 15/09.
  • Garantire ai cittadini del centro storico che con l’intervento degli ex licei non verrà meno nemmeno un parcheggio in area pubblica, dove già gli stessi residenti versano in grosse difficoltà.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il/I Consigliere/i

Data_06/04/2018____________

DiRedazione

Porto Enel

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare

ASCOLTA PIOMBINO

lì, 02. 12. 2017

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino

Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale nella predisposizione di tutti gli atti necessari, per variare la pianificazione di riferimento dell’attuale porto ENEL, in quanto anche piano di utilizzo del demanio marittimo; al fine di favorire l’Autorità Portuale di Piombino nell’espletamento delle necessarie procedure, per una nuova assegnazione in uso diverso da quello di produzione di energia elettrica.

 

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:

che l’ENEL S.p.a., al fine di produrre energia elettrica nella centrale di Torre del Sale, ha utilizzato negli anni di attività aree e specchi acquei di proprietà del demanio marittimo, sia per l’approvvigionamento di acqua marina, sia per il ricovero di natanti addetti al trasporto di combustibile;

 

Premesso inoltre:

che per detto utilizzo, l’ENEL S.p.a. ha sempre fruito di concessioni demaniali marittime per l’anticipata occupazione in forma provvisoria, senza pervenire mai alla formalizzazione della concessione definitiva, e che pertanto la esclude da qualsiasi rivalsa sulle opere ivi realizzate che sono tornate nella disponibilità dell’ente gestore;

Premesso altresì:

che l’ultimo rinnovo nella forma provvisoria risale all’anno 2003, rispettivamente con gli atti numero 185 repertorio 035, e numero 189 repertorio 034, il primo di mq. 18.700 per il mantenimento di un’opera di presa e di scarico di acqua di mare, e il secondo di mq. 32.328, attinente all’approdo per i natanti di servizio;

 

Ricordato:

che la centrale in oggetto è stata messa fuori esercizio con autorizzazione del MISE del gennaio 2015, e che pertanto sono decaduti i titoli fino ad allora posseduti dall’ENEL S.p.a.per l’utilizzo di dette aree, in quanto industria energetica in coerenza con le destinazioni urbanistiche, già piano di utilizzo del demanio marittimo;

 

Considerato:

che le attuali destinazioni urbanistiche, di cui al Regolamento Urbanistico – sottozona D1.1, aree destinate all’industria energetica e, come suddetto, anche piano di utilizzo del demanio marittimo, non permettono, di fatto, l’utilizzo delle strutture portuali realizzate dall’ENEL in regime di anticipata occupazione, per fini diversi da quelli per la produzione di energia, ed in particolare per usi prettamente portuali;

 

Valutato quindi:

che dette aree non hanno più un interesse diretto nelle attività ormai dismesse della centrale ENEL, e che pertanto non svolgono più funzioni di interesse generale e produttivo, e che già ora sono utilizzate in forma precaria, con autorizzazione provvisoria dell’Autorità Portuale, dai natanti di servizio alle attività di acquacoltura presenti nel Golfo di Follonica;

Considerato altresì:

che l’Autorità Portuale di Piombino, responsabile dell’amministrazione delle aree demaniali marittime in uso alla centrale di Torre del Sale, ha l’onere di renderle funzionali previa riassegnazione a soggetti terzi aventi titolo o, al contrario, di chiederne il ripristino da parte dell”ENEL stessa;

Ritenuto quindi:

imprescindibile, per le motivazioni sopra richiamate, adottare una variante al Regolamento Urbanistico, con lo scopo di cambiare la destinazione d’uso della zona relativa alle strutture suddette, al fine di facilitare l’Autorità Portuale nelle procedure di riassegnazione, prioritariamente e indipendentemente dalla programmazione territoriale delle aree occupate dagli impianti di produzione; 

                     IMPEGNA QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A predisporre e adottare una variante agli atti di pianificazione, comunali e eventualmente sovracomunali, al fine di destinare le attuali strutture realizzate dall’ENEL S.p.a., in attrezzature specificatamente portuali, per l’accoglienza di natanti ad uso commerciale, per garantire la permanenza di quelli già esistenti a servizio delle attività di itticoltura; ma soprattutto per garantirne la riassegnazione totale a soggetti terzi per un utilizzo nautico e turistico.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

Il Consigliere Comunale

di

ASCOLTA PIOMBINO

Riccardo Gelichi

DiRedazione

La Regione deve dare una soluzione su Rimateria

Per il territorio della Val di Cornia, con la vicenda Rimateria, si aprono una serie di gravosi interrogativi, che vanno dal rischio della perdita del lavoro di molte persone, cui va la nostra piena solidarietà, alla necessità di bonificare ampie aree ex industriali e discariche annesse, fino all’esigenza di sanare un buco di oltre venti milioni di euro che grava come una spada di Damocle sulla testa di tutti i cittadini. Non da meno deve essere ben presente l’esigenza di molti abitanti di colmata di vivere una qualità della vita dignitosa. Se sono ormai presenti gli estremi del sequestro, sarebbe auspicabile da subito capire quale sia, ma soprattutto in quale misura, l’interessamento della Regione sulla vicenda; oltre la questione giudiziaria, si dovrebbe trovare qualche scelta, un piano B, poiché Rimateria era ben proiettata verso il trattamento dei rifiuti in sicurezza secondo i principi dell’economia circolare. La politica, insieme alla Regione, dovrebbero cercare una soluzione per dare un futuro a questo territorio, che non diventi una seconda Bagnoli. La vera parte lesa in questa vicenda non è la Regione, sono i piombinesi, i dipendenti di Rimateria, i cittadini di colmata, e tutti quelli che attendono le bonifiche e vivono nei pressi di una bomba ecologica. La Lista Civica Ascolta Piombino chiede la convocazione di una IV commissione con il Presidente Caramassi per avere una chiara fotografia della situazione, per poi far seguire altre commissioni con i rappresentanti regionali, iniziando dall’Assessore all’ambiente Fratoni insieme al Governatore Rossi, fino alla risoluzione del problema. Se la questione giudiziaria avrà un suo corso, quella ambientale e il futuro di un’azienda come Rimateria, non possono attendere appesi a un filo.