Mozioni da discutere

DiMonica Bartolini

percorso partecipato dei cittadini del centro storico di Piombino

Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito a promuovere un percorso partecipato con i cittadini del centro storico di Piombino per stigmatizzare la cogenti problematiche aperte che ne compromettono la vivibilità e il decoro.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che il centro storico di Piombino e non solo via Vittorio Emanuele, dovrebbero essere la punta di diamante dell’accoglienza, del decoro e massima espressione della bellezza piombinese.

Visto che in realtà, tolta la via centrale Vittorio Emanuele, tutte le restanti vie del centro storico versano in condizioni molto critiche dal punto di vista del manto stradale e del decoro generale.

Preso atto delle elevate frequentazioni di questi luoghi, soprattutto nel mese estivo, aspetto che ne innalza il livello di criticità

Considerato che via del Fossato e via del Giglio sono piene di zone disconnesse con rischio di cadute, il Borgo alla Noce è spesso oggetto di miasmi, le frequentazioni serali sono caratterizzate da atti vandalici.

Considerato altresì la necessità di aumentare i passaggi per la differenziata e di inserire dei cassonetti interrati a Piazza dei Grani.

Valutato che la presenza delle forze dell’ordine in queste aree è massiccia nelle ore diurne ma completamente assente dopo le 20:00

Valutato altresì la necessità di un riordino più chiaro, con canoni precisi e controllo equilibrato dell’uso dei posti auto presenti nel centro storico

Ritenuto opportuno inserire questi problemi in un progetto di rilancio del centro storico, attraverso un percorso partecipato con gli abitanti.

IMPEGNA SINDACO E GIUNTA ad intervenire in tempi rapidi per ripristinare le normali condizioni di decoro e di sicurezza nelle aree del centro storico; contestualmente a preparare e indire un percorso partecipato con i cittadini del centro storico e non solo, per trovare adeguate soluzioni alle cogenti problematiche sopra citate e tutte quelle che emergeranno nel percorso partecipato.

Il Consigliere

 

Gelichi Riccardo

Data___01/12/2017__________

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

DiMonica Bartolini

controllo efficace sul rispetto delle buone regole per la passeggiata con i cani.

OGGETTO:   Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio comunale della MOZIONE in merito ad incentivare l’amministrazione per un controllo efficace sul rispetto delle buone regole per la passeggiata con i cani.

MOZIONE

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che il Ministero della Salute ricorda:

Il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo.

Visto l’art. 2052 del Codice Civile:Il proprietario di un animale o chi lo ha in custodia è responsabile dei danni causati dall’animale sia che esso fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salva sempre la prova del caso fortuito.

Valutato la sentenza della Corte di Cassazione 7082/2015, dove è contenuto  una sorta di vademecum per chi conduce il proprio animale domestico sulla pubblica via:

E’ un dato di comune esperienza che i cani non esplicano i propri bisogni in luoghi chiusi di privata dimora, con la conseguenza che i possessori dei predetti animali che risiedono in agglomerati urbani si vedono necessitati a condurli sulla pubblica via: non sempre le autorità locali sono in grado di predisporre luoghi appositi ove detti animali possano espletare i loro bisogni e comunque non può essere escluso che gli animali decidano (con tempi e modalità che non è possibile inibire) di espletare tali bisogni altrove o prima del raggiungimento dei luoghi a ciò deputati“.

il proprietario deve mettere in atto una attenta vigilanza sui comportamenti dell’animale:
• deve limitarne libertà di movimento in modo che non sia totale (se del caso tenendolo con un guinzaglio)
• deve intervenire con atteggiamenti tali da farlo desistere – quantomeno nell’immediatezza – dall’azione
• nell’impossibilità di vietare al cane di fare pipì è bene portarsi dietro una bottiglietta d’acqua per ripulire.
Diversamente, si può imputare al proprietario «sciatteria o imperizia nella conduzione dell’animale», tutte situazioni riconducibili, comunque, «a colpa ma non certo al dolo»

Vista altresì la Sentenza n. 4672 del 3.2.2009 la 4^ Sez. Penale della Corte di Cassazione ha sancito definitivamente il divieto di lasciare circolare liberamente il proprio cane, privo di guinzaglio e di supervisione da parte del proprietario/detentore, quindi è bene ricordare che il proprietario di un cane è sempre responsabile del controllo e della conduzione dell’animale e per questo motivo risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni e delle lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso

Ricordato che : nel 2013 il Ministero della Salute ha stabilito le nuove regole per la passeggiata dei cani in luoghi pubblici. Ecco le principali:

  • Obbligo del guinzaglio: è obbligatorio tenere il cane al guinzaglio negli spazi aperti al pubblico e nelle aree urbane, tranne in quelle specificamente destinate dove possono correre e muoversi liberamente. La misura del guinzaglio non deve superare il metro e mezzo.
  • Portare con sé la museruola: il proprietario deve sempre avere con sé la museruola, da utilizzare in caso di pericolo per l’incolumità di persone o altri animali oppure se formalmente richiesto da un cartello o dall’autorità competente.
  • Sacchettini e palette: a spasso con il cane bisogna avere sempre il kit di sacchetti e paletta. È obbligatorio raccogliere le deiezioni del proprio amico a quattro zampe.

Cani morsicatori: per loro sono obbligatori l’assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi e l’uso della museruola in qualsiasi luogo pubblico, anche se al guinzaglio.

 

Preso atto che: NESSUNA ordinanza comunale, provinciale o regionale può sostituirsi alle leggi dello Stato Italiano

 

Considerato il decalogo del proprietario ben educato (fonte ASL Milano) che regolamenta il comportamento del padrone del cane all’interno delle aree di sgambamento:
raccogliere i bisogni del cane: per evitare la diffusione di parassiti intestinali (e per lasciare pulito!) il proprietario è pregato di raccogliere le feci;
– i cani possono entrare se sono registrati, microchippati e con medaglietta (con nome e recapito telefonico). Oltre a essere obbligatoria per legge, l’iscrizione all’Anagrafe Canina è utile in caso di smarrimento del cane per facilitare un rapido ritrovamento;
meglio se vaccinati: è opportuno far entrare nelle zone comuni solo cani già trattati contro i parassiti esterni e vaccinati per evitare la diffusione di parassitosi e malattie;
non introdurre cani aggressivi e femmine in calore: situazioni di questo tipo potrebbero scatenare competizioni e aggressività tra i cani. L’ingresso di questi cani sarà possibile solo in orari specifici in cui non sono presenti altri animali;
non portare giochi o palline: questi oggetti potrebbero far scattare atteggiamenti aggressivi per il loro possesso;
non portare cibo, al massimo solo acqua: per la stessa ragione è indispensabile evitare di far entrare nelle aree di sgambamento leccornie di vario tipo. Stesso discorso per l’acqua che va portata solo se non ci sono fontanelle in zona;
niente guinzaglio: è fondamentale non tenere mai il proprio cane al guinzaglio all’interno di queste aree. Il giunzaglio infatti scatena senso di territorialità e aggressività e può rappresentare anche un pericolo per persone o cani che possono inciampare;
– tenere sempre sotto controllo il cane: fino a quando il proprio cane è all’interno dell’area sgambamento non ci si può assentare o distrarre perché potrebbe scappare all’ingresso di un altro cane o azzuffarsi;
consentire a tutti l’accesso: se il proprio cane è incompatibile con altri, vanno rispettati tempi massimi di permanenza all’interno dell’area cani per consentire a tutti l’ingresso.

Ritenuto opportuno alzare l’attenzione rispetto a questi temi soprattutto in una città come Piombino dove, la detenzione di animali è piuttosto alta e la sensibilità rispetto agli stessi è altrettanto percepita dalla cittadinanza

IMPEGNA IL SINDACO e la Giunta ad organizzare pattugliamenti periodici da parte del Corpo dei Vigili Urbani per controllare la buona gestione dei cani da parte dei padroni. Quindi di riferire periodicamente al Consiglio Comunale, attraverso una relazione trimestrale del Comandante dei Vigili di Piombino, rispetto al numero delle sanzioni emesse e il livello di miglioramento dei comportamenti del cittadino per poter verificare l’efficacia degli interventi.

Il/I Consigliere/i

Il/I Gruppo/i Consiliare/i

Data_12/01/2018

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

 

Diadmin

Mozione contenimento acqua

COMUNE DI PIOMBINO

Provincia di Livorno

Gruppi Consiliari

ASCOLTA PIOMBINO

FERRARI SINDACO

lì, 19. 07. 2017

 

Al Sig. Sindaco

Al Presidente del Consiglio Comunale

del Comune di Piombino

Sede

 

OGGETTO: Presentazione ai sensi dell’art. 37 del Regolamento delle attività del Consiglio Comunale( mozione). Per impegnare  l’Amministrazione Comunale ad intraprendere iniziative a livello comprensoriale, al fine di adottare forme di contenimento delle acque meteoriche, per approvvigionamento  consumi urbani e agricoli della Val di Cornia, alla luce degli eventi di siccità sempre più frequenti, e dei conseguenti impoverimenti dei pozzi di normale prelievo.

 

MOZIONE

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Premesso:

che nel nostro comprensorio, al pari di quanto succede anche in campo nazionale, è molto frequente assistere a periodi di pericolose precipitazioni meteoriche e, con estrema facilità, a successivi periodi di grande siccità, con inevitabili ordinanze sindacali a carattere limitativo, e tutto ciò perché non abbiamo gli strumenti o, meglio ancora,  non abbiamo le infrastrutture per regimare l’uno a vantaggio dell’altro;

 

Preso atto:

che noi tutti, compreso le istituzioni locali, assistiamo costantemente e passivamente all’alternarsi degli eventi di siccità e di pericolosità idraulica, come se la cosa non ci riguardasse, o comunque assuefatti al pensiero che non può andare diversamente, salvo ricorrere nell’emergenza a impopolari ordinanze sindacali;

 

Considerato:

che anche l’intervento più significativo realizzato negli anni, per garantire qualità e quantità delle acque  per l’intera Val di Cornia, tramite l’unione dei singoli acquedotti comunali, per veicolare l’intera risorsa idrica disponibile nel comprensorio, non ha dato i risultati sperati in termini quantitativi;

 

Ricordato:

che già alla fine degli anni sessanta e per tutto il decennio successivo, le amministrazioni di questo comprensorio si sono interrogate su come porre rimedio a dette calamità, e che in tal periodo il dibattito è rimasto acceso sulle ipotesi di arginamento dei fiumi come il Milia, oppure sulla eventualità di aprire casse di espansione lungo il letto del Fiume Cornia;

 

Considerato altresì:

che nei trent’anni successivi abbiamo purtroppo interrotto la ricerca delle soluzioni, come se  ci sentissimo  investiti di una sorta di immunità al succedersi degli eventi, mentre gli stessi hanno continuato a dare costantemente dimostrazione del contrario, con alluvioni e inevitabili periodi di siccità estive;

Ritenuto:

inaccettabile dal punto di vista dei consumi e principalmente da quello della sicurezza, una gestione della risorsa idrica impostata sulla fatalità della calamità naturale, dove i rimedi risiedono solo nelle limitazioni delle ordinanze sindacali, tese solo a governare l’emergenza, e mai all’individuazione delle reali soluzioni;

 

Ritenuto altresì:

imprescindibile riprendere da dove abbiamo interrotto,  rivalutando l’idea di interventi lungo il letto del Fiume Cornia con casse di espansione, riflettendo sul fatto che questi tipi di interventi possono risultare efficaci, sia per il recupero delle acque meteoriche da disporre per l’agricoltura e l’industria, ma all’occorrenza anche per l’acquedotto urbano, sia per diminuire il pericolo di esondazione dei fiumi;

 

 

 

                                 IMPEGNA  QUINDI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 

A prodigarsi per il futuro sviluppo della Val di Cornia, non solo sostenendole infrastrutture primarie come il prolungamento della statale 398, ma iniziando anche un percorso di indagine tecnica per confrontarsi con tutte le forze politiche, per definire prima possibile gli interventi più funzionali alla regimazione delle acque e al conseguente uso civile e industriale delle stesse.

Impegna inoltre l’amministrazione, a riconoscere tale infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del territorio della Val di Cornia, insieme ad altre come appunto la 398, da presentare quindi ai tavoli degli accordi di programma, per ottenere il giusto riconoscimento in termini anche di risorse economiche.

Impegna altresì questa amministrazione, nelle more dei programmi di cui sopra, ad intervenire presso l’attuale gestore della risorsa, perché eserciti con più attenzione il contenimento delle perdite idriche, con interventi mirati di ristrutturazione delle condotte . E perché si ponga in essere eventuali progetti per la captazione delle acque dei Canali di Marina, per fruirne in situazioni di emergenza anche se non per usi domestici.

 

 

Firma autografa omessa ai sensi dell’art.3 Dlgs. n. 39/1993

I Consiglieri Comunali

ASCOLTA PIOMBINO

FERRARI SINDACO

Riccardo Gelichi

Francesco Ferrari