Mozioni bocciate

DiMonica Bartolini

Salivoli

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 01. 09. 2015

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere, come atto di indirizzo, in occasione della futura revisione del Piano Strutturale e della conseguente Variante Generale al Regolamento Urbanistico, o nella successiva stesura del nuovo Piano Operativo, la necessità di delocalizzare l’attuale campo di calcio del Quartiere Salivoli, allo scopo di rendere disponibili le relative aree alla realizzazione di un complesso turistico ricettivo, di servizio alla balnebilità del sito e alla fruibilità dell’area naturalistica dell’intero promontorio.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il campo di calcio in oggetto è stato realizzato nei primi anni settanta, al fine di soddisfare gli standards edilizi dell’espansione residenziale del quartiere Salivoli, e in particolare del complesso di Calmoresca e Ghiaccioni, che imponevano la realizzazione di aree di attrazione sportiva per i residenti;

Premesso inoltre:
che, detto campo, nel tempo ha assunto caratteristiche in contrasto con le finalità di cui sopra, perché non riconducibili all’uso estemporaneo dei servizi di quartiere ma, al contrario, sempre più come attrezzatura esclusiva di club, a disposizione del più estremo agonismo;

Premesso altresì:
che, al fine di rendere remunerativa l’attività sportiva di club, ivi esercitata, l’area di pertinenza è stata recintata con pannelli di cemento preformato, che di fatto hanno reso non solo impenetrabile la visione delle attività, ma anche fortemente alterato la percezione paesaggistica dell’ambito;

Considerato:
che, alla luce dell’accresciuta sensibilità paesaggistica e ambientale, la presenza di detta attrezzatura sportiva così brutalmente recitanta, non corrisponde più agli standards di tutela del paesaggio, e alle esigenze di un territorio che riconosce in quell’area, aderente al promontorio del falcone, una delle sue massime eccellenze in termini di attrazione turistica;

Considerato inoltre:
che, sempre nell’ambito del Quartiere Salivoli, esistono aree che la strumentazione urbanistica vigente destina allo sport, e che tali aree, poste in prossimità dell’attuale campo di rugby e della pista di pattinaggio, risultano adatte per una eventuale delocalizzazione del campo di Calamoresca, anche al fine di accentrare dette attrezzature e creare un distretto sportivo;

Vista:
la necessità di dotare l’intero organismo paesaggistico e ambientale costituito dal Parco del falcone, dalla spiaggia di Calamoresca e dal promontorio che si estende verso Spiaggia Lunga, di ulteriori e significative attrezzature turistiche, di servizio alla persona, alla balneabilità e alla mobilità verso lo stesso promontorio;

Vista quindi:
la necissità di cui sopra, e preso atto delle criticità evidenziate dalla presenza del campo di calcio di Calamoresca, in aree di pregio ambientale e paesaggistico come quelle su cui opera; ritenendo pertanto prioritario delocalizzare detta attrezzatura sportiva, per rendere disponibili tali aree per la realizzazione di un resort, che garantisca i servizi necessari alla domanda turistica dell’ambito;

Appurato:
che la strumentazione urbanistica d’area e il Regolamento Urbanistico vigente, non contemplano la possibilità di relizzare nuove strutture ricettive sul territorio del Comune di Piombino e che, pertanto, per realizzare quanto sopra si renderà necessaria una variante anche al Piano Strutturale;

APPURATO QUINDI QUANTO SOPRA IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A predisporre tutti gli atti necessari per intraprendere la revisione della strumentazione urbanistica, tanto di carattere generale quanto di carattere attuativo, per consentire la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva in aree poste in Loc. Calamoresca, previa delocalizzazione dell’attuale campo di calcio di quartiere.

E, nello specifico, per costruire il nuovo campo di calcio in Loc. Ghiaccioni in prossimità delle attuali attrezzature sportive per il Rugby e il Pattinaggio, e per dotare quindi le aree liberate di una struttura capace di ospitare tutto quel turismo attratto dalle risorse balneari e ambientali del sito. Capace inoltre di promuovere e rendere fruibili le risorse paesaggistiche dell’intero promontorio, previa anche la necessaria istituzione di servizi di mobilità per l’accesso alle eccellenze dello stesso.

Il Consigliere Comunale di

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

Rimateria

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 07/10/2016

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Piombino
Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale (mozione). Rivalutazione del Progetto Rimateria.

Premesso che :

La Regione Toscana ha approvato l’ampliamento e la specializzazione dell’attuale discarica di Ischia di Crociano, trattasi di 70.000 metri cubi per il conferimento di amianto e 70.000 metri cubi per il conferimento di rifiuti pericolosi stabili che si aggiungono all’attuale discarica.

Premesso inoltre che :
Come si evince dal DUP del Comune di Piombino : “ La partecipazione azionaria in Rimateria S.P.A. sarà ridimensionata sulla base di una procedura pubblica di cessione di parte consistente della partecipazione(52,65)% già avviata alla fine del mese di agosto2016 e che dovrebbe concludersi nei primi mesi dell’anno 2017 attestando la partecipazione di Asiu al 35,10 %.”

Considerato che:
l’obbiettivo primario della nuova società ex Tap, nominatasi “Rimateria”, si pone come

strategia industriale quella di praticare quello che oggi si definisce l’obiettivo di una economia circolare, cioè attività di riciclo di scorie, inertizzazione e smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi, all’interno di un “corpus normativo” incentrato sul principio di prossimità.

Visto che :

I Comuni di Piombino, Campiglia e San Vincenzo hanno deciso di mantenere una partecipazione diretta in Rimateria, affermando che la gestione di rifiuti speciali costituisce attività di pubblico interesse,mentre i Comuni di Castagneto, Sassetta e Suvereto hanno deciso di non aderire per il motivo esattamente opposto.

Valutato che :

la proposta della Lista Civica Ascolta Piombino di rendere funzionale e conveniente a questo territorio il progetto di Rimateria inserendo le sue attività all’interno dell’Accordo di Programma per la messa in sicurezza del sito industriale di Piombino, con azioni e finanziamenti determinati, non è stato accolto da questa maggioranza.

Preso atto che:

al momento non si percepisce la volontà politica e istituzionale di agire verso il contenimento dell’utilizzo del materiale di cava per il prosieguo dei lavori del Porto a favore del misto cementato; inoltre non si adempie alla messa in sicurezza dell’area Li53 e alla dismissione e bonifica dei siti industriali ex Lucchini.

Con il rischio paradossale di vedere importati grandi quantità di rifiuti pericolosi dall’esterno del nostro territorio mentre restano statiche tutte le attività di bonifica e dismissione dell’area industriale, senza alcuna compensazione per il territorio ospitante. Visti quindi decaduti gli obbiettivi fondanti della società Rimateria, e cioè il principio di prossimità e l’economia circolare.

Impegna l’amministrazione comunale :

a RIVALUTARE con attenzione il progetto Rimateria, peraltro non noto agli organismi di rappresentanza pubblica, con l’obbiettivo di sospenderne l’attuazione e rivederlo in maniera da renderlo compatibile con le decisioni pianificatorie e programmatiche che riguardano l’intero territorio.

Presidente Ascolta Piombino Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

Piani Attuativi

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 11. 05. 2015

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere, come atto di indirizzo, la necessità di definire e perimetrare, ai fini urbanistici, numero due ambiti per l’erogazione di servizi alla persona, alla nautica carrellabile e alla balneazione; da collocare, il primo, nel contesto delle aree di Marina e, il secondo, in quello della Torre di Baratti.

 

L’ambito di Marina, di cui all’omonimo Piano di Recupero, per includere Palazzo Appiani, tutti gli immobili di proprietà pubblica ad esso contigui, e lo specchio acqueo prospiciente. Quello di Baratti, anch’esso da costituire con immobili in parte di proprietà pubblica, di cui al Piano Particolareggiato di Baratti e Populonia, per includere l’edificio ex Finanza posto in aderenza alla Torre di Baratti, il contiguo complesso edilizio, e parte dello specchio acqueo già adibito a campo boe.

Tutto ciò al fine di rendere più fruibili alcune aree di eccellenza tra le nostre risorse turistiche, e per rendere anche più praticabile il contesto ambientale marino e terrestre di loro influenza. Con l’obbiettivo, non secondario, di creare due poli produttivi e remunerativi per le casse comunali, in analogia a quanto già organizzato dalla Società Parchi con gli ambiti di servizio della Costa Est, e all’impegno recentemente assunto dall’Amministrazione Comunale, per la predisposizione di analoghi ambiti di servizio, da individuare tra gli usi predefiniti all’interno del bosco della Sterpaia.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il nostro territorio oltre ad offrire notevoli risorse naturalistiche e archeologiche, già ampiamente organizzate e rese fruibili dall’iniziativa pubblica, è di fatto anche un promontorio marino proteso verso l’Isola d’Elba, e pertanto anche vocato alla nautica ,al turismo balneare, e a tutti gli usi del mare;

Vista:
La necessità di prodigarsi quindi per rendere sempre più rilevante e produttiva, l’azione pubblica per la promozione e la gestione delle risorse turistiche, che vada oltre la gestione delle emergenze acheologiche e naturalistiche; e che, vista la principale vocazione territoriale del nostro promontorio si indirizzi, in futuro, anche verso la realizzazione di strutture che nel loro insieme diano risposte alla domanda di servizi legati al mare, e quindi organizzate anche per la nautica minore, la balneazione e tutti gli usi ludici ad esso correlati;

Appurato:
che, tanto nel centro storico di Piombino, quanto ai margini del Golfo di Baratti, esistono perle del nostro patrimonio storico- architettonico, come Palazzo Appiani e il suo porto mediceo da una parte,

e la Torre di “Canessa”con il suo contesto ambientale e edilizio, dall’altra; e che, per la loro posizione in aderenza al mare, sono naturalmente spendibili per ambiti che, oltre a dare risposte alla nautica e alla balneazione, possano garantire il pernottamento, la ristorazione e , contestualmente anche servizi alla persona;

Considerato:
che entrambi gli ambiti relativi al patrimonio di cui sopra, da ritenersi come suddetto vere e proprie eccellenze delle nostre risorse ambientali e paesaggistiche, facilmente proponibili per incrementare la presenza turistica di qualità, sono al momento sotto utilizzati, e resi improduttivi dalla presenza di una gestione associativa incapace, per la sua natura, di investire per organizzare un’offerta turistica attraente e remunerativa;

Appurato:
che assumere determinazioni urbanistiche nel merito dei due ambiti in oggetto per destinarli, come suddetto, alle nuove esigenze di balneazione e, principalmente, per dare soluzioni alle richieste di noleggio di piccole imbaracazioni e punti di ormeggio, significherebbe creare due poli posti ai margini del promontorio che, se gestiti da un’unico soggetto pubblico o privato, potrebbero dialogare e operare interscambi di servizi nel campo del noleggio, creando così un sistema produttivo unico sulla costa toscana a due passi dall’Isola d’Elba;

Appurato altresì :
che operare in tal senso consentirebbe, nel caso specifico di Marina, di creare un sistema che oltre la propria caratterizzazione e funzionalità, potrebe diventare il volano per l’economia del centro storico, e l’occasione per infondere in questa parte urbana maggiore sicurezza, di quanto al contrario possa fare l’abbandono, o quasi, dell’edificato urbano;

Ritenuto necessario sottolineare inoltre:
che l’assegnazione in gestione dei futuri ambiti debba avvenire previa stesura di bandi di evidenza pubblica, promossi dal soggetto pubblico principale titolare, e che in tale occasione debbano essere segnalati i trattamenti di favore da applicare alle richieste di partecipazione, avanzate da soggetti già presenti a vario titolo negli ambiti e, in modo particolare, per gli operatori turistici anch’essi già presenti negli ambiti, e possessori di concessioni frutto di bandi precedenti;

APPURATO QUINDI QUANTO SOPRA IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A predisporre tutti gli atti necessari per modificare, a tal scopo, i seguenti piani attuativi tutt’ora vigenti:

a)Piano di Recupero di Marina;
b)Piano Particolareggiato della Costa Urbana;
c)Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia;

E, nello specifico, con le seguenti varianti:

-per la costituzionne dell’ambito di servizio di Marina dovranno essere interessati tanto l’omonimo Piano di Recupero quanto il Piano Particolareggiato della Costa Urbana, in quanto il perimetro dovra comprendere le aree dell’ex Centro Velico, l’intero complesso edilizio di Palazzo Appiani, il vecchio porticciolo mediceo, e tutta l’area del piazzale di alaggio, compreso l’edificio ex Lega Navale e porzione dello specchio acqueo prospiciente;

-per la costituzione del secondo ambito di servizio da configurare ai margini del Golfo di Baratti, dovrà essere interessato il Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia, e il perimetro di ambito dovrà comprendere, oltre l’edificio pubblico (ex Finanza), anche alcuni immobili di proprietà privata attinenti il ristorante e la torre, e parte dell’attuale campo boe prospiciente;

Entrambi gli ambiti dovranno essere siglati con le destinazioni d’uso alberghiera, servizi alla persona, ristorazione, attrezzature balneari, e campi boe di servizio alla nautica carrellabile.

Il Consigliere Comunale di

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

Marina

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 11. 05. 2015

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere, come atto di indirizzo, la necessità di definire e perimetrare, ai fini urbanistici, numero due ambiti per l’erogazione di servizi alla persona, alla nautica carrellabile e alla balneazione; da collocare, il primo, nel contesto delle aree di Marina e, il secondo, in quello della Torre di Baratti.

L’ambito di Marina, di cui all’omonimo Piano di Recupero, per includere Palazzo Appiani, tutti gli immobili di proprietà pubblica ad esso contigui, e lo specchio acqueo prospiciente. Quello di Baratti, anch’esso da costituire con immobili in parte di proprietà pubblica, di cui al Piano Particolareggiato di Baratti e Populonia, per includere l’edificio ex Finanza posto in aderenza alla Torre di Baratti, il contiguo complesso edilizio, e parte dello specchio acqueo già adibito a campo boe.

Tutto ciò al fine di rendere più fruibili alcune aree di eccellenza tra le nostre risorse turistiche, e per rendere anche più praticabile il contesto ambientale marino e terrestre di loro influenza. Con l’obbiettivo, non secondario, di creare due poli produttivi e remunerativi per le casse comunali, in analogia a quanto già organizzato dalla Società Parchi con gli ambiti di servizio della Costa Est, e all’impegno recentemente assunto dall’Amministrazione Comunale, per la predisposizione di analoghi ambiti di servizio, da individuare tra gli usi predefiniti all’interno del bosco della Sterpaia.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il nostro territorio oltre ad offrire notevoli risorse naturalistiche e archeologiche, già ampiamente organizzate e rese fruibili dall’iniziativa pubblica, è di fatto anche un promontorio marino proteso verso l’Isola d’Elba, e pertanto anche vocato alla nautica ,al turismo balneare, e a tutti gli usi del mare;

Vista:
La necessità di prodigarsi quindi per rendere sempre più rilevante e produttiva, l’azione pubblica per la promozione e la gestione delle risorse turistiche, che vada oltre la gestione delle emergenze acheologiche e naturalistiche; e che, vista la principale vocazione territoriale del nostro promontorio si indirizzi, in futuro, anche verso la realizzazione di strutture che nel loro insieme diano risposte alla domanda di servizi legati al mare, e quindi organizzate anche per la nautica minore, la balneazione e tutti gli usi ludici ad esso correlati;

Appurato:
che, tanto nel centro storico di Piombino, quanto ai margini del Golfo di Baratti, esistono perle del nostro patrimonio storico- architettonico, come Palazzo Appiani e il suo porto mediceo da una parte,

e la Torre di “Canessa”con il suo contesto ambientale e edilizio, dall’altra; e che, per la loro posizione in aderenza al mare, sono naturalmente spendibili per ambiti che, oltre a dare risposte alla nautica e alla balneazione, possano garantire il pernottamento, la ristorazione e , contestualmente anche servizi alla persona;

Considerato:
che entrambi gli ambiti relativi al patrimonio di cui sopra, da ritenersi come suddetto vere e proprie eccellenze delle nostre risorse ambientali e paesaggistiche, facilmente proponibili per incrementare la presenza turistica di qualità, sono al momento sotto utilizzati, e resi improduttivi dalla presenza di una gestione associativa incapace, per la sua natura, di investire per organizzare un’offerta turistica attraente e remunerativa;

Appurato:
che assumere determinazioni urbanistiche nel merito dei due ambiti in oggetto per destinarli, come suddetto, alle nuove esigenze di balneazione e, principalmente, per dare soluzioni alle richieste di noleggio di piccole imbaracazioni e punti di ormeggio, significherebbe creare due poli posti ai margini del promontorio che, se gestiti da un’unico soggetto pubblico o privato, potrebbero dialogare e operare interscambi di servizi nel campo del noleggio, creando così un sistema produttivo unico sulla costa toscana a due passi dall’Isola d’Elba;

Appurato altresì :
che operare in tal senso consentirebbe, nel caso specifico di Marina, di creare un sistema che oltre la propria caratterizzazione e funzionalità, potrebe diventare il volano per l’economia del centro storico, e l’occasione per infondere in questa parte urbana maggiore sicurezza, di quanto al contrario possa fare l’abbandono, o quasi, dell’edificato urbano;

Ritenuto necessario sottolineare inoltre:
che l’assegnazione in gestione dei futuri ambiti debba avvenire previa stesura di bandi di evidenza pubblica, promossi dal soggetto pubblico principale titolare, e che in tale occasione debbano essere segnalati i trattamenti di favore da applicare alle richieste di partecipazione, avanzate da soggetti già presenti a vario titolo negli ambiti e, in modo particolare, per gli operatori turistici anch’essi già presenti negli ambiti, e possessori di concessioni frutto di bandi precedenti;

APPURATO QUINDI QUANTO SOPRA IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A predisporre tutti gli atti necessari per modificare, a tal scopo, i seguenti piani attuativi tutt’ora vigenti:

a)Piano di Recupero di Marina;
b)Piano Particolareggiato della Costa Urbana;
c)Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia;

E, nello specifico, con le seguenti varianti:

-per la costituzionne dell’ambito di servizio di Marina dovranno essere interessati tanto l’omonimo Piano di Recupero quanto il Piano Particolareggiato della Costa Urbana, in quanto il perimetro dovra comprendere le aree dell’ex Centro Velico, l’intero complesso edilizio di Palazzo Appiani, il vecchio porticciolo mediceo, e tutta l’area del piazzale di alaggio, compreso l’edificio ex Lega Navale e porzione dello specchio acqueo prospiciente;

-per la costituzione del secondo ambito di servizio da configurare ai margini del Golfo di Baratti, dovrà essere interessato il Piano Particolareggiato del Parco di Baratti e Populonia, e il perimetro di ambito dovrà comprendere, oltre l’edificio pubblico (ex Finanza), anche alcuni immobili di proprietà privata attinenti il ristorante e la torre, e parte dell’attuale campo boe prospiciente;

Entrambi gli ambiti dovranno essere siglati con le destinazioni d’uso alberghiera, servizi alla persona, ristorazione, attrezzature balneari, e campi boe di servizio alla nautica carrellabile.

Il Consigliere Comunale di

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

Itticoltura

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 15. 06. 2015

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere, come atto di indirizzo, la necessità di dotare di specifico approdo i natanti impegnati nelle attività di acquacoltura nel Golfo di Follonica, attualmente operanti nelle acque territoriali del Comune di Piombino, di cui alle concessioni da esso rilasciate in attuazione del Piano di Utilizzo del Demanio Maritimo.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il Comune di Piombino è titolare dell’amministrazione delle aree demaniali marittime e delle acque territoriali di sua influenza, con esclusione di quelle di competenza dell’Autorità Portuale di cui alla L. 84/90, che vanno da Poggio Batteria fino all’attuale porto dell’Enel;

Premesso inoltre:
Che le scelte urbanistiche operate dal Comune di Piombino nel merito delle aree demaniali marittime, devono ritenersi a tutti gli effetti piani di utilizzo del demanio marittimo, e che pertanto le concessioni rilasciate in attuazione dello stesso, devono essere funzionali agli usi in esso predefiniti;

Viste:
le richieste sempre più numerose di concessioni per specchi acquei nel mare territoriale del Comune di Piombino, avanzate da vari imprenditori dell’acquacoltura per l’istallazione di gabbie per l’allevamento ittico, perché da essi ritenuto ambientalmente e geograficamente vantaggioso;

Appurato:
che nei dieci anni successivi alla prima richiesta di concessione, il Comune di Piombino con vari provvedimenti di adozione, si è dotato di un piano urbanistico con valenza di utilizzo del demanio marittimo, con il quale ha destinato una vasta superficie di acque territoriali per l’allevamento ittico, allo scopo di corrispondere alle richieste di cui sopra;

Appurato inoltre:
che, con detta pianificazione, hanno trovato soluzione alle proprie istanze le seguenti imprese: Agroittica Toscana Soc. agri. S.r.l. Piombino – IGF Ittica Golfo di Follonica Soc. agri. A.r.l.- Civita Ittica Soc. agri. S.r.l. Civitavecchia e, in procinto di ottenere le necessarie autorizzazioni, anche la Soc. Coop agri. A.r.l. (P2G) Golfo di Gaeta, tutte quante con una produzione stimabile mediamente intorno alle 1.000 tonnellate annue di prodotto vivo;

Considerato:
che le attività di acquacoltura esercitate in alto mare comportano l’uso di mezzi navali di varie dimensioni, necessari per i vari approvvigionamenti e per le attività di commercializzazione dei prodotti, e che le società in elenco necessitano già di una quindicina di imbarcazioni;

Appurato:
che le imprese di cui sopra operanti nelle aree in questione, in mancanza di un approdo funzionale alle proprie attività, che sarebbe dovuto nascere in coerenza con il piano di utilizzo del Demanio Marittimo, ormeggiano detti mezzi fruendo dell’ospitalità di approdi non destinati allo scopo e non attrezzati per tali usi, come “Le Terre Rosse”, l’approdo dell’Enel, oppure il “Puntone” di Follonica;

Appurato quindi:
che la pianificazione in questione ha risolto solo parzialmente le istanze delle imprese che hanno trovato collocazione in essa, perché si è dimostrata priva della infrastruttura essenziale per la conduzione di dette attività, e cioè di un vicino approdo predisposto allo scopo;

Ritenuto quindi:
necessario ricercare una soluzione che garantisca, per il presente e per il futuro, un’adeguato approdo da collocare nel tragitto più breve, capace di ospitare l’intera flotta costituita dai natanti delle varie imprese e che, per questo, capace anche di ospitare singolarmente le attrezzature di terra di ogni società;

Considerato:
che l’approdo petrolifero dell’Enel posto in Loc. Tor del Sale, è attualmente parte integrante della centrale termoelettrica ivi presente, e che detta centrale cesserà le attività di produzione entro l’anno 2015, e che pertanto tale approdo potrà essere oggetto di destinazioni alternative a quella petrolifera;

Ritenuto altresì:
che fra gli approdi che attualmente ospitano le imbarcazioni di servizio alle vasche, quello dell’Enel risulta essere il più prossimo alla zona per l’acquacoltura, e di possedere tutte le caratteristiche spaziali per accogliere le attrezzature delle varie ditte che vi operano;

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

Ad adottare come atto di indirizzo tale necessità, e a definire a tal scopo l’attuale porto petrolifero dell’Enel, l’infrastruttura più adeguata da trasformare in base logistica per la zona di mare territoriale destinata ad acquacoltura.
A preordinare tutti gli atti necessari affinché tale impegno, costituisca espressione condizionante per la futura pianificazione delle aree ex centrale Enel, ed in particolare per quanto atterrà alle nuove destinazioni d’uso dell’approdo in oggetto.

Impegna inoltre l’Amministrazione Comunale ad intraprendere, in qualità di soggetto pianificatore delle aree demaniali marittime, i necessari contatti con l’Autorità Portuale, in quanto soggetto gestore dell’approdo come da L. 84/90 di cui alle suddette premesse, al fine di produrre un atto di condivisione per le future destinazioni delle aree demaniali marittime in oggetto.

Il Consigliere Comunale di

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

DiMonica Bartolini

le fabbricciane

COMUNE DI PIOMBINO Provincia di Livorno

Gruppo Consiliare ASCOLTA PIOMBINO

lì, 10/02/2017

ALLEGATO A

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Piombino
Sede

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale nella predisposizione di tutti gli atti necessari per variare le destinazioni d’uso delle sotto zone E6 ( aree agricole frazionate)delle Fabbricciane e di Torre Nova, attualmente definite tali nel Piano Strutturale d’Area e nel Regolamento Urbanistico di recente approvazione. Impegno da finalizzare alla redazione di un Piano Particolareggiato (Piano di Lottizzazione), per il recupero paesaggistico e ambientale, previa trasformazione di tutti i manufatti precari e dotarli di tutte le urbanizzazioni primarie necessarie.

MOZIONE
IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il territorio del Comune di Piombino negli anni settanta e ottanta è stato oggetto di numerose lottizzazioni abusive di zone agricole produttive, da quelle delle periferie urbane a quelle più decentrate della Sterpaia ad Est, e delle Fabbricciane e Torre Nova ad Ovest, e che, al contrario degli ambiti posti ad Ovest, il recupero delle aree attinenti la Sterpaia è già avvenuto negli anni novanta, concedendo ai titolari degli abusi la facoltà di realizzare un villaggio turistico in Loc. Mortelliccio, previa occupazione di nuove aree di pregio ambientale;

Premesso inoltre:
che in dette lottizzazioni sono stati realizzati manufatti precari di vario tipo e dimensione, e che gli stessi sono stati perseguiti come costruzioni abusive dalle Amministrazioni Comunali succedutesi nel tempo e che, tali pratiche, sono dovute cessare con l’istituzione dei vari condoni edilizi da parte dei Governi centrali;

Premesso altresì:
che la pratica dei condoni edilizi ha impedito, in parte, la riqualificazione delle aree compromesse e, nel caso specifico delle Fabbricciane e Torre Nova, (territori che in totale ammontano a circa un milione e mezzo di mq.), si è creato, in uno stato di irreversibilità, una sorta di villaggi privi di qualsiasi valore ambientale e paesaggistico, composti da manufatti precari privi dei servizi essenziali come lo smaltimento dei liquami, adduzione idrica e viabilità di accesso praticabile;

Considerato:
che l’attuale Amministrazione Comunale, nelle sue Linee Programmatiche relative al mandato amministrativo 2014 – 2019, nel sottolineare la necessità di tutelare il paesaggio e i beni culturali, con interventi di riqualificazione territoriale, ammette la necessità di redigere un Piano Particolareggiato per il recupero delle suddette aree relative alle Fabbricciane e Torre Nova;

Considerato inoltre:
Che il territorio del Comune di Piombino e tutta la Val di Cornia, sono afflitti da una crisi economica e occupazionale che va ben oltre quella generale europea, una crisi che nasce principalmente dall’industria siderurgica e dal suo indotto, ma che non tralascia tutte le altre categorie come: il turismo, l’agricoltura, il commercio e l’artigianato, compreso l’edilizia e tutto il suo indotto;

Considerato quindi:
che l’adozione di varianti agli strumenti urbanistici per sostenere l’economia locale, non può esaurirsi con la reindustrializzazione del territorio, ma dovrà necessariamente guardare anche agli altri settori, come appunto l’edilizia e il suo indotto, penalizzati non solo dalla mancanza di domanda, figlia della crisi economica, ma anche e soprattutto da una giusta politica di contenimento dell’uso del territorio;

Visto:
che variare le destinazioni d’uso delle zone E6 delle Fabbricciane e di Torre Nova, al fine di redigere Piani di Lottizzazione di iniziativa privata, finalizzati alla realizzazione di urbanizzazioni primarie e alla trasformazione degli attuali manufatti in costruzioni di carattere più formale, non impegnerà nuovo territorio e che, al contrario, riqualificherà sotto il profilo ambientale e paesaggistico entrambi gli ambiti, rilanciando l’economia di tutto il settore edilizio della Val di Cornia per almeno un decennio;

Visto inoltre:
che un piano urbanistico indirizzato alla trasformazione di un territorio ex agricolo, ridotto ad una baraccopoli priva delle principali forme di tutela ambientale, che aggrava costantemente il paesaggio di 150 ettari di territorio, non può che essere ritenuto un piano in linea con le più sofisticate tutele regionali;

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

A programmare e a predisporre tutte le iniziative necessarie, per concordare con la Regione Toscana i tempi e i modi per raggiungere un Accordo di Pianificazione, con il quale individuare le invarianti strutturali da modificare, affinché sia possibile variare le destinazioni d’uso delle aree delle Fabbricciane e di Torre Nova, attualmente destinate a sotto zone E6 nel Regolamento Urbanistico del Comune di Piombino.

Impegna pertanto l’Amministrazione Comunale a concordare nuove destinazioni d’uso che permettano il recupero ambientale e paesaggistico dei suddetti territori, previa la redazione di un piano di lottizzazione di iniziativa privata o pubblica, con il quale conferire a questi ambiti una nuova immagine razionale e più funzionale agli usi attualmente in atto.

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993 Presidente Lista Civica

ASCOLTA PIOMBINO Riccardo Gelichi

Diadmin

Rimodulazione dell’Accordo di Programma

COMUNE DI PIOMBINO
Provincia di Livorno
Gruppo Consiliare Ascolta Piombino
lì, 27/10/2015

Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
del Comune di Piombino
SEDE
OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a Rimodulazione dell’Accordo di Programma

Maggiori informazioni

Diadmin

Mozione Porto Enel

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere, come atto di indirizzo, la necessità di dotare di specifico approdo i natanti impegnati nelle attività di acquacoltura nel Golfo di Follonica, attualmente operanti nelle acque territoriali del Comune di Piombino, di cui alle concessioni da esso rilasciate in attuazione del Piano di Utilizzo del Demanio Maritimo.

COMUNE DI PIOMBINO
Provincia di Livorno
Gruppo Consiliare
ASCOLTA PIOMBINO

lì, 15. 06. 2015
Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale
del Comune di Piombino
Sede

 

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso:
che il Comune di Piombino è titolare dell’amministrazione delle aree demaniali marittime e delle acque territoriali di sua influenza, con esclusione di quelle di competenza dell’Autorità Portuale di cui alla L. 84/90, che vanno da Poggio Batteria fino all’attuale porto dell’Enel;

Premesso inoltre:
Che le scelte urbanistiche operate dal Comune di Piombino nel merito delle aree demaniali marittime, devono ritenersi a tutti gli effetti piani di utilizzo del demanio marittimo, e che pertanto le concessioni rilasciate in attuazione dello stesso, devono essere funzionali agli usi in esso predefiniti;

Viste:
le richieste sempre più numerose di concessioni per specchi acquei nel mare territoriale del Comune di Piombino, avanzate da vari imprenditori dell’acquacoltura per l’istallazione di gabbie per l’allevamento ittico, perché da essi ritenuto ambientalmente e geograficamente vantaggioso;

Appurato:
che nei dieci anni successivi alla prima richiesta di concessione, il Comune di Piombino con vari provvedimenti di adozione, si è dotato di un piano urbanistico con valenza di utilizzo del demanio marittimo, con il quale ha destinato una vasta superficie di acque territoriali per l’allevamento ittico, allo scopo di corrispondere alle richieste di cui sopra;
Appurato inoltre:
che, con detta pianificazione, hanno trovato soluzione alle proprie istanze le seguenti imprese: Agroittica Toscana Soc. agri. S.r.l. Piombino – IGF Ittica Golfo di Follonica Soc. agri. A.r.l.- Civita Ittica Soc. agri. S.r.l. Civitavecchia e, in procinto di ottenere le necessarie autorizzazioni, anche la Soc. Coop agri. A.r.l. (P2G) Golfo di Gaeta, tutte quante con una produzione stimabile mediamente intorno alle 1.000 tonnellate annue di prodotto vivo;

Considerato:
che le attività di acquacoltura esercitate in alto mare comportano l’uso di mezzi navali di varie dimensioni, necessari per i vari approvvigionamenti e per le attività di commercializzazione dei prodotti, e che le società in elenco necessitano già di una quindicina di imbarcazioni;

Appurato:
che le imprese di cui sopra operanti nelle aree in questione, in mancanza di un approdo funzionale alle proprie attività, che sarebbe dovuto nascere in coerenza con il piano di utilizzo del Demanio Marittimo, ormeggiano detti mezzi fruendo dell’ospitalità di approdi non destinati allo scopo e non attrezzati per tali usi, come “Le Terre Rosse”, l’approdo dell’Enel, oppure il “Puntone” di Follonica;

Appurato quindi:
che la pianificazione in questione ha risolto solo parzialmente le istanze delle imprese che hanno trovato collocazione in essa, perché si è dimostrata priva della infrastruttura essenziale per la conduzione di dette attività, e cioè di un vicino approdo predisposto allo scopo;

Ritenuto quindi:
necessario ricercare una soluzione che garantisca, per il presente e per il futuro, un’adeguato approdo da collocare nel tragitto più breve, capace di ospitare l’intera flotta costituita dai natanti delle varie imprese e che, per questo, capace anche di ospitare singolarmente le attrezzature di terra di ogni società;

Considerato:
che l’approdo petrolifero dell’Enel posto in Loc. Tor del Sale, è attualmente parte integrante della centrale termoelettrica ivi presente, e che detta centrale cesserà le attività di produzione entro l’anno 2015, e che pertanto tale approdo potrà essere oggetto di destinazioni alternative a quella petrolifera;

Ritenuto altresì:
che fra gli approdi che attualmente ospitano le imbarcazioni di servizio alle vasche, quello dell’Enel risulta essere il più prossimo alla zona per l’acquacoltura, e di possedere tutte le caratteristiche spaziali per accogliere le attrezzature delle varie ditte che vi operano;

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:

Ad adottare come atto di indirizzo tale necessità, e a definire a tal scopo l’attuale porto petrolifero dell’Enel, l’infrastruttura più adeguata da trasformare in base logistica per la zona di mare territoriale destinata ad acquacoltura.
A preordinare tutti gli atti necessari affinché tale impegno, costituisca espressione condizionante per la futura pianificazione delle aree ex centrale Enel, ed in particolare per quanto atterrà alle nuove destinazioni d’uso dell’approdo in oggetto.
Impegna inoltre l’Amministrazione Comunale ad intraprendere, in qualità di soggetto pianificatore delle aree demaniali marittime, i necessari contatti con l’Autorità Portuale, in quanto soggetto gestore dell’approdo come da L. 84/90 di cui alle suddette premesse, al fine di produrre un atto di condivisione per le future destinazioni delle aree demaniali marittime in oggetto.

Il Consigliere Comunale
di
ASCOLTA PIOMBINO
Riccardo Gelichi

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Lottizzazione delle Fabbricciane e Torre Nuova

Abbiamo proposto in Consiglio comunale un intervento di lottizzazione delle Fabbricciane e Torre Nuova. Sappiamo che quegli ambiti ” aree agricole”, sono stati abusati e condonati negli anni. Ne conseguono veri e propri insediamenti nati a caso, senza un progetto e un’ adeguata urbanizzazione, senza le fogne e servizi. Roba difficile da vedere in giro. In moltissimi casi luoghi abusati nell’uso come seconde case.Non resta che regolamentare, urbanizzare e bonificare l’area cogliendo anche una grande opportunità, quella di creare lavoro per dieci anni per le ditte edili e tutto l’indotto. Solo Ferrari ci ha sostenuto, tutte le altre forze politiche presenti hanno bocciato la proposta. Continuiamo a non capire il momento storico, siamo rimasti culturalmente bloccati alla monocultura; ma noi non molliamo, nella discussione la diga si è incrinata.