Il Nostro Programma

LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO, PRESENTA IL SUO PROGETTO PER LA CITTA’ PER SVINCOLARE IL NOSTRO TERRITORIO DALLA MONOCULTURA INDUSTRIALE; A TALE SCOPO RITIENE CHE SIA NECESSARIO RIVEDERE LE SCELTE INERENTI IL TURISMO URBANO E EXTRAURBANO E TUTTI GLI USI DEL MARE E DEI SUOI ACCESSI, DEPURANDOLE DAI VINCOLI IDEOLOGICI CHE ANCORA NE OFFUSCANO LA CORRETTA VISIONE, E CHE HANNO CONDIZIONATO LA PIANIFICAZIONE DEI SEGUENTI PUNTI FOCALI:

-Il territorio e l’ambiente

-Lo sviluppo economico

-Le politiche sociali e la sanità integrale

– Le risorse

-Le pari opportunità e i giovani

-La sicurezza

-La cultura

L’impegno per Riotorto

ALLEGATI

(Schede di approfondimento di alcuni temi del nostro progetto di città)

-Industria e artigianato

-Filiera nautica e approdi

-Parco della Sterpaia

-Attività commerciali urbane

-Agricoltura

-Le infrastrutture ( SS.398 – Autostrada – Accesso alla Città )

-Viabilità urbana e parcheggi ( Dove arrivo io, arrivi tu, senza le barriere architettoniche)

-Parchi urbani ( Pista ciclabile Calamoresca – Populonia e area fitness Loc. Tolla)

-La costa urbana ( Centro velico – Palazzo Appiani – Marina – Salivoli – Calamoresca)

-Baratti e Populonia

-Il decoro e l’arredo urbano

-Aree pubbliche in Loc. Ghiaccioni

-Edilizia residenziale ( Residenze turistiche alle Fabbricciane e Torrenova)

-Ambiente ( Mobilità elettrica)

-Le Istituzioni

-Sport ( Il poligono di tiro in Loc. Macelli )

-La pianificazione del Golfo di Baratti

-Il sociale ( Cittadella della solidarietà e gli orti urbani)

-Parco VIII marzo

-Controllo efficace sul rispetto delle regole per la passeggiata con i cani

-Appalti pubblici

  1. L’IDENTITA’

A Piombino sono aperte quattro questioni:

  • AMBIENTALE
  • ECONOMICA
  • SOCIALE
  • ISTITUZIONALE

Piombino diventa sempre più vecchia, i giovani conoscono la disoccupazione in maniera crescente, gli occupati diminuiscono e la quantità dei lavoratori precari aumenta. Piombino porta i segni dello sviluppo industriale e del suo declino, che hanno deturpato ed inquinato il territorio e, contemporaneamente, é aggredita anche nelle parti più salvaguardate di esso. Inoltre vive una crisi di rappresentanza dei cittadini anche all’interno delle assemblee consiliari, in quanto le decisioni maturano più in seno ad un ristretto numero di persone facenti capo alla maggioranza, piuttosto che democraticamente in armonia ed attenzione alle richieste dei cittadini. Nella nostra città parole come futuro, sviluppo, equità e trasparenza fanno parte di un lessico ormai dismesso; certo, esiste ancora il capitale umano, sociale e anche economico accumulato negli anni, ma si scontra con la realtà: disoccupazione, precarietà, fuga e, sopratutto, mancanza di un futuro personale e sociale per il quale impegnarsi. .E’ come se fosse stato abolito il diritto di svilupparsi e crescere nel nostro territorio. Qui più che altrove occorre affrontare con coraggio e soprattutto volontà la realtà, quella volontà che le attuali classi dirigenti, cieche e sorde e dedite a preservare se stesse, non hanno.

La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO nasce e si candida a governare questa città insieme ai cittadini e ridando loro dignità, in modo che si possano mettere in atto tutte le decisioni e tutte le azioni capaci di affrontare alla radice i problemi con gli occhi rivolti sempre all’interesse generale e non a quello particolare ed egoistico.

  • Piombino ha bisogno di un governo della città che:
  • faccia del recupero ambientale e delle occasioni di sviluppo derivanti dalla valorizzazione delle ricchezze del territorio la premessa e il volano del rilancio economico in una sinergia delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, dalla multimedialità e dalla comunicazione

 

  • si batta perché la tradizione industriale venga valorizzata, ma contemporaneamente, faccia scelte perchè conviva con gli insediamenti territoriale naturali e culturali che ne costituiscono un’identità altrettanto spiccata
  • renda la risorsa umana il fulcro di ogni politica e pertanto crei le condizioni per la valorizzazione di ogni persona, senza discriminazioni di sesso, provenienza, età e condizione sociale, partendo dal rispetto delle condizioni di base che permettono di difendere la salute e di migliorare la cultura e l’istruzione;
  • costruisca con la città e i cittadini un rapporto di ascolto, dialogo e collaborazione; infatti, in condizione di crisi, quello che conta è l’apporto di ognuno che ed è insito nel compito delle istituzioni locali   dare l’esempio, e lavorare perché ciascuno viva in sicurezza, senza timori e condizionamenti, sapendo di essere ascoltato.

Le forze che attualmente governano la nostra città oscillano da tempo tra l’enunciazione di grandi progetti che puntualmente falliscono e l’incapacità di costruire progetti innovativi realizzabili, tra la volontà di apparire come rinnovatrici e le demolizioni di ciò che di nuovo è stato realizzato nel tempo, tra la mancanza di idee e l’inseguimento del protettore di turno; tutto questo praticando l’arroganza e non accettando mai la discussione serena e aperta con chi critica, mostra perplessità, propone idee e soluzioni.

I cittadini sono, così, sempre più soli e senza riferimenti politici. Per questo nasce la LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO: per dare la parola ai cittadini e ascoltarli; per costruire con loro un programma di governo capace di aggredire i gravi problemi di questa città; per attuare un’ alternativa di governo capace di realizzare il programma ideale per questa città.

  1. LINEE PROGETTUALI

2.1 a Il territorio e l’ambiente

Per la LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO, il recupero e la valorizzazione ambientale costituiscono uno degli impegni primari; le conseguenze dell’inquinamento industriale e l’incuria hanno provocato effetti devastanti sia dal punto di vista geologico che ambientale e paesaggistico, e non solo all’interno dell’area seiderurgica, si pensi alla situazione delle falde freatiche, all’erosione ed alle frane su tutta la costa.

Un Comune lungimirante deve avere una visione programmatica di lungo periodo, attenta alla fattibilità delle opere, nello specifico deve mirare

  • alla attuazione delle bonifiche ambientali, specialmente quelle che già hanno ottenuto i finanziamenti;
  • allo snellimento delle procedure di approvazione degli strumenti urbanistici
  • al miglioramento delle infrastrutture relative alla viabilità e ai collegamenti da e per Piombino, con il prolungamento della 398 fino al porto come condizione sine qua non per ogni accordo sulle infrastrutture nazionali, e puntare sulla terza viabilità di accesso alla Città partendo da Fiorentina passando per Poggio ai Venti, con arrivo a San Rocco.

Un discorso a parte merita la questione “RIMATERIA”, argomento sul quale la LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO da tempo ha assunto una posizione di ferma condanna, sia rispetto alla decisione di vendita delle quote ai privati, sia rispetto al futuro raddoppio della discarica.

Pensare di sostituire alle bonifiche delle aree S.I.N. L’insediamento di nuovi cumuli di rifiuti significa mettere una pietra tombale ad ogni progetto di sviluppo turistico rispettoso del paesaggio, e mettere in pericolo la salute pubblica, nonché svalutare in modo definitivo il territorio…..chi vorrebbe venire in vacanza qui? Chi vorrà piu’ vivere qui? Chi ci rimarrà?…… A chi potrebbero interessare i beni immobili di questo territorio???

E’ ferma intenzione della Lista CIVICA ASCOLTA PIOMBINO, non solo utilizzare ogni strumento legale per impedire il raddoppio, ma anche costituire in tempi brevi una speciale commissione intercomunale che abbia VERI compiti di vigilanza in collaborazione e sinergia con le rappresentanze cittadine; e sollecitazione dei controlli presso gli enti competenti per quanto concerne il monitoraggio dell’attuale discarica di Colmata ed ogni altro sito in cui si trattano rifiuti, in quanto sono troppi i dubbi che i cittadini piombinesi nutrono circa l’operato dell’attuale amministrazione in merito alla nascita ed espansione della discarica.

2.1b La bonifica e il risanamento delle matrici ambientali (suolo, sottosuolo, acque superficiali e profonde) compromessi, talora irreversibilmente, sono un elemento imprescindibile e prioritario degli obiettivi programmatici di Ascolta Piombino. L’area industriale di Piombino è stata riconosciuta come area di crisi Industriale complessa per la quale è stata ravvisata la straordinaria necessità e urgenza di adottare interventi d’implementazione infrastrutturale, riqualificazione ambientale e reindustrializzazione. Tutti i processi di Bonifica ambientale, di dismissione e messa in sicurezza permanente dovranno avere la massima priorità e Piombino dovrà essere alla guida di questi processi.

La questione Ambientale a Piombino è inderogabile, la politica del PD è evidente, vogliono trasformare Piombino nel più grande polo di trattamento rifiuti d’Italia. Il PD, infatti, ha avallato la richiesta di una nuova discarica da 2,5 milioni di mc, ha approvato la variante urbanistica per l’insediamento di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti anche pericolosi, ha favorito l’insediamento di una piattaforma per lo smantellamento delle navi, ha avviato il formarsi di un’area produttiva ecologicamente attrezzata che potenzialmente per le sue caratteristiche potrebbe ospitare altri insediamenti di trattamento rifiuti, vedi CREO. Ascolta Piombino vuole fermare quest’aggressione al territorio che non ha alcun senso e nessun vantaggio economico se non per chi investe. Adotteremo quindi tutte le misure necessarie, anche urbanistiche, per fermare questo processo; al limite le attività di trattamento rifiuti dovranno contenere volumi esclusivamente dedicati per le nostre bonifiche e per le attività produttive legate alla fabbrica di Piombino. Questo all’interno di un percorso di rivisitazione degli Accordi di Programma delle Bonifiche che non comprendono il ciclo dei rifiuti.

2.2 Lo sviluppo economico

La crisi economica si sposa, a Piombino ,con la mancanza di speranze per il futuro.

  • In ambito industriale siderurgico, alla crisi, non ha corrisposto, negli ultimi dieci anni, nessuna opera di sollecitazione e creazione di alternative pari alla gravità della situazione. La difesa e la qualificazione della siderurgia deve perseguire nuove occasioni di sviluppo in linea con l’evoluzione delle produzioni a livello mondiale; prendere per buono e/o accettabile tutto ciò che viene proposto, senza chiedersi se è realizzabile, se è pura speculazione, se aggrava la situazione ambientale, non fa altro che peggiorare la realtà, dare false speranze e demolire la voglia di ripartire. Lo dimostrano i moltissimi progetti annunciati, perseguiti e falliti. Occorre aggiornare le conoscenze della realtà, delle possibilità del territorio e, contemporaneamente, pensare e perseguire pochi, ma chiari progetti.
  • Per quanto concerne il porto commerciale, il suo ampliamento, e la necessaria attrezzatura delle aree alle spalle, costituiscono un terreno di lavoro primario; si deve però lavorare nel senso esattamente opposto a quello verso il quale ci si è indirizzati negli ultimi anni.

E’ necessario concentrarsi, prima di tutto, sulla concreta fattibilità dei lavori , invece di perseguire e spendere soldi in progetti faraonici e inutili come quelli dell’ultimo Piano Regolatore Portuale.

Concentrarsi sulla realizzazione di quanto già previsto per le attività nautiche e per tutti i mestieri del mare presenti che rappresentano una delle più importanti alternative alla crisi della siderurgia, proprio perché il nostro territorio, per la sua collocazione geografica rispetto all’Arcipelago Toscano, può offrire molto in termini di attività legate al mare sotto tutti i profili:

  • gli approdi per imbarcazioni di tutte le dimensioni con il relativo indotto verso tutte le attività commerciali del luogo;
  • la cantieristica, intesa come produzione di tutti gli accessori ma soprattutto come realizzazione di piccole e grandi imbarcazioni;
  • la pesca e il relativo pescato che, se ben collocati, possono stimolare la creazione di industrie conserviere;
  • lo sviluppo del turismo all’interno della cinta urbana per aiutare e stimolare tutte le attività, non solo commerciali
  • i parchi naturali e culturali strettamente legati al territorio e alla costa che sono una risorsa già presente ma potenziabile che può creare ulteriore occupazione e valorizzazione economica e che si lega anche alla salvaguardia ambientale. Con forti sinergie tra pubblico e privato si potrebbe far compiere un ulteriore passo in avanti a una realtà che fa la differenza nel campo turistico in Italia ed in Europa

2.3 Le risorse umane

Piombino ha bisogno di imboccare un nuovo sviluppo, ma questo non è possibile senza un livello di competenze, conoscenze e abilità aggiornate e diffuse. Non è sufficiente l’organizzazione scolastica, che va comunque aiutata nella sua funzione fondamentale di luogo di preparazione dei giovani, occorre che tutto il territorio sia permeato di occasioni formative legate alle esigenze dei singoli e della società.

La formazione deve rientrare negli argomenti di discussione e di contrattazione a livelli istituzionali come la Provincia, la Regione e l’ Unione Europea, così come, più in generale, le politiche dell’occupazione non possono essere considerate estranee alla responsabilità del Comune.

Date le caratteristiche della popolazione e la situazione economica della città, ASCOLTA PIOMBINO individua alcune priorità fondamentali per le quali il Comune deve essere il centro, nei diversi casi, della discussione e della realizzazione:

– un potenziamento dell’offerta di asili nido e di servizi per la prima infanzia

  • un piano straordinario ma continuo di educazione degli adulti utilizzando le potenzialità dell’elearning e dei solfwear;
  • – un aggiornamento continuo dell’offerta formativa, intesa come offerta integrata di educazione, istruzione e formazione discusso con le istituzioni scolastiche, le imprese e le Università;
  • – un piano straordinario ma continuo di educazione all’ambiente, di attenzione ai beni culturali e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

La cultura non può essere effimera, occorre perciò un’infrastruttura culturale moderna che possa mettere in contatto i cittadini con le realtà e i patrimoni culturali di tutto il mondo; per questo l’archivio storico e la biblioteca debbono diventare una raccolta di documentazione sulla realtà della città per la conoscenza e lo studio e, al tempo stesso, polo multimediale che metta in sinergia prodotti culturali e potenzialità della multimedialità e della rete.

2.4 La politica sociale e sanità integrale

Le politiche sociali sono state completamente appaltate all’Azienda Sanitaria e il Comune, in particolare il Consiglio Comunale, non è stato in grado di esercitare la sua funzione di indirizzo e controllo, infatti le decisioni sulle politiche sanitarie sono state completamente appannaggio dell’Azienda Sanitaria. La conclusione è che i servizi sono diminuiti sia di quantità che di qualità, così coloro che hanno bisogno sono sempre più indifesi e le famiglie sempre più in difficoltà. La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO crede indispensabile una riappropriazione della responsabilità politica delle tematiche sociali e sanitarie da parte del Comune a partire da due fondamentali priorità, gli anziani non autosufficienti ed i giovani. ASCOLTA PIOMBINO crede sia prioritario:

  • un piano straordinario per gli anziani non autosufficienti;
  • – l’organizzazione annuale, insieme agli altri Comuni, di una Conferenza sociosanitaria di zona, con la partecipazioni delle istituzioni e dei rappresentanti degli utenti nella quale discutere le scelte che, poi, sia l’Azienda Sanitaria che la Società della Salute dovranno realizzare, anche valutando l’istituzione del registro tumori e del suo periodico aggiornamento

Il progressivo impoverimento dal punto di vista quantitativo e qualitativo del nostro servizio sanitario, è testimoniato dalle liste di attesa, anche per semplici indagini ecografiche e visite specialistiche, che si sono allungate fino a far attendere le persone diversi mesi, dalla perdita di un numero considerevole di primariati ospedalieri e dall’impoverimento dei servizi territoriali. E’ quindi consequenziale che, per rispondere a queste profonde insufficienze, i cittadini per difendere la loro salute non possono che rispondere pagando e così usufruire dei servizi privati. E’ vero che la minore disponibilità di risorse finanziarie può aver contribuito a questo decadimento, ma è proprio in queste situazioni che chi governa le istituzioni pubbliche responsabili deve assumersi l’onere di decisioni riorganizzative, che permettano di mantenere il livello di difesa della salute dei cittadini. Si è verificato invece che i tentativi di riorganizzazione fatti (intensità di cure) hanno peggiorato la situazione e che, cosa ancor più grave, gli amministratori dei Comuni e i dirigenti della Azienda Sanitaria, invece di mettere al centro della loro azione i cittadini, hanno negato l’evidenza del decadimento pur di difendere le loro posizioni: altro caso eclatante nel quale una politica autoreferenziale non è capace di altro che di difendere se stessa.

La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO, per invertire questa tendenza, propone di attivarsi per far

  • – rilanciare un polo chirurgico degno di questo nome per le popolazioni della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba;
  • – potenziare la cardiologia, dotandola di un servizio di emodinamica senza il quale la cardiologia non ha ragione di esistere;
  • – ristrutturare, potenziare e qualificare il Pronto Soccorso dal punto di vista edilizio, della disponibilità di personale e posti letto, delle relazioni con gli altri servizi e in particolare con quello di radiologia;
  • – ristrutturare, potenziare e qualificare i servizi territoriali al fine di garantire un livello di protezione al cittadino marcatamente indirizzato alla prevenzione, realizzando un rapporto stretto e collaborativo con i medici di famiglia e impedendo il sovraccarico sulle strutture ospedaliere di prestazioni improprie
  • trasformare l’ ospedale di VILLAMARINA in un luogo in cui si curi la persona, oltre che il sintomo, anche con soluzioni alternative alla medicina tradizionale. Il nostro ospedale vive da troppi anni il degrado della rassegnazione: rassegnazione a servizi insufficienti e scadenti, a chiusure di reparti importanti, a costrizione di rivolgersi altrove verso strutture private o lontane, come se i cittadini piombinesi non avessero il diritto di curarsi bene nella loro città, aggiungendo al malessere della malattia, forse anche della malattia in età avanzata, anche il disagio sia per i pazienti che per i loro parenti, di doversi spostare.

Negli ultimi anni ha preso sempre più campo l’utilizzo delle cure complementari, della medicina alternativa, come valido sostegno ed ausilio a quella tradizionale; perché allora non valorizzare i reparti già esistenti nella nostra realtà? Perché sprecare gli spazi, le risorse e le energie del personale di Villamarina? (Senza entrare nel merito dei soldi spesi negli anni per le relative infrastrutture, ampliamenti, ristrutturazioni e via discorrendo).

Le stesse possono essere convogliate nel potenziamento dei servizi già presenti che verrebbero affiancati da ambulatori in gestione CUP in cui figure professionali già formate in fitoterapia, agopuntura, naturopatia, e già presenti all’interno della realtà dell’ ospedale di Villamarina, darebbero un’assistenza migliore al cittadino/paziente ed ai loro familiari, (come accade in numerose altre città in cui questo tipo di assistenza è radicato, integrato e ben funzionante), rilanciando il nostro territorio. Dove il percorso di assistenza partirebbe dalla diagnostica fino al dopo degenza con la complementarietà di nuovi seppur antichi approcci alla malattia ed al malato, rendendo più “invitante” sia per i piombinesi che per gli “esterni” la fruizione dei servizi sanitari all’interno della nostra struttura e dando, di fatto, una nuova vita al nostro ospedale.

  • Creare servizi atti a rispondere alle necessità delle famiglie che devono assistere a familiari anziani, infatti l’ indice di vecchiaia dei cittadini piombinesi è molto piu’ alta rispetto alla media regionale. ASCOLTA PIOMBINO è attenta alle esigenze sempre più cogenti degli anziani e delle famiglie che devono seguirne le necessità e vuole coniugare potenziale lavoro con assistenza all’anziano. Il comune può fare qualcosa, cercando di sostenere le famiglie piombinesi che sentono il bisogno del godimento parziale o totale delle strutture sanitarie assistite per anziani cercando di incrementarne l’uso anche con nuove forme sperimentali, sostenute dalla stessa Regione Toscana delibera 318 del 27/03/2017.

Abbiamo quindi chiesto di valutare attraverso gli uffici competenti, la formulazione di un’ulteriore provvidenza di natura economica da inserire in bilancio, specificatamente afferente alla quota sociale riferita agli ulteriori servizi offerti dalle strutture ospitanti l’anziano e l’adulto disabile, destinata a nuovo supporto delle famiglie che intendono perseguire il criterio della libera scelta. Si tratta di sostenere le famiglie piombinesi e di incrementare il lavoro professionale di OSA e OSS, attivando comparti come quello della formazione, della cooperazione e della libera professione, un modo anche di mitigare il fenomeno del lavoro nero, contrapponendogli organizzazione e professionalità.

2.5 Le risorse

Nelle due ultime legislature sono state dilapidate le risorse comunali, portando il Comune a una situazione di paralisi e sono stati sprecati soldi pubblici in manifestazioni effimere e propagandistiche. Non era necessario mascherare con finanziamenti privati inesistenti progetti costosi e impossibili. La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO propone una linea politica chiara:

  • nessuna imposizione di nuove tasse;
  • – nessun aumento di tariffe;
  • recupero dell’autonomia finanziaria della Parchi Val di Cornia attraverso una migliore azione manageriale della gestione del territorio e delle risorse pubbliche fino, almeno , al pareggio del bilancio
  • – ristrutturazione dei servizi comunali nel senso dell’efficienza e della conseguente valorizzazione della professionalità dei dipendenti comunali.

Non si tratta solo di una saggia politica di rigore, si tratta piuttosto di una politica a favore dell’interesse dei cittadini che vivono una situazione locale di gravissima crisi economica.

2.6 Le pari opportunità e i giovani

Una città è giusta se offre a tutti pari opportunità e permette a tutti di vivere in sicurezza e dispiegare il proprio talento; è questo un processo continuo che una città con i suoi rappresentanti da sola non può garantire, ma che almeno deve riconoscere. Per questo in ogni decisione deve esserci un’attenzione alle pari opportunità di genere, alle pari opportunità per i disabili, alle pari opportunità per i bisognosi e al contempo si devono realizzare servizi e attenzioni specifiche in funzione della particolarità di ogni individuo. Il Comune deve utilizzare tutte le occasioni e le risorse che provengono dalle normative e dai programmi regionali, italiani ed europei.

I giovani sono una risorsa perché rappresentano il futuro; il problema è che seppur il futuro sia loro , le nuove leve non vanno illuse, né tantomeno deresponsabilizzate o addirittura confinate in “riserve indiane”. Il governo cittadino li deve considerare al centro di tutte le politiche dandogli le opportunità per far valere le loro capacità. Per questo il Centro Giovani va radicalmente ripensato al fine di creare spazi di libera espressione. Il Comune deve diventare il collettore di iniziative di informazione dirette ai giovani sulle opportunità date dalle iniziative regionali, nazionali ed europee; deve essere il consulente nei loro confronti perché queste occasioni siano utilizzate, siano esse relative alla creazione di imprenditoria, alla collocazione sul mercato delle loro idee, alla loro aggregazione in reti culturali e imprenditoriali; insomma deve essere un Comune che aiuta e non si sostituisce, che sollecita ed esalta e che chiede impegno e responsabilità.

2.7 L’immigrazione

Piombino è partecipe, così come l’Italia, dei flussi migratori comunitari ed extracomunitari e lo sarà ancora nei prossimi anni. La situazione può essere affrontata solo con coerenti e strutturali politiche di integrazione che vanno dalle politiche della sicurezza a quelle dell’istruzione, da quelle della sanità a quelle del sociale, da quelle della formazione a quelle del lavoro, a partire da una precisa distinzione tra clandestini e regolari. Non servono per questo declamazioni di rifiuto né declamazioni di supina accettazione, piuttosto occorrono azioni continuative e coerenti che includano il rispetto dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini, siano esse piombinesi, comunitari o extra comunitari. Piombino deve diventare una città accogliente e allo stesso tempo severa, alla disponibilità all’accoglienza deve corrispondere una severità nell’esigenza del rispetto dei doveri necessaria per assicurare a tutti una vita serena, tranquilla e sicura. Le responsabilità politiche e amministrative risiedono non solo nel Comune, ma in altre e diverse istituzioni pubbliche; fondamentale è il loro coordinamento e il ruolo particolare che in questo senso deve esercitare il Comune. Gli interventi da attuare non possono essere burocratici e spersonalizzati, quindi è essenziale il ruolo dell’associazionismo e del volontariato che però senza un coordinamento comunale rischia di disperdere i suoi effetti. La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO propone che il tema dell’immigrazione venga affrontato con una visione programmatoria e globale, con la previsione di azioni concrete da realizzare nel campo della sicurezza, dell’istruzione e dell’educazione, della formazione e del lavoro, della sanità e del sociale. Una priorità è data dall’insegnamento dell’italiano, dei diritti e dei doveri dei cittadini e della sicurezza sui luoghi di lavoro per la quale potranno essere utilizzate le metodologie dell’e-learning.

2.8 La sicurezza

I Piombinesi esprimono la necessità di essere messi nelle condizioni di potersi muovere liberamente e con serenità, nelle ore diurne e notturne in tutti i luoghi della città. Ricordiamo che, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, questo non è sufficiente a garantire un livello di sicurezza adeguato alle aspettative dei cittadini. La chiusura degli uffici di Polizia Ferroviaria nella stazione di Campiglia Marittima ha determinato un’evidente mancanza di presidio delle forze dell’ordine sul territorio della Val di Cornia in un’area strategica di percorrenza. La lista civica ritiene necessaria l’istituzione di un “Tavolo per la Sicurezza” con i Comuni della Val di Cornia, per valutare future strategie per il controllo del territorio e favorire lo scambio di buone pratiche e possibili sinergie, di concerto con l’osservatorio regionale sulle politiche integrate per la sicurezza, valutando tutte le opportunità progettuali ivi proposte per interventi a favore della sicurezza urbana e la video sorveglianza, con i relativi investimenti di spesa, cui i Comuni possono attingere. Inoltre ritiene opportuno valutare con attenzione un’integrazione degli strumenti di controllo del territorio che vadano oltre la partecipazione sul tema della civile convivenza, e si proceda alle seguenti indicazioni:

  • Un allungamento dell’orario di servizio della Polizia Locale
  • la contestuale stipula di una convenzione con un istituto di vigilanza privata cui affidare la vigilanza del patrimonio pubblico, dei parchi cittadini e indirettamente il monitoraggio del territorio nelle ore notturne, garantendo una copertura integrale della giornata. (Questo chiaramente sotto l’egida della Polizia di concerto con Questura e Prefettura).
  • l’estensione della richiesta per essere inseriti all’interno dell’operazione “Strade Sicure”, favorendo la presenza di una pattuglia dell’Esercito nelle forme e modi che saranno ritenuti più opportuni.

2.9 a– La Cultura

La cultura è il trampolino di lancio per il futuro; soltanto il cittadino preparato può accogliere nuove idee per la rinascita della città, e soltanto un cittadino pronto e formato è in grado di proporre nuovi progetti. E’ essenziale, pertanto, investire nella formazione e nella cultura: è combattendo l’ “ignoranza” che si allargano gli orizzonti, si abbattono le barriere culturali ed i pregiudizi e si riesce a stabilire dialogo e confronto, e dal confronto nascono idee nuove, cresce la voglia di collaborare, la voglia di partecipare attivamente alla vita ed alla realtà che ci circonda con spirito di rinnovamento e cooperazione.La cultura è quindi centro e partenza per il nuovo sviluppo di Piombino e soltanto attraverso essa si può progredire.

2.9 b

La nostra citta’ in questi ultimi anni si e’ trovata in una grande crisi economica derivante dal crollo della siderurgia, unico centro della sua struttura sociale e di conseguenza ogni ambito della città ha iniziato il suo declino. Questo ha molto contribuito a far si’ che tutto sia andato in regressione, il decoro, l’ambiente ed anche la cultura. Fra le iniziative necessarie alla ripresa dell’ambiente culturale e’ utile un grande impegno, affinché si ritorni a progettare un futuro di cambiamento per i nostri giovani, che dovrebbero sin dalle scuole primarie essere indirizzati dalle stesse e dalla famiglia e dalla società ad approfondire la conoscenza delle materie umanistiche e scientifiche. Certo per questo lo Stato dovrebbe reinserire nelle scuole medie inferiori lo studio del latino, che aiuterebbe i ragazzi a nuove aperture mentali tramite l’esercizio dell’analisi grammaticale. Nella nostra zona ed in tutta la Val di Cornia e’ successo il contrario, sono state sponsorizzate le scuole professionali e siamo addirittura giunti a chiudere il liceo classico perché molte famiglie ritenevano inutili gli studi umanistici per i loro figli, interrompendo così una continuita’ di saperi e conoscenze, il passato, la storia, l’arte, il teatro, la musica, la pittura. Possiamo davvero diventare cittadini Europei senza sapere da dove veniamo e chi siamo? Conoscere il passato, ci fa comprendere il presente e fare i progetti per il futuro. Anche lo stesso Gramsci sosteneva nelle pagine dei”Quaderni dal carcere” che non si studia il Latino o il Greco per parlarlo, bensì per conoscere la civiltà di due popoli….e per far sì che i ragazzi si abituino alla diligenza, alla compostezza fisica, alla concentrazione, si studia queste materie per educarsi a studiare. Gramsci temeva che le scuola professionale degenerasse prendendo il sopravvento sulla scuola “formativa”. Questo ha comportato che la scuola democratica ha perpetuato differenze sociali, inoltre la formazione culturale in generale aiuta anche la cultura di impresa e l’autonomia. Le scuole professionali degli anni 50/60 avevano però un senso, in quanto i ragazzi imparavano un lavoro che dava loro l’opportunità di entrare alle “Acciaierie”. Oggi queste scuole “professionali” avrebbero ragione di esistere ,per ricreare tutte quelle attività lavorative che un tempo si acquisivano con il famoso “apprendistato”. Per cui a livello Nazionale ed in particolare nella nostra città, che ha bisogno di nuove alternative, nelle scuole professionali, oltre alla cultura di base, si dovrebbe insegnare,con insegnanti qualificati che vengono dal mondo del lavoro, i vecchi mestieri: l’idraulico, l’elettricista, il falegname, il saldatore, il sarto. Tutti lavori di grande importanza e necessità, che abbinati ad una preparazione” informatica “, aprirebbero’ nuovi sbocchi di lavoro. Sarebbe bello creare degli edifici scolastici di questo tipo, nelle aree dismesse della fabbrica per creare una trade union tra passato e futuro. Bisogna inoltre, nella nostra città riavvicinare il mondo giovanile alla frequentazione del teatro e del cinema, oltre che a trovare il modo di stimolare i giovani alla lettura, elemento fondamentale per l’evoluzione. Questo va fatto creando un interesse in merito, rivalorizzando i nostri cinema ed il nostro teatro, con l’apertura di nuove strutture per l’estate. Dobbiamo inoltre portare a compimento i lavori della biblioteca Comunale in Cittadella e dare una maggiore aiuto a tutti i volontari di quartiere che si impegnano per creare eventi in Piombino per un”turismo culturale”. La cultura servirà a migliorare l’ambiente, il decoro e questo contribuirà anche ad un maggior rispetto dell’altro ed attenuerà anche gli innumerevoli episodi di “bullismo” che derivano dalla prevaricazione e dalla distinzione delle figure più fragili. Progettiamo quindi con gli enti pertinenti a far ritornare nella nostra Piombino queste scuole, che aiuteranno i giovani ad una maggior apertura mentale ed ad una educazione sociale che li aiuterà ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza. Piombino con la crisi economica che sta subendo da un po’ di anni e’ in profonda crisi economica ed in conseguenza alle possibilità economiche della sua popolazione ha visto crollare anche l’economia commeciale ed artigianale, sostegno importante dell’economia stessa. E’ quindi necessario che il Comune si metta al tavolino insieme alle Associazioni di categoria ed agli assessorati competenti per rivalutare gli orientamenti delle imprese autonome e creare insieme a loro, nuove idee per incrementare le vendite. Crediamo che in base alla Legislazione Nazionale, si possa ritenere nella nostra zona “satura” la presenza della grande distribuzione e necessario invece incrementare l’apertura di negozi più piccoli e tutelarli attraverso nuovi provvedimenti, per evitare che vengano sopraffatti dalle grosse “catene” commerciali. Per garantire un vero decoro, dobbiamo partire dal nostro centro storico, fiore all’occhiello della nostra città. Valorizzarlo pertanto, oltre che visivamente, tramite una maggiore cura dei locali presenti, magari creando idee di abbellimento, con l’inserimento di spazi verdi curati, con colori uniformi che abbelliscono l’impatto visivo dell’ambiente circostante. Tutte le vie che si incrociano con il corso centrale, che ormai hanno delle strade completamente disfatte, potrebbero essere risistemate con una pavimentazione preesistente all’epoca del Palazzo Comunale. Nei fondi, ancora disponibili, attraverso incentivi e nuove idee, si potrebbero dare licenze per piccoli negozi commerciali ed artigianali, anche per attività stagionali, creando un ambiente simile al Borgo di Populonia Alta, con un sistema di illuminazione soft, ma particolare, in modo da rivalutare la frequentazione di questi percorsi cittadini, che per ora non sono assolutamente curati, se non dai residenti. Diventa importante regolare le date di sagre e feste di orientamento politico e vietarle perlomeno nei mesi di luglio ed agosto, per permettere un maggior lavoro alle imprese esistenti. La lista civica, propone inoltre una rivalutazione della zona ZTL, preservando monumenti, edilizia, e persone, con controlli di telecamere che devono garantire al territorio sicurezza e decoro. La città deve ritornare a vivere tutta, compreso la zona dei Portici e piazza Dante, con la presenza dei vigili di quartiere, coadiuvati dalle forze dell’ordine. Questi luoghi devono ritornare al decoro di un tempo, attuando un piano commerciale di rinnovamento per i portici ed uno spazio vivibile per la cittadinanza nei giardini di piazza Dante, che deve ritornare centro di ritrovo, d’incontro, di svago, di lettura, di rispetto dell’ambiente dove giovani ed anziani possono passare piacevolmente del tempo. Con giardini curati e dove la pulizia e l’ordine devono fare da padroni e dove deve essere inserita una illuminazione tale, da poterne usufruire anche nelle ore serali. Gli orari di apertura delle attività commerciali, devono essere più libere ed elastiche in modo che coloro i quali vogliono stare più aperti, lo possano fare, aumentando quindi la possibilità di attrarre all’interno dei negozi un incremento di clientela. Se riusciamo ad attrarre tutto quel potenziale di turismo adiacente alla nostra città, che stanzia nel comprensorio o che passa per l’Elba senza fermarsi, si potrebbero far conoscere le nostre innumerevoli “bellezze” sconosciute a tutto quel turismo che transita tramite un unica strada adiacente alla fabbrica e se ne va senza conoscerci. Quindi maggiore pubblicità in quel tragitto con foto rappresentative dei nostri meravigliosi angoli e con le indicazioni per visitarli.

2.11 Il volontariato al servizio degli animali

Piombino è una Città ricca di volontariato e di Associazioni di volontariato in ogni settore, compreso quello della protezione degli animali. Ogni volontario, anche non associato, e ogni Associazione costituisce un’importantissima risorsa per la collettività e quindi anche per il Comune.

Noi crediamo che questa importantissima risorsa per il territorio vada valorizzata, altro che mortificata!

Proprio  per valorizzarla vogliamo prima di tutto ascoltare, come dice il nome della nostra lista, le  idee, le necessità e le proposte,  di tue le associazioni e dei volontari per valutarle in piena imparzialità e nel pubblico interesse. Perciò se potremo contribuire al governo di questa città chiederemo alle forze politiche con noi alleate di convocarle in  tempi brevi,  istituire un gruppo di lavoro che partecipi attivamente alle questioni e alla loro soluzione, individuando all’interno della amministrazione un referente   competente in queste tematiche e che si impegni  a collaborare senza compensi aggiuntivi.

Noi non promettiamo soldi , sarebbe forse la cosa più facile, promettiamo attenzione e imparzialità.

Piombino ha un canile rifugio in loc. Montegemoli appena inaugurato, di certo non il meglio che si potesse desiderare, ma ormai c’è e noi possiamo solo cercare di migliorarlo, con l’aiuto di tutti. Noi vogliamo che questo canile  diventi un centro di aggregazione per i cittadini, per i giovani, per i disabili, per le scuole, aperto il più a lungo possibile ai cittadini e alle loro idee di miglioramento della gestione e della struttura. Su di esso potrebbe lavorare il gruppo di cui parlavamo sopra , chiunque lo gestisca, perché il proprietario è il Comune e perciò tutti i cittadini.

Piombino ha anche un canile sanitario, in loc. Macelli, che con tre o quattro cani, non di più, tiene in ostaggio quella vastissima area sita in uno dei posti più belli della nostra costa. Va spostato, portato anch’esso a Montegemoli, progettato e realizzato in una maniera più conforme al benessere animale tramite il verde, tanto verde. E liberando così quell’area per destinarla agli scopi urbanisticamente previsti.

Piombino ha anche moltissime colonie feline : vanno censite tutte , aggiornando una banca dati ormai inattuale e ascoltando i bisogni e le necessità delle persone, spesso non associate, che le gestiscono. Insieme all’ASL occorre fare davvero un’opera di sterilizzazione capillare, magari utilizzando anche i veterinari libero professionisti. Perchè noi pensiamo che solo dalle sterilizzazioni di massa si possano trarre risultati validi.

Piombino ha anche tanta campagna e tanti animali come cavalli, asini, galline, conigli e simili di cui nessuno si è mai curato. Noi crediamo che in questo caso, anche insieme ai Carabinieri Forestali, si debbano fare controlli e verifiche per garantire il benessere di questi animali, che non sono definiti di affezione, ma che sono comunque capaci di sofferenza e che hanno una tutela di legge della quale però nessuno si è mai occupato.

E poi ancora le vendite ambulanti, gli spettacoli viaggianti, i maltrattamenti e le uccisioni che purtroppo  avvengono anche da noi. Riteniamo che si debba iniziare a prendere in mano questa situazione per fare sì che il rispetto della legge e una maggiore sensibilità  ci sia anche per loro, perché ne hanno diritto.

Piombino ha anche moltissimi cani di proprietà ( quanti di preciso non si sa, bisognerà che l’ASL Veterinaria ci dia dati precisi e veritieri) che hanno bisogni come aree di sgambo, possibilità di accedere ai negozi e agli esercizi, spiagge dedicate, pensioni e attività collaterali come negozi e toelettature. Dobbiamo darci da fare perché sono bisogni dei cani, ma anche dei cittadini e queste attività, che rappresentano inoltre una fonte di reddito, vanno favorite.

Nello stesso tempo bisogna garantire il rispetto delle regole, prima di tutto sensibilizzando, anche tramite le molte Associazioni, e poi reprimendo, tramite la nostra Polizia municipale. Perché riteniamo che non sia nell’interesse di nessuno e prima di tutto del cane , non raccogliere le sue deiezioni o lasciarlo scorrazzare senza guinzaglio nelle aree dove non è ammesso.

Crediamo molto alla sensibilizzazione, che deve passare prima di tutto per le scuole, ma anche per la stampa, per manifesti e per i social, gestita dal Comune in prima persona, ma insieme a tutti coloro che vorranno aderire.

Il nostro programma è fatto di punti sommari, volutamente, proprio perché vogliamo che esso si definisca e si attui attraverso la condivisione di tutti gli addetti ai lavori, con il Comune come referente e supervisore.

L’impegno per Riotorto: PROGETTO DELLA STERPAIA

La collocazione della frazione di Riotorto ha, da sempre, creato difficoltà amministrative, soprattutto in quanto i residenti non hanno la possibilità di fruire facilmente di tutti i servizi sociali, assistenziali e culturali che vengono garantiti normalmente in seno alla sede centrale. La collocazione geografica, posta a venti chilometri di distanza dalla sede comunale, può sembrare di ostacolo alla buona amministrazione ed alla gestione dei servizi anche da un punto di vista economico, andando ad incidere sui bilanci del Comune; La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO è andata fra i cittadini per ascoltare i loro consigli, per interpretare le difficoltà e trovare le soluzioni più adatte alle loro esigenze, che nascono, come suddetto, nel risiedere distanti dalla sede municipale, indagando fra la popolazione, per capire come rendere più civile la residenza nella Frazione di Riotorto che, da sempre, è parte integrante della municipalità piombinese, per questo mette al primo punto dei bilanci la realizzazione di asili nido, che a Riotorto servono più che altrove, vista la mobilità alla quale sono sottoposti i   genitori per le distanze dai luoghi di lavoro e la realizzazione di centri di aggregazione per gli anziani. La Lista Civica Ascolta Piombino è consapevole che per garantire al meglio i servizi necessari, è importante disporre delle adeguate risorse finanziarie, ma è anche consapevole che nei bilanci devono emergere sempre di più le priorità vere, e che quanto sopra fa parte di esse anche se non ha mai subito l’influenza della monocultura industriale, con La Frazione Riotorto ha il vantaggio di restare il presidio agricolo di sempre ma, vista la sua collocazione in prossimità del litorale, anche quello di sviluppare anche la sua vocazione turistica.

La lista ASCOLTA PIOMBINO ritiene che questo rappresenti una opportunità che altri non hanno saputo cogliere al tempo giusto, e che il futuro della Frazione di Riotorto sia rappresentato dal turismo, oltre che dalla sua naturale vocazione agricola e rurale.

Con la realizzazione del sistema dei parcheggi e tutti i servizi alla balneazione realizzati sulla fascia costiera, nel Parco della Sterpaia, abbiamo assistito ai primi interventi concreti con i quali possiamo affermare che la vocazione balneare di questo parco ha iniziato la propria attuazione, contribuendo, seppur in modo minimo, ad un lento sviluppo economico.

Ma non tutti sanno che la pianificazione dell’intero PARCO DELLA STERPAIA prevede anche e, soprattutto, l’utilizzo delle aree poste a monte identificabili con il vero bosco della Sterpaia, nel quale avrebbero dovuto nascere foresterie e strutture ricettive funzionali alle visite guidate al parco naturalistico, ippovie e attrezzature per il mantenimento e l’uso del cavallo, piccoli centri commerciali per i prodotti tipici e tutte quelle attività tipiche di un parco naturalistico e, in questo caso, anche balneare, che avrebbero potuto e dovuto risollevare l’ente gestore, PARCHI VAL DI CORNIA e metterlo in condizioni di pareggiare i propri bilanci.

La lista civica ASCOLTA PIOMBINO ritiene necessaria la riqualificazione del territorio della STERPAIA a fine turistico che gioverebbe in primis a Riotorto grazie alla creazione di attività di indotto che, geograficamente, si andrebbero a collocare nella frazione; in particolare si andrebbe ad intervenire con opere atte all’accoglienza turistica ricettiva a basso impatto ambientale, nel rispetto del litorale e del territorio boschivo, mantenendo la peculiarità naturale del parco ed andando a creare risorse ludico- sportive sia per la fruizione dei turisti che dei cittadini; nota molto interessante in quanto potrebbe permettere la creazione di attività sportive da svolgere all’aperto tutto l’anno (passeggiate, percorsi naturalistici, percorsi ciclabili, ippovie….) senza necessariamente limitarsi alla stagionalità, di fatto andando a creare un centro di aggregazione la cui ricaduta economica favorirebbe la frazione.

Si andrebbero a rivedere le destinazioni urbanistiche attinenti le aree perimetrali, soprattutto là dove insistono edifici fatiscenti non piu’ utilizzabili da un punto di vista agricolo, e lottizzazioni private atte, di fatto, alla vocazione turistica abusiva. La lista civica ASCOLTA PIOMBINO propone di utilizzare non solo le   risorse pubbliche, ma dare la possibilità ai privati di investire nel progetto, per sanare il territorio, riqualificarlo e creare un vero e proprio distretto turistico. progetto e planiemetria

3.ALLEGATI: (Schede integrative di alcune voci di programma)

Industria e artigianato

Nonostante l’impegno che questa lista civica e tutta la società civile della Val di Cornia metteranno affinché sia mantenuta, magari in forma più ecocompatibile, l’attuale industria manifatturiera dell’acciaio, non si potrà più garantire con essa il futuro economico di questo territorio; occorre quindi cercare valide alternative affinché si superi questo regime di monocultura, che ha sempre condizionato con il ricatto occupazionale le migliori scelte territoriali e di indirizzo economico operabili nel contesto della Val di Cornia.

Naturalmente per fare questo dobbiamo favorire l’insediamento di culture artigianali e industriali alternative, come per esempio l’industria della trasformazione dei prodotti ittici, e l’ insediamento della cantieristica.Per favorire il mantenimento della presenza industriale e il riuso delle aree dismesse, alla luce del decreto 26 – aprile – 2013, che ha riconosciuto l’area industriale di Piombino come area di crisi industriale complessa, alleghiamo una scheda di chiarimento con la quale esprimiamo la nostra visione e le nostre proposte:

LE BONIFICHE DELLE AREE S.I.N. E IL LORO RIUTILIZZO INDUSTRIALE

S.I.N. significa Sistema di Interesse Nazionale ed è una sigla che viene attribuita a tutte quelle aree dove l’inquinamento ambientale supera l’interesse regionale passando la cui bonifica passa, di fatto, nella competenza dello STATO.

Nel caso del Comune di Piombino corrispondono alle aree comprese nel perimetro che va da Viale Unità d’Italia al porto; dalla Geodetica fino a Torre del Sale, comprendendo anche quelle della centrale ENEL.

Circa NOVE MILIONI DI METRI QUADRATI di superficie profondamente inquinata per i quali lo Stato si assume l’onere di bonifica; LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO ritiene che sia una grande opportunità di lavoro per il nostro Comune e per l’intera Val di Cornia, perché le bonifiche tanto di superficie quanto di profondità sono costose e impegnative, e di conseguenza richiedono un grosso contributo di mezzi e di manodopera.

La vera opportunità che noi intravediamo per questo territorio, è oggi rappresentata appunto dalla sinergia di due provvedimenti governativi già assunti a sostegno delle nostre aree produttive: il primo come suddetto è rappresentato dall’impegno dello Stato ad effettuare le bonifiche necessarie e propedeutiche a qualsiasi nuova edificazione, e il secondo dal decreto del 26 aprile 2013 che riconosce l’area industriale di Piombino come area di crisi industriale complessa, i quali, se saputi bene utilizzare, potrebbero indirizzare verso il nostro territorio notevoli risorse economiche. Riteniamo irrinunciabile il percorso procedurale previsto dall’art. 27 del decreto-legge 83/2012, per il quale in situazioni di crisi industriali complesse, dove i territori come il nostro sono soggetti a recessione economica e perdita occupazionale, si deve perseguire l’obbiettivo di un “Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale”, che interessi tutti i territori e tutte le attività coinvolte nella situazione di crisi.

Non siamo sufficientemente esperti per stabilire a priori come sostenere il riutilizzo delle aree dismesse e bonificate, e tanto meno per stabilire il ruolo che in futuro dovranno avere le attuali industrie e le varie attività presenti nell’area di crisi, come la ex Lucchini, La Magona, il porto commerciale, La Dalmine, la Tap – ASIU, e per ultime le aree della ex Centrale ENEL, ma di alcune cose siamo già consapevoli e certi:

  • Che per rilanciare l’area occorre una adeguata infrastruttura, attuabile con il prolungamento della SS 398 fino al porto, e per la cui realizzazione si debbano cercare i finanziamenti anche a livello europeo.
  • Che i piani per l’ambito del porto commerciale debbano mantenere la necessaria coerenza, e che pertanto se fosse perseguito l’obbiettivo del polo di rottamazione navale di livello europeo, sarebbe inutile pensare all’attracco di navi da crociera e, tanto meno, all’indotto della nautica da diporto nell’ambito della Chiusa, che in questo caso dovrebbe necessariamente essere delocalizzato verso la foce del Fiume Cornia.
  • Che le alternative al ciclo integrale delle acciaierie ex Lucchini, in considerazione delle vaste aree prive di impianti tutt’ora a disposizione delle industrie, vadano ricercate verso soluzioni che non penalizzino ulteriormente la struttura urbana.
  • Che le stesse aree dell’ex centrale ENEL di Torre del Sale, dovranno costituire un tema da affrontare nel progetto di riconversione di cui al succitato art. 27, per capire se quelle strutture, compreso il porto, non siano forse più utili per l’indotto della nautica da diporto;
  • Che il porto dell’ Enel sia messo a servizio dei nuovi usi e delle attività di acquacoltura, già presenti e in espansione nelle acque prospicienti .

Rigenerazione Urbana

L’area del SIN è un’ampia parte di territorio (compresa tra i 100 e i 125 ettari) che si incunea fino alle porte della città e che sta progressivamente rientrando nella disponibilità dei cittadini. Noi abbiamo la certezza che questo territorio vada visto come una “eredità” culturale e territoriale che possa permettere alla nostra città di ricongiungersi con la propria contemporaneità e di recuperare il tempo perduto. Come agli inizi del ‘900 la fabbrica aveva bisogno dei cittadini, adesso i cittadini hanno bisogno della riconversione di questo territorio in opportunità per la comunità stessa, mediante interventi operati con cautela e saggezza. L’enorme porzione di fabbrica diventerà gradualmente di nuovo territorio, prendendo avvio dalle bonifiche e dalla messa in sicurezza permanente del suolo. Verranno conservate le preesistenze come memoria storica che serva a ricordarci cosa è stato, e qui sorgerà il parco archeo-industriale che potrà ospitare un polo universitario dedicato al tema delle bonifiche. Alcuni ambiti territoriali già liberati dall’industria pesante potranno ospitare la cittadella dello sport e il polo di formazione sportiva, altri verranno dedicati in futuro al settore terziario, ai servizi ricettivi, sanitari e culturali completamente immersi nel verde. L’esteso parco climatico intessuto attraverso questa trama di preesistenze, sarà la sinuosa spina dorsale che darà ossigeno, reale e metaforico, ai cittadini e alle attività che volessero scegliere questa parte di città. Oltre ad essere barriera percettiva nei confronti dell’industria pesante, sarà anche un prezioso riscatto di chi per troppi anni ha subìto la rinuncia alla salute in favore dell’occupazione: gli abitanti del quartiere Cotone-Poggetto, che si sentiranno finalmente partecipi e integrati con la città. La vegetazione del parco ridurrà la temperatura estiva per effetto della fito-traspirazione, purificherà l’aria e vi immetterà gratuitamente ossigeno, oltre ad offrire una vasta gamma di benefici per la salute come già sperimentato ampiamente in ex-aree industriali europee bio-trasformate: coesione sociale, benefici cardio-vascolari e abilità cognitive, miglior utilizzo del proprio tempo libero, oltre alla mitigazione dei picchi termici estivi e alla regimazione delle acque piovane in caso di eventi eccezionali.

Gli approdi e la filiera nautica:

Il territorio del Comune di Piombino per la sua morfologia e per la sua posizione geografica rispetto all’Arcipelago Toscano e ai principali siti di interesse nautico, ha sempre rappresentato uno dei territori più vocati per l’insediamento di porti turistici e di tutto ciò che attenesse alla nautica e all’uso del mare. Per questo motivo nell’ultimo ventennio le varie amministrazioni comunali hanno dibattuto non poco su dove e come dare soluzione alle richieste sempre più numerose di porti e approdi turistici, di varie dimensioni da realizzare nel nostro territorio.

LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO ritiene che le esigenze locali per l’approdo di barche di piccole e medie dimensioni per i residenti, la necessità di spazi riservati alla flotta peschereccia e al mercato ittico, la destinazione di aree alla cantieristica rappresenterebbero il vero cuore della filiera nautica, e che non troveranno mai sufficiente ed organizzata allocazione nelle aree della Chiusa di Pontedoro che, oltre a essere prive di valide infrastrutture viarie, oltre ad essere limitate ai fini di una possibile espansione della cantieristica, sono anche gravate da costosissimi interventi di bonifica.

Nel ritenere, quindi, che questo tipo di infrastrutture e tutti i mestieri del mare rappresentino anche il futuro economico dell’intero comprensorio, proponiamo la delocalizzazione delle previsioni relative all’ambito della Chiusa di Pontedoro, verso siti più idonei e più praticabili come per esempio quelle aree poste fra il Fiume Cornia e la Centrale ENEL, che oltre a essere esterne al perimetro dei Siti di Interesse Nazionale e quindi non gravate dalle bonifiche, rappresentano per la loro morfologia il luogo ideale dove sviluppare le suddette previsioni e, in particole, quelle relative alla cantieristica che necessita di vaste aree pianeggianti con accesso al mare.

Siamo certi che tali interventi rappresenteranno uno dei motori principali dello sviluppo economico di questo territorio e, allo stesso tempo, grazie alla realizzazione di buoni approdi per la flotta peschereccia e il relativo mercato ittico, serviranno da volano per l’insediamento dell’industria conserviera del pescato, invertendo l’attuale sistema che, in mancanza di tali attività in loco, punta solo sulla commercializzazione e l’esportazione del prodotto.

Misure per le attività commerciali urbane:

Perché si possano adottare misure efficaci per le attività commerciali, bisogna rendere funzionale il tavolo di concertazione degli eventi e della politica di orientamento all’impresa e al lavoro, con la presenza delle associazioni di categoria e gli assessorati competenti, regolamentando e calendarizzando le sagre e le feste di orientamento politico, escludendo il periodo dal 15 luglio al 20 agosto nel quale non potranno essere programmate.

Inoltre sarà necessario classificare il territorio del Comune di Piombino come “saturo” dalla presenza della grande distribuzione nella misura concessa dalla legislazione nazionale.

Nell’ottica di incrementare i servizi del centro storico, La lista civica propone una rivalutazione ed adeguamento relativamente alle ZTL, in quanto devono essere di ausilio sia da un punto di vista “estetico urbanistico” sia da un punto di vista di protezione dall’inquinamento per i monumenti e per l’edilizia di pregio.

Perciò, considerato che la nostra attuale zona a traffico limitato è estesa ad aree prive di dette caratteristiche, riteniamo che il suo perimetro debba essere rivisto e possibilmente ridotto, a partire da Viale del Popolo dove devono essere recuperati parcheggi utili alle attività commerciali.

La proposta, in questo senso, è quella di

– incrementare la presenza del vigile di quartiere e favorire il coordinamento fra le forze dell’ordine;

– riqualificare Piazza Dante Alighieri in quanto simbolo di una città, per agevolare la frequentazione dei piombinesi restituendo loro un pezzo di storia e per riequilibrare il tessuto sociale del centro.

– porre più attenzione al decoro urbano volto a una città più pulita anche tramite l’istallazione di raccoglitori di rifiuti e mozziconi di sigarette, ma soprattutto la concreta applicazione delle sanzioni per chi sporca (cani e persone).

– aumentare l’attrazione turistico-balneare nell’ambito urbano (vedi fruibilità delle spiagge urbane).

Agricoltura:

La Val di Cornia è un contesto territoriale di grandi potenzialità e tradizioni agricole, per questo motivo è necessario adottare delle politiche che tutelino il patrimonio immobiliare e fondiario e che ne impediscano la completa trasformazione per usi diversi. Per questo, se da una parte è importante sostenere lo sviluppo dell’agriturismo di qualità e il riuso del patrimonio edilizio esistente non più produttivo, dall’altra è necessario impegnarsi per stimolare azioni di governo che tutelino il presidio agricolo per favorire l’integrazione tra agricoltura e ambiente in grado di qualificare il territorio da un punto di vista produttivo e paesaggistico. Per mantenere quindi in produzione i fondi agricoli è importante rafforzare ulteriormente le azioni di tutela della risorsa idrica attraverso il sostegno e il miglioramento delle infrastrutture rurali (viabilità, acquedotti, dotazioni tecnologiche) e diffondere l’agricoltura biologica attraverso iniziative tese a incoraggiare la salvaguardia del paesaggio rurale, elemento fondamentale dell’economia e dell’offerta turistica. Non da meno è necessario il rafforzamento della zootecnia e del settore ittico della Val di Cornia, incentivando connessioni con l’industria di trasformazione dei prodotti.

Il prolungamento della statale 398:

Fa un certo effetto sostenere ancora oggi che la Città di Piombino è isolata dalla viabilità nazionale perché l’unica strada che ha, favorisce solo l’ingresso e presenta grosse difficoltà nello smaltire il traffico in uscita, che per raggiungere il porto commerciale di interesse nazionale bisogna attraversare il centro urbano e non si può disporre di un collegamento autostradale diretto con la rete nazionale e internazionale. Alla soluzione di questo problema, benché abbia sempre rappresentato uno dei principali obbiettivi di governo di questa Città, si è cercato di porre soluzione solo negli anni novanta con la stesura dell’ultimo P.R.G., proponendo il tracciato urbanistico che prolungava la statale 398 da Montegemoli fino al porto commerciale definendo una volta per tutte la più importante infrastruttura per la crescita delle attività portuali. Sono passati ormai ben 20 anni dall’approvazione di quel P.R.G, ma da allora è stato fatto ben poco per realizzare questa strada, salvo enfatizzarne la fattibilità tramite le risorse economiche promesse per l’arrivo dei fanghi di Bagnoli che, puntualmente, come tutte le enunciazioni fatte sul tema dall’Amministrazione si è dimostrata carta straccia. E, sempre l’Amministrazione Comunale, ritenendo che tale viabilità non fosse più una infrastruttura strategica di importanza nazionale, per la quale lottare per ottenere stanziamenti specifici, pensò bene di farla passare per un’opera compensativa della futura autostrada tirrenica. Su questo argomento negli ultimi anni si è detto di tutto e si sono sprecati fiumi di inchiostro, ma l’unica cosa certa che resta è l’incauto protocollo d’intesa che il Comune di Piombino, non sapendo più che pesci prendere dopo il fallimento dei fanghi di Bagnoli, ha sottoscritto con la SAT-Soc. Autostrade Toscana; un protocollo con il quale questa comunità ha di fatto rinunciato alle finalità principali di questa infrastruttura, accettando il suo prolungamento solo fino al Gagno con tutte le criticità che ne derivano, a partire dalla mancata crescita del porto commerciale fino alla impossibilità di realizzare il porto turistico sotto Poggio Batteria, particolarmente condizionato dalle norme vigenti all’arrivo della 398 sul porto. Noi, invece, riteniamo che si debba lottare per ottenere il prolungamento della 398 fino alle aree portuali come previsto nella strumentazione urbanistica e sosteniamo la sua valenza strategica di carattere nazionale e internazionale, per la quale giustamente devono concorrere alla sua realizzazione il nostro Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, compreso tutta la Comunità Europea, non considerandola un’opera compensativa legata solo ai disagi provenienti dall’occupazione della Variante Aurelia da parte della Soc. Autostrade, che per noi questo è un altro capitolo.

La Fiorentina – S. Rocco:

In tema di infrastrutture questa Città non ha solo bisogno di realizzare il prolungamento della statale 398, che resta pur sempre il primo obbiettivo, ma necessita anche di un’alternativa all’attuale tre corsie che da Fiorentina fino al Capezzuolo regola il traffico in ingresso e in uscita da Piombino. Nonostante l’eventuale realizzazione della 398, che rappresenterà una viabilità specifica per le aree portuali e, di fatto, molto decentrata a Est rispetto all’abitato, l’ingresso e in particolare l’uscita dalla Città e da tutta la zona posta a Ovest, continuerà a svilupparsi sull’asse diretto verso Fiorentina; quindi noi proponiamo in alternativa a una strada di tre corsie come quella attuale, una bretella che da Fiorentina, attraversando la zona di “Santa Maria”, si raccordi con l’attuale viabilità che da S. Rocco conduce all’ospedale di Villa Marina e al quartiere di Salivoli e Ghiaccioni, senza andare a interessare aree di pregio ambientale come il tracciato tanto discusso della Fiorentina – Ghiaccioni.

L’autostrada:

Per quanto concerne il tema molto caldo dell’Autostrada Tirrenica Livorno – Civitavecchia, noi siamo per il completamento naturale dell’opera e cioè il completamento ideale della superstrada da Grosseto a Civitavecchia da parte dell’ANAS; tale sarebbe l’obbiettivo primario se ci fossero le risorse economiche. Dell’Autostrada non diciamo che sarebbe inutile, ma di certo non di primaria importanza; diversamente, se si vuole realizzare un’autostrada, sovrapponendosi alla variante Aurelia, si dovrebbe prima individuare la viabilità alternativa e renderla fruibile, cosa che allo stato attuale non sembrerebbe possibile. Comunque, se l’opera autostradale fosse portata a termine, noi a nome di tutti i residenti sosterremo la richiesta dell’esenzione dal pedaggio per il mancato uso del bene pubblico a loro sottratto.

Viabilità urbana e parcheggi:

La viabilità urbana e le aree di sosta esistenti nella Città di Piombino si basano ancora su un progetto guida del 1989, che proprio per la sua natura doveva essere verificato nel tempo e possibilmente adeguato. Questo non è mai avvenuto e, infatti, ci ritroviamo il collegamento fra le aree del Semaforo e quelle dei Ghiaccioni (per intendersi: quelle più a Est e quelle più a Ovest), che nel periodo estivo è garantito solo da Via della Resistenza e Via Medaglie d’Oro della Resistenza, quando il traffico per l’Elba lo consente; in alternativa, possiamo contare sul collegamento lato mare che, quando non è chiuso per le manifestazioni estive, è garantito da un pertugio di pochi metri in angolo con Piazza dei Grani. In sintesi possiamo teoricamente contare su due collegamenti: uno che si scontra con il traffico per il porto commerciale e l’altro con le attività estive del centro storico. Noi non siamo tecnici del traffico e non abbiamo una soluzione preconfezionata, ma siamo convinti che vada ricercata, perché questa viabilità non potrà garantire ancora per molto i flussi di traffico da una parte all’altra della Città che, specialmente dopo l’arrivo della 398 sul porto, aumenteranno di gran lunga.

UNO DEI CAPITOLI PIU’ IMPORTANTI DA TRATTARE ALLA VOCE VIABILITA’ URBANA, E’ RAPPRESENTATO DALLA ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

La lista civica Ascolta Piombino ,con lo slogan ” DOVE ARRIVO IO,ARRIVI TU “, ci tiene a ricordare che la libertà di muoversi autonomamente all’interno della propria città deve essere un diritto di tutti, e per far si che questo slogan non resti solo una frase buttata là per fini elettorali, ma diventi una realtà, ha intenzione di procedere con un programma volto all’ abbattimento totale delle barriere architettoniche presenti in città. Il Comune di Piombino nei nostri progetti dovrà diventare una città a misura di disabile. La nostra intenzione, una volta insediati, sarà quella adottata anche in altre città, ovvero quella di ricercare il sostegno e la collaborazione delle associazioni con le quali redigere un vero e proprio progetto, partendo dall’indagine e dalla quantificazione di tutte le barriere esistenti nella nostra città. Il programma di abbattimento delle barriere interesserà anche le scese a mare della costa piombinese, con l’istallazione ove il territorio lo consenta di apparecchiature idonee a risolvere i problemi di accesso, per permettere a tutti di poter usufruire del ” proprio” mare.

I Parchi Urbani:

La politica urbanistica degli anni ’70 e ’80, con l’istituto della “concessione per costruire”, ci ha tramandato vaste aree naturalistiche interne all’area urbana destinate a parchi urbani. Le principali aree che hanno assunto dette caratteristiche sono: Il Falcone, I Quattro Pini e il Semaforo; alcune di queste, tipo il Falcone, sono fra quelle più note alla popolazione residente perché in qualche modo sono sempre state fruibili, anche grazie all’impegno profuso dai volontari del quartiere. Gli altri due parchi, invece, sono rimasti praticamente inaccessibili dalla loro acquisizione, anche se attengono a tempi diversi; le aree del parco urbano del Semaforo sono recenti in quanto pervenuteci in seguito all’edificazione convenzionale dell’ambito, quelle dei Quattro Pini, invece, facevano parte del demanio pubblico già negli anni ottanta e non esistono quindi scuse che giustifichino sia la difficile frequentazione da parte dei residenti, che l’impossibilità di accesso anche alla protezione civile. Tutto ciò lo denunciamo come incuria per la quale non esistono né scuse né aggravi di bilancio, perché alle amministrazioni che si sono avvicendate dagli anni settanta a oggi e ai loro assessorati alla cultura e all’ambiente è sempre mancato quell’approccio culturale necessario per capire che non si può solo propagandare , ma si deve anche agire. Noi per il senso civico che ci distingue, ci impegniamo a rendere utilizzabili questi percorsi non solo da camminatori , da amanti del footing e ciclisti, si darà la possibilità, attraverso navette elettriche ,di fruire di tali zone anche a persone anziane, disabili e giovani coppie con passeggini al seguito. Il percorso una volta ultimato renderà raggiungibili diverse calette della zona : Spiaggia Lunga, Fosso alle Canne, Cala del termine, Punta galera, Cala San Quirico e Buca delle fate, e terminerà nel Golfo di Baratti. Per il raggiungimento delle cale sottostanti dovranno essere realizzati nuovi accessi in luogo di quelli esistenti ad oggi difficoltosi e pericolosi. Per rendere più funzionale la pista si renderà necessaria una revisione dell’attuale Piano Particolareggiato della Costa Urbana per collocare, in prossimità delle varie scese a mare, dei chioschi in legno che forniscano servizi quali noleggio sdraio e ombrelloni, somministrazione bevande e alimentari. L’intero percorso che dovrà avere delle caratteristiche strutturali tali da poter permettere l’accesso a un mezzo di soccorso, permetterà ai frequentatori di ogni genere la visione di una Piombino che non è solo fabbrica e fumi. Al fine di favorire anche l’uso del Parco Urbano della Tolla, meglio identificato come “ Promontorio del Semaforo”, riteniamo che il relativo Piano Particolareggiato debba prevedere un’area da destinare ad una particolare disciplina sportiva: Tale area, che in questo caso dovrà essere realizzata a carico del Comune, dovrà essere dedicata principalmente agli adulti e agli anziani, chiamata “area fitness. Dovrà ospitare esclusivamente attrezzature per la ginnastica dolce adatte all’età adulta e senior. Il parco dovrà inoltre ospitare anche impianti e attrezzature sportive a fruizione libera, e in particolare percorsi ginnici attrezzati, dove poter effettuare esercizi di stretching, di riscaldamento, di rafforzamento muscolare, di coordinamento e abilità.

La costa urbana:

Piano Particolareggiato della Costa Urbana: Per quanto attiene il turismo urbano il principale riferimento è Il piano particolareggiato della sua Costa, che rappresenta anche lo strumento nel quale risiedono le speranze per la crescita economica dell’intera città. Attualmente sono state attuate solo alcune previsioni, ed in particolare solo quelle di iniziativa privata. Tuttavia, anche se attuassimo l’intero scenario, il piano nella sua interezza resterebbe comunque privo delle scelte forti, quelle depurate dai vincoli ideologici, necessarie per il decollo dell’economia del centro storico e dell’intera città. Uno degli ambiti più accreditati del piano, e sul quale risiedono effettivamente le maggiori speranze, è quello degli ex macelli pubblici, ovvero una parte consistente di tutto Poggio Batteria, perché in prospettiva di diventare il primo sito di servizi alla balneazione al quale approdare pervenendo dal prolungamento della 398. Pertanto, la Lista Civica Ascolta Piombino, nel sostenere l’attuazione delle scelte già operate per l’utilizzazione di dette strutture, ritiene necessaria anche l’utilizzazione degli edifici attinenti la ex caserma dei pompieri, per ampliare il concetto di ambito di servizio fino a distretto del benessere e del turismo balneare. Perché ciò possa assumere interesse nei bandi di assegnazione, è necessario rimuovere tutti gli ostacoli che ne possono impedire l’attuazione: quindi diventa imperativo delocalizzare il canile municipale, che non rispecchia più gli standards regionali, ma anche il vecchio poligono di tiro, che già confligge con le nuove residenze. Anche il vecchio Centro Velico, del quale è rimasto solo il nome, sembra funzionare. Tuttavia non averlo destinato totalmente per servizi alla balneazione ha reso l’intervento improduttivo in relazione alle potenzialità della risorsa. La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene che quello sia un ambito da mettere a disposizione di una sola attività, per garantire maggiori investimenti e una maggiore produttività. Pertanto anche la destinazione funzionale dell’edificio è opportuno che assuma nuovi indirizzi, e possibilmente anche ragionati ampliamenti. Un’attività con maggiori servizi potrà in futuro garantire anche interventi su gli accessi assistiti di cui le nostre coste necessitano. Se noi riusciamo a trasmettere la visione del triangolo di interesse nautico e paesaggistico, formato dalla Marina di Piombino, l’Isola d’Elba e Baratti, dove si può sviluppare il concetto delle barche a noleggio che possono percorrere i tre lati lasciando la barca a discrezione in uno dei tre poli, e dove gli stessi percorsi possono essere coperti anche da itinerari di taxibooat. Non sarà difficile mettere a bando pubblico un’ambiti di servizio come quelli da comporre con il patrimonio di Palazzo Appiani, Centro Velico, ex licei e piazzale di alaggio, con destinazioni legate al pernottamento, alla nautica minore e carrellabile e alla balneabilità, e veicolare allo stesso tempo l’interesse dell’imprenditoria di settore. Detto ciò, è necessario che tale enorme risorsa assuma destinazioni più coerenti con le necessità di questa città. Non possiamo più permetterci di tenere improduttivo un bene cosi ambito. Pertanto anche il piazzale di alaggio compreso il nuovo edificio della ex lega navale è necessario che diventi un centro di servizi alla balneazione e alla nautica carrellabile, al pari del “centro velico”. Perché la costa urbana possa veramente diventare una risorsa, e garantire un minimo di alternativa a quella industria che non c’è più, e nella quale si possa veramente costruire servizi di ogni genere per residenti e turisti, è necessario che la costa rocciosa, come quella urbana, diventi fruibile in termini di accessi e in termini di balneabilità. Perché ciò avvenga è necessario che la nuova e la vecchia imprenditoria sia motivata dalla possibilità di realizzare, come già avviene in altri siti turistici in prossimità delle scogliere, ampie platee con materiali anche amovibili per permettere il soggiorno dei bagnanti, unendo il fascino della scogliera alla comodità della “terrazza”. Se gli interventi potranno assumere dimensioni produttive, anche per gli accessi potranno essere garantite risorse sufficienti per renderli sempre più agibili. Un’altro sito già presente nel Piano della Costa Urbana che potrebbe diventare di interesse commerciale, è rappresentato dalle vaste aree dell’ex campino di calcio dei Frati. Se dette aree potessero fruire delle sottostanti scogliere artificiali, recentemente costruite per la messa in sicurezza della falesia, e adibite con modesti interventi a servizi alla balneazione per permettere il soggiorno dei bagnanti, potrebbero assumere un marcato interesse imprenditoriale per la realizzazione di un resort al pari di Via Amendola, con il quale comunicare in termini di viabilità pedonale. La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene che il vasto ambito venutosi a creare fra l’approdo turistico di Salivoli, il sistema dei parcheggi ad esso correlati, il parco urbano del Falcone, la spiaggia di Calamoresca e le aree attualmente utilizzate dal campo di calcio di quartiere, debba essere rivalutato e reso organicamente funzionale alla risorsa stessa e all’intero promontorio. La Lista Civica non sa se l’approdo debba essere ampliato, ma è sicura che se fosse trasformato in porto turistico il suo indotto sarebbero fortemente avvantaggiato. La Lista Civica ritiene inoltre che il sistema suddetto, di cui l’approdo ne è parte integrante, sia carente di un centro servizi di qualità, che anche in questo caso risponda alle esigenze di pernottamento, ristorazione, attrezzature ludiche, mobilità verso il promontorio per la fruizione delle risorse balneari meno raggiungibili, e anche per la stessa gestione del parco urbano del Falcone; e che la realizzazione di detta struttura coincida con la necessità di delocalizzare l’attuale campo di calcio del Quartiere Salivoli verso aree più vocate.

Il decoro e l’arredo urbano e Piazza D. Alighieri:

Abbiamo affermato molte volte che per realizzare strutture ricettive nell’area urbana di Piombino bisognava rendere fruibili le spiagge urbane e sgombrare dal degrado tutte le aree da adibire a servizi per la balneazione e per la nautica; benché tutto ciò resti prioritario, bisogna anche riflettere e porre attenzione alle condizioni ambientali in cui versa la maggior parte delle aree urbane. A prescindere da pochissime realtà dove il verde è mantenuto e arredato per creare un’immagine molto superficiale, per il resto non brilliamo certo per pulizia e decoro. Alla Città di Piombino serve un adeguato arredo urbano, che non esiste, e una azienda di operatori ecologici che intervenga quotidianamente su tutte le aree pubbliche, non solo su quelle ritenute principali, senza strumentalizzi le proprie deficienze, come nel caso delle falesie di Piazza G. Bovio le quali non vengono pulite sistematicamente per poi enfatizzarne l’esecuzione una sola volta all’anno. Servono interventi di manutenzione del verde urbano e le risorse necessarie vanno ricercate nelle economia di spesa, fatta operando nell’ottica delle priorità, perché il mantenimento del bene pubblico viene prima dell’associazionismo. Serve dotare in maniera omogenea tutta la struttura urbana di raccoglitori per l’immondizia perché, per esempio, non possiamo giustamente chiedere ai possessori di cani di prelevare le deiezioni, quando poi non gli diamo la possibilità di depositarle.

Le aree pubbliche dimenticate in Loc. Ghiaccioni:

Anche in Loc. Ghiaccioni, come per i parchi urbani trattati precedentemente, il Comune di Piombino è proprietario di vaste aree ottenute anch’esse dai vari costruttori che hanno edificato le zone circostanti. Queste aree entrate a far parte in varie riprese del demanio pubblico già a partire dagli anni sessanta, sono state utilizzate a tutt’oggi in minima parte solo per realizzare il pattinodromo e il campo di rugby, ma tutto il resto che ammonta a circa 60.000 mq giace in stato di abbandono da decenni, salvo l’utilizzo estemporaneo di qualche cittadino che, con dubbio titolo, le utilizza come orti familiari. Queste aree che vanno dalla strada prospiciente le scuole elementari dei Ghiaccioni fino al complesso residenziale Marina di Salivoli, a monte e a valle degli impianti sportivi suddetti, hanno una destinazione a verde pubblico e per lo sport che viene reiterata, puntualmente, ogni qual volta se ne presenta l’occasione nei piani urbanistici di carattere generale, senza per questo vederne mai l’attuazione. Non solo queste aree non vengono attrezzate allo scopo, ma è sotto gli occhi di tutti il degrado, l’abbandono e la sporcizia che ormai le distingue da anni e che indigna il senso civico di chiunque; noi riteniamo che tutti coloro che amministrano un territorio e non dispongano di risorse necessarie per attrezzarlo agli scopi predefiniti, debbano comunque mantenerlo nelle dovute condizioni igieniche e non farlo degradare. Considerato che nella Città di Piombino non esistono parchi alberati e attrezzati per bambini che si possano davvero definire tali e dove la loro dimensione e la possibile ombreggiatura possa consentire passeggiate e soste prolungate, noi proponiamo di intervenire nelle suddette aree allo scopo di mitigarne il degrado, renderle dove possibile immediatamente fruibili, e provvedere alla redazione di un progetto organico che inquadri i circa sei ettari di terreno disponibili, in un parco attrezzato e ombroso per bambini e persone di tutte le età, con caratteristiche tali da consentire soste anche prolungate a tutti.

Parco VIII Marzo

In virtù del fatto che è importante predisporre e curare luoghi dove i bambini possano giocare e socializzare, crediamo che l’amministrazione dovrebbe impegnarsi per migliorare le condizioni in cui versa il Parco VIII Marzo attraverso la presenza di attività ludiche e giochi gonfiabili da affidare non solo al pubblico ma anche al privato, attraverso un’apposita convenzione che consentirebbe così una migliore gestione e manutenzione dell’area senza inoltre gravare interamente sulle casse pubbliche.

Le società partecipate e i servizi erogati:

La società civile si è interrogata per recuperare l’equità dei costi relativi all’erogazione di servizi primari, come quello della distribuzione dell’acqua potabile e della raccolta dei rifiuti, discutendo sull’opportunità di darli in gestione all’ente pubblico o società partecipata oppure al privato. Per quanto ci riguarda noi crediamo che sia fondamentale il metodo con il quale si individua il gestore, perché ha poca importanza se è pubblico o privato, l’essenziale è che non sia monopolistico, senza concorrenza o obbiettivi di contenimento; conterà sempre poco il concetto di privato o pubblico nel caso in cui entrambi faranno il proprio interesse, il privato per la sua natura e il pubblico per ingrassare i consigli di amministrazione e il politici di turno stipendiati a vari titoli. Per questo si deve creare un sistema dove il soggetto gestore è controllato dal soggetto concedente e dove il gestore deve operare su concessione a termine. Il controllo significa verifica degli obblighi convenzionali (vedi prezzi), verifica del patrimonio (stato di conservazione di quanto dato in concessione in termini di beni immobili e mobili), verifica, quindi, di tutti quegli impegni che il gestore si era assunto per vincere e ottenere la concessione; il termine, invece, significa concessione sottoposta a rinnovo con formalità istruttoria, da esercitare dopo un certo numero di anni prestabiliti e che, in sostanza, significa rimettere a bando l’oggetto della concessione stessa se mancano i presupposti per rinnovarla al titolare di turno. Per fare questo è necessario che, a prescindere dalla natura del soggetto gestore (società a partecipazione pubblica o privata), l’ente di origine del bene ritorni necessariamente nel pieno possesso delle strutture costituenti il sistema di erogazione del servizio.

La residenza:

Le previsioni residenziali contenute nel P.R.G. tuttora vigente, si stanno dimostrando quasi eccessive per la mancanza di domanda in proporzione all’offerta, pertanto non si propone nessun aumento di edilizia residenziale e tanto meno fuori dal perimetro urbano, si propone solo completamento puntuale e recupero del patrimonio edilizio esistente. I piani per l’Edilizia Economica e Popolare per noi dovranno essere circoscritti alle sole residenze da costruire a totale carico dello Stato e della Regione, mentre l’uso degli strumenti di edilizia convenzionata dovrà essere consentito solo nei programmi integrati di intervento per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Tuttavia, vista la necessità di operare il recupero ambientale e paesaggistico dei territori posti in Loc. Fabbricciane e Torrenova, interessati dal fenomeno delle lottizzazioni abusive, la nostra Lista Civica intende perseguirlo mediante piani di lottizzazione finalizzati alla realizzazione di residenze turistiche: Per spiegare il perché di questa scelta è necessario ripercorrere brevemente la storia di questo fenomeno, che già nei primi anni settanta si manifestò con le prime richieste di soggiorno turistico sul nostro territorio, avanzate da quella popolazione toscana che, approfittando del possesso ormai diffuso dell’automobile, cominciò a vedere realizzato il vecchio sogno della balneazione estiva di massa, che in breve si trasformò in una richiesta di strutture di servizio, e di pernottamento. Il Comune di Piombino non solo non aveva strutture turistico ricettive e di servizio alla balneazione, ma non intendeva nemmeno dotarsene, ed è per questo motivo che specialmente in zone come le Fabbricciane, Torre Nuova e La Sterpaia, cominciarono i frazionamenti dei terreni agricoli dando inizio all’era delle lottizzazioni abusive, che impegnarono non poco le Amministrazioni Comunali di allora. A differenza della Sterpaia, alle Fabbricciane e a Torrenova dove l’impegno è risultato inferiore e i condoni degli anni ottanta e novanta hanno fatto il resto, la situazione di degrado ambientale e paesaggistico è diventata irreversibile. In questi luoghi la criticità maggiore è dovuta principalmente alla mancanza di urbanizzazioni ed in particolare la mancanza di condotte per la depurazione, che li rende pericolosi dal punto di vista igienico-sanitario. Pertanto intendiamo porvi rimedio e, al pari del Mortelliccio dove per liberare la Sterpaia furono autorizzate 150 ville a 100 mt. dal mare, riteniamo necessario adottare anche per le Fabbricciane e Torrenova piani di lottizzazione per la realizzazione di residenze turistiche. Questi territori che nella totalità ammontano a circa 1.500.000 di Mq., più o meno quanto tutto Salivoli compreso I Ghiaccioni, adeguatamente indicizzati potrebbero garantire la costruzione di almeno 1.500 villini di 200 Mc. l’uno, senza consumo di nuovo territorio e per di più ottenendo un recupero ambientale e paesaggistico di quello compromesso, risollevando contemporaneamente l’impresa edile presente sul nostro territorio. Noi non vogliamo certo premiare coloro che hanno commesso abusi, ma dal momento che sono inamovibili per via anche dei condoni, e per di più arrecano costantemente un danno all’ambiente, riteniamo che una concessione a costruire qualcosa di funzionale, bello e pulito sia un vantaggio per tutti.

L’ambiente:

Le misure da adottare necessarie al mantenimento delle condizioni ottimali dell’ambiente sono la promozione di una cultura industriale responsabile e sensibile alle esigenze del territorio, innalzando la statura contrattuale della città nel confronto con la fabbrica, riducendo in modo drastico e stabile le emissioni inquinanti nell’atmosfera ed abbattere la concentrazione delle polveri fini e riducendo il prelievo di acqua di falda da parte della grande industria. Inoltre si deve riacquistare progressivamente le aree industriali in concessione e in proprietà non più utilizzate dal ciclo industriale e destinarle a utilizzi economico-produttivi di interesse generale, dopo le necessarie bonifiche. In più, sarà necessario utilizzare le aree di Città Futura solo per parcheggi, viabilità di collegamento con la Borgata Cotone e per creare una zona arborata che faccia da filtro tra la fabbrica e le residenze, demolendo tutto il resto e proseguendo con le bonifiche, che per questo ambito hanno ottenuto i dovuti contributi. Tutte le aree precedentemente e attualmente occupate dall’industria, compreso l’intero porto commerciale fino a comprendere la centrale ENEL, sono ricomprese nel perimetro delle aree SIN (Siti di Interesse Nazionale) e quindi destinate alle specifiche bonifiche come da prescrizioni. Considerato che dall’Italsider all’Ilva sino alla Lucchini il comun denominatore inquinante è stata la stessa industria e considerato che nello stato in cui si trova attualmente è impensabile che provveda come dovrebbe, è necessario che le amministrazioni comunali, quando pongono tali questioni in sede governativa, debbano presentare ogni qual volta possibile il problema ambientale, altrimenti non potremo più utilizzare dette aree in quanto, nelle more delle bonifiche, non possono essere oggetto di nuove costruzioni e infrastrutturazioni. Infatti è impensabile provvedere con risorse locali, per tutte quante, come intende fare l’Autorità Portuale, intervenendo direttamente su quelle recentemente acquisite dal Comune di Piombino.

Mobilità elettrica

La Lista Civica Ascolta Piombino persegue la tutela della salute dei cittadini anche attraverso il miglioramento della qualità dell’aria e intende adottare linee strategiche volte a contenere i consumi e gli impatti negativi prodotti dal traffico veicolare privato al fine di pervenire ad un rapporto auto/residente/turista vicino ai parametri europei e considera tra gli obiettivi prioritari il risanamento e la tutela della qualità dell’aria, tenuto conto delle importanti implicazioni sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Quindi propone di promuovere l’incentivazione dell’uso dei veicoli ecosostenibili, con la previsione di utilizzo di specifiche risorse regionali e provinciali, in accordo con ENEL S.p.A., per incentivare lo sviluppo dell’elettrico nei trasporti pubblici e privati attraverso un’infrastruttura innovativa per la ricarica delle auto e delle biciclette elettriche e dei veicoli per il trasporto di persone e merci, avuto riguardo anche alla logistica urbana e alla mobilità turistica e, per quest’ultima, prevedendo il noleggio di auto (a due o quattro posti) e biciclette elettriche che possano permettere ai turisti di visitare a zero emissioni (inquinanti e acustiche) la nostra città, senza i limiti imposti dalle ZTL usufruendo, gratuitamente, dei parcheggi che sono di norma a pagamento. La Lista Civica Ascolta Piombino riconosce che la mobilità elettrica presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell’inquinamento sia atmosferico che acustico; inoltre la mobilità elettrica offre la possibilità di numerose applicazioni a livello cittadino, tra le quali la mobilità privata su due e quattro ruote, il trasporto pubblico e la logistica urbana, tenuto conto che ENEL S.p.A. ha ideato un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica dei veicoli elettrici (Pole Station e Box Station), gestite con le più avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota, in grado di rispondere alle attuali e future esigenze di una mobilità urbana evoluta e sostenibile.

Le Istituzioni:

Rafforzare il ruolo del Consiglio Comunale nei suoi compiti di indirizzo, programmazione, monitoraggio e controllo, per riequilibrare i rapporti tra lo stesso, il Sindaco e la Giunta, modificando lo Statuto del Comune in tal senso e dando la possibilità, sulle decisioni fondamentali, di utilizzare anche esperti autonomamente scelti permetterebbe di dotare i gruppi consiliari delle strutture e dei mezzi necessari per svolgere le loro funzioni in piena consapevolezza e autonomia. L’attribuzione degli incarichi dirigenziali del Comune e delle Aziende partecipate deve procedere con procedure di selezione pubblica che seguano criteri orientati al merito, alla capacità di innovazione e all’esperienza. Eliminando i Consigli di Amministrazione delle Aziende partecipate, inoltre, si potrà favorire la partecipazione reale dei cittadini nelle decisioni di maggior rilievo, dando seguito anche alla legge che la Regione Toscana ha emanato, così da consentire un uso del referendum consultivo più agevole, prevedere, in sede di approvazione del Bilancio Comunale, una seduta di approfondimento e discussione dei bilanci e delle linee di indirizzo delle società partecipate dal Comune e prevedere che organi come quello dei Sindaci revisori siano nominati dal Consiglio Comunale e a esso rispondano esplicitamente e pubblicamente. Istituire, infine, il registro dei professionisti al quale attingere per affidare gli incarichi e le consulenze in casi eccezionali e comunque a seguito di procedure di evidenza pubblica, dovranno seguire criteri di assoluta trasparenza, così da favorire un’opportunità anche per i giovani nei confronti di figure già affermati.

Lo Sport:

In tema di sport l’obbiettivo della lista civica Ascolta piombino e’ quello di operare sul territorio attraverso una sana e corretta promozione dell’attività sportiva. Per noi educare allo sport significa educare al rispetto delle regole e quindi anche al vivere civile, inoltre l’educazione sportiva, intesa come cultura, può diventare fattore di integrazione multiraziale, di convivenza civile e solidarietà. Il nostro obiettivo sarà l’avvicinare più bambini possibili al mondo dello sport, per fare questo sarà opportuno intraprendere strette collaborazioni con scuole e associazioni sportive locali ,di modo che si arrivi a dare a tutti i bambini del comune di Piombino dell’età compresa tra i quattro e i sei anni la possibilità di provare per un periodo sufficiente le varie discipline, per permettere loro e ai loro genitori di giudicare poi se continuare il percorso sportivo iniziato. Un altro obbiettivo del programma dovrà impegnare l’amministrazione affinché siano posticipati gli orari di chiusura delle strutture sportive comunali, come ad esempio la piscina fino alle ore 24, e stimolare anche le strutture private ( palestre) a seguire il solito esempio, per permettere la frequentazione anche a chi è gravato da lavori di turnazione. In futuro l’Amministrazione Comunale dovrà impegnarsi anche nella promozione di sport acquatici come wind surf e scuole di vela, adeguando possibilmente i propri strumenti urbanistici con destinazioni specifiche che stimolino l’iniziativa privata. La stessa andrà stimolata anche per la realizzazione, in luoghi predefiniti dalla strumentazione urbanistica, di strutture attualmente inesistenti a Piombino come piste per montain bike, nelle quali potranno confluire i tanti appassionati locali e non.

IL POLIGONO IN LOC. MACELLI

La Lista Civica Ascolta Piombino ha seguito con attenzione come il Comune di Piombino ha governato i nuovi insediamenti residenziali in Loc. Semaforo. E condivide in pieno il tentativo, in parte riuscito, di riqualificazione dei terreni posti fra le strutture degli ex macelli e gli edifici del vecchio nucleo residenziale della Tolla Alta. Noi abbiamo sempre ritenuto che detti terreni fossero un pezzo di città da recuperare, e che costituissero un’ottima occasione per riunire le aree urbane al porto commerciale, e che la loro pianificazione fosse anche un’ottima occasione per mitigare il degrado materiale e culturale che li caratterizzava. Tuttavia non possiamo approvare il trattamento che il Comune di Piombino ha riservato alle preesistenze di vario tipo , e in particolare alle strutture del vecchio poligono di tiro. Quando si pianifica un territorio corre l’obbligo di considerare attentamente le preesistenze immobiliari, e quant’altro sia presente nell’ambito interessato dalla progettazione. E nel caso di edifici che dimostrino una chiara funzione e rappresentino anche un servizio pubblico, come il poligono di tiro, bisogna assumersi la responsabilità del loro mantenimento, anche se ciò comportasse il trasferimento in altri siti a carico delle istituzioni. Il poligono di tiro posto in Loc. Macelli fu realizzato nel 1870, ma la memoria dei piombinesi è rimasta legata agli anni trenta, quando nell’era fascista venne utilizzato per l’addestramento paramilitare della popolazione civile. Dopo il secondo conflitto mondiale fu quasi abbandonato, per tornare a nuova luce negli anni settanta a fini prettamente sportivi. Successivamente è diventato un vero e proprio servizio, non solo per gli sportivi, ma anche per coloro che devono espletare pratiche legate al possesso di armi, e in particolare tutte le forse dell’ordine presenti sul territorio della Val di Cornia, che necessitano di tale struttura per l’addestramento del proprio personale. Pertanto non approviamo l’atteggiamento che il Comune di Piombino ha assunto nei confronti di detta struttura, gravandola di ordinanze che ne impediscono il corretto funzionamento, nel chiaro intento di perseguirne la chiusura e l’abbandono. Cercando in questo modo di aggirare le proprie responsabilità. Noi possiamo anche capire che per quanto attiene l’inquinamento acustico, una attrezzatura sportiva di questo tipo possa confliggere con edifici residenziali, pertanto può essere anche accettabile un programma di delocalizzazione. Ma questo deve essere fatto sulla scorta di una chiara localizzazione urbanistica in aree idonee e a totale carico del comune. Per quanto ci riguarda noi sosterremo sempre tale ipotesi, e ci impegniamo fin da ora a perseguire tale obbiettivo nella misura delle opportunità che ci saranno concesse.

La Pianificazione del Golfo di Baratti

Il Patrimonio culturale e paesaggistico presente nella Val di Cornia deve essere visto come una risorsa per la diversificazione economica, e come un bene comune di un territorio inscindibile e sviluppato con obbiettivi ambiziosi, di crescita e di sviluppo dell’offerta turistico-culturale ancora troppo poco valorizzata. Dopo la perdita significativa dell’occupazione nell’industria, nel prossimo futuro la nostra società sarà chiamata a definire sempre di più l’uso delle grandi risorse naturalistiche, archeologiche e storico architettoniche, che caratterizzano il nostro territorio. L’obbiettivo che in futuro vedrà impegnate tutte le forze politiche che perseguiranno i veri interessi di questa comunità, sarà quello di coniugare la necessità di valorizzare e tutelare le risorse pubbliche, con la necessità di renderle anche produttive. La nostra visione sulla gestione dei Parchi, e del patrimonio culturale-paesaggistico, ci fa volgere verso il Golfo di Baratti con un’idea molto precisa su quello che un piano particolareggiato serio dovrebbe proporre per questo ambito: dovrebbe essere un piano che mette al centro una serie di progetti che mirino alla conservazione del golfo e alla difesa della sua storia e del suo paesaggio. Che stimoli lo sviluppo e la ricerca archeologica , che valorizzi la storia della miniera di Baratti, della sua geologia e morfologia uniche al mondo. E che garantisca l’apertura e l’accessibilità alle sue bellezze e ai suoi panorami mozzafiato. I recenti ritrovamenti, sia in mare che in terra, confermano la nostra convinzione che i confini del parco dovranno necessariamente crescere oltre le attuali aree già scoperte , sia verso la città antica di Populonia, sia verso il mare, aprendo il fronte all’archeologia subacquea , che a Baratti potrebbe rappresentare la naturale continuazione di quella sulla terraferma. Il Parco di Baratti e Populonia che vanta già allo stato attuale un numero considerevole di visitatori annui, dovrà necessariamente intraprendere nuove strade di sviluppo che gli permettano di arrivare ad una destagionalizzazione turistica che garantisca una regolare affluenza di visite anche nei mesi invernali. Queste nuove forme di sviluppo non potranno che nascere da una sinergia con i poli universitari di archeologia, nazionali e stranieri, con i quali stringere dei rapporti di collaborazione. In contemporanea dovrà essere portato avanti anche un percorso di sviluppo di attività che utilizzino la presenza del mare attraverso sport quali: surf,canoe e vela, e anche la morfologia del territorio circostante attraverso ippovie, biciclette e trekking. Dal punto di vista delle innovazioni, all’interno del parco, è da ritenersi necessaria l’adozione combinata di interventi che portino a una naturale riduzione della pressione veicolare all’interno del golfo nel periodo estivo. Per questo potrà essere utile alla causa, la realizzazione di una pista ciclabile e il potenziamento di un servizio navetta continuo ,(da fruire con il ticket del parcheggio) , che colleghi l’area delle Caldanelle con i punti spiaggia. Riteniamo che il parcheggio posto all’interno delle suddette Caldanelle, debba essere oggetto di un intervento di riqualificazione che veda una sostanziale piantumazione dell’intera area e la realizzazione di una struttura a basso impatto ambientale, che funga da biglietteria, terminal per le navette, ufficio informazioni, noleggio bici e promozione di prodotti locali. E’ intenzione della nostra lista sopperire a una totale mancanza di sensibilità, manifestata fino ad oggi nei confronti dei disabili che si trovano a visitare Baratti, cercando di arrivare a un abbattimento delle barriere architettoniche/ naturali, per rendere fruibile da tutti le bellezze del golfo. Obbiettivo che potrà essere perseguito attraverso il reperimento di specifici contributi europei, necessari per la realizzazione di un percorso in tavolato in legno, che sviluppandosi per tutta l’estensione del golfo potrà garantire l’accesso ai vari punti di penetrazione verso la spiaggia e ai relativi servizi. Per l’area e gli immobili del Casone di Baratti riteniamo necessario intraprendere tutte le strade necessarie affinché l’uso sociale dello stesso, prevalga sulla destinazione alberghiera. Pertanto auspichiamo un uso di detti immobili come base per lo sviluppo del Parco Archeologico Subacqueo e come ostello per studenti impegnati in master e campagne di scavo e, se possibile, anche per la realizzazione di ambienti idonei alla divulgazione archeologica , mineraria e geologica . LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO ha un SOGNO , che l’UNESCO riconosca il Golfo di Baratti come patrimonio dell’umanità. Perché questo sogno si avveri è necessario tutelare al massimo questo ambito, e per fare ciò è necessario che vi sia una regia unica nella gestione di tutto il patrimonio. Questa è la missione che la nostra comunità ha affidato e, intende continuare ad affidare, alla Società Parchi Val di Cornia, la quale deve tornare ad essere legata alla progettualità degli interventi con la collaborazione delle Università italiane ed estere , per presentare piani di gestione capaci di attrarre finanziamenti europei. In questo modo si potrebbe ottenere una società dinamica , tornata ad aprirsi alle imprese locali che operino nel campo turistico, con l’obbiettivo di incrementare l’autofinanziamento della gestione e la graduale riduzione dei contributi a carico della collettività. Perché ciò avvenga sarà necessario ricercare anche nell’ambito di Baratti ulteriori settori dove garantire servizi proficui. Se da una parte quindi l’offerta alberghiera di questo ambito può ritenersi esaurita con la realizzazione della Resort di Poggio All’Agnello, altrettanto non si può dire per i servizi alla nautica da diporto di piccole dimensioni, per la quale il Golfo di Baratti ha sempre rappresentato un naturale rifugio, nel presente e nel passato. A tale scopo, se osserviamo attentamente il settore del Golfo di Baratti, rappresentato dagli attuali campi boe, dai vari manufatti precari posti a corona degli stessi, e dall’edificio ex caserma della Finanza, tutto rigorosamente di proprietà dello Stato, si può notare quanto questo settore sia caratterizzato da usi e disusi analoghi a Marina, ed è facile riscontrarci anche una analoga potenzialità di impresa che, dopo il settore della ristorazione e della fruizione culturale, potrebbe rappresentare per il Golfo di Baratti un altro motore di rinnovata economia. In questo settore, al pari di Marina, sarebbe quindi auspicabile un intervento unitario che riesca a conferire a questo ambito uno scenario di rinnovate funzioni e di rinnovato valore architettonico, dove sia possibile noleggiare una barca oppure usufruire di un taxi boat per visitare le emergenze naturalistiche del Promontorio di Populonia, e dove si possa pernottare e ricevere servizi alla persona in un ambiente definitivamente recuperato al degrado storico che lo ha sempre contraddistinto. Un intervento insomma che riqualifichi quella parte del golfo, dove gli ormeggi siano ben fruibili e sicuri, razionalizzati e forse anche ridimensionati, dove il tutto evidenzi una regia unica possibilmente pubblica che ne abbia la capacità e che, soprattutto, operi nel rispetto dell’ambiente con la sensibilità dovuta. Ed è per ciò, che in questo caso, vista la presenza della Soc. Parchi Val di Cornia già fortemente impegnata in questo ambito nella gestione della parte archeologica, sarebbe auspicabile che la stessa, in una versione modernizzata della sua struttura e capace quindi di finanziare se stessa, possa essere coinvolta in questa operazione e diventare titolare dell’intera concessione demaniale, e gestire, a differenza della Costa Est, tutto l’ambito in prima persona, facendo naturalmente tesoro di chi partecipa già in veste di impresa, agevolando anche coloro che già oggi fruiscono di alcune concessioni in forma associativa.

Il Sociale ( Cittadella della Solidarietà e gli Orti Urbani)

CITTADELLA DELLA SOLIDARIETA’ Il 13,2% delle famiglie italiane vive in condizioni di povertà; sono questi i numeri delle ultime stime nazionali e guardando alla nostra città, dato il particolare momento che stiamo attraversando, si annuncia il rischio di emergenza sociale. I cittadini piombinesi hanno da sempre riservato un particolare occhio di riguardo al settore del sociale e del volontariato, per questo la Lista Civica Ascolta Piombino ha deciso di portare avanti con estrema convinzione il progetto di una piccola “Cittadella della solidarietà”; una struttura che raccordi tutti gli attori del settore, evitando di disperdere le forze e le energie di quanti operano nel territorio. Il progetto, dunque, vorrebbe veder riunite sotto un’unica struttura gli uffici del Centro di Volontariato e delle altre associazioni cittadine, riservando loro spazi modulari e flessibili per uso temporaneo e/o continuativo dove poter promuovere e portare avanti le varie attività organizzative; compresa, anche, l’associazione San Vincenzo de Paoli, la cui sede di via Landi versa in uno stato fatiscente tale da non rendere più possibile di qui a poco il servizio quotidiano di mensa per i poveri e la distribuzione di alimenti e indumenti. La “Cittadella della Solidarietà” potrebbe offrire supporto e accoglienza alle persone senza fissa dimora e/o in difficoltà attraverso la realizzazione di un dormitorio (dai 15 ai 20 posti letto), il potenziamento del servizio mensa (attualmente sono ospitate 60 persone) e l’aumento dei pacchi alimentari da consegnare alle famiglie bisognose (ad oggi 120 settimanali). Oltre ad un sistema integrato di sostegno concreto, la struttura potrebbe istituire un help center per accogliere le persone in difficoltà e accompagnarle verso un processo di indirizzo e di reinserimento nel tessuto sociale. Secondo la Lista Civica Ascolta Piombino tale progetto potrebbe vedere la luce previa l’utilizzazione di aree e di immobili di proprietà pubblica, ad oggi non utilizzati o parzialmente utilizzati. Con i quali poter garantire, oltre al dormitorio e agli spazzi di socializzazione, anche i servizi di prima necessità come quelli igienici e di lavanderia. A tal fine, sarà necessario un piano razionale volto a reperire le risorse necessarie per la realizzazione del progetto, che dovrà vedere il Comune di Piombino impegnato in prima persona insieme agli ordini ecclesiastici e comunità parrocchiali, ma anche privati con donazioni e la promozione di raccolte fondi. La “Cittadella della Solidarietà” dovrà rappresentare un luogo dove le diverse associazioni potranno programmare e, mettere in atto, i loro obbiettivi a favore del terzo settore, agendo singolarmente e in maniera integrata; uno spazio dove, grazie al supporto di strategie di comunicazione e attivazione di info point, si potranno sensibilizzare i cittadini sui temi della solidarietà e del volontariato.

ORTI URBANI

La Lista Civica Ascolta Piombino intende sostenere la nascita di orti urbani in aree di proprietà pubblica poste ai margini agricoli, e non in aree urbane già in uso a verde pubblico, come alcuni amministratori locali intenderebbero fare, togliendo al vallone di Salivoli quelle funzioni principali che lo vedono di naturale collegamento con i centri commerciali del quartiere. I veri orti urbani si realizzano in aree a vocazione agricola, creando una fattiva collaborazione fra privati e Amministrazione Comunale per recuperare quelle in disuso e al contempo incentivare la socialità e l’aggregazione, oltre a dare aiuto concreto in un momento di grave difficoltà economica. E’ un’iniziativa già operata a livello nazionale e promossa in ogni parte d’Italia, ma non ancora a Piombino. Per il Raggiungimento di tale scopo il Comune di Piombino dovrà individuare fra le aree suddette e in disuso, quelle idonee ad accogliere la piccola coltivazione. Successivamente dovranno essere adeguatamente organizzate in piccoli appezzamenti non superiori a 500 Mq., e rese fruibili con un minimo di viabilità. Dette porzioni di terreno potranno essere assegnate previa adozione di un regolamento d’uso che disciplini preventivamente le modalità di assegnazione, gli usi consentiti, e i titoli necessari per richiederle. Noi riteniamo che questi piccoli orti urbani debbano essere assegnati gratuitamente per almeno tre anni consecutivi, attraverso bandi di evidenza pubblica aperti ai soli residenti che non risultino: proprietari o usufruttuari di terreni coltivabili, assegnatari di altri lotti, facenti parte di nuclei familiari di altri assegnatari o richiedenti; detti bandi dovranno inoltre facilitare l’assegnazione a soggetti disoccupati e pensionati, mentre per gli altri dovranno essere individuati criteri per la valutazione delle condizioni economico-lavorative e del nucleo familiare. Le coltivazioni degli orti urbani, infine, dovranno essere esclusivamente destinate al consumo familiare, escludendo qualsiasi scopo di lucro; piuttosto potranno rappresentare un punto di riferimento per progetti didattici e sociali che potrebbero contemplare anche la cura di giardini e aiuole della città. Insomma, la realizzazione degli orti urbani dovrà rappresentare a tutti gli effetti una via di riqualificazione di terreni di proprietà pubblica altrimenti destinati al degrado o a occupazioni senza titolo, ma soprattutto un progetto di valorizzazione del paesaggio attraverso piccole attività agricole a diretto vantaggio dei cittadini dal punto di vista economico e psicofisico.

Controllo efficace sul rispetto delle regole per la passeggiata con i cani

Considerato che il proprietario di un cane è sempre responsabile del controllo e della conduzione dell’animale e risponde dei danni causati da questo, come previsto dall’art. 2052 del Codice Civile, questa lista intende alzare l’attenzione rispetto ai comportamenti errati da parte dei proprietari che conducono cani sulla pubblica via e ritiene opportuno che la pubblica amministrazione si attivi per limitare tali comportamenti prevendendo pattugliamenti periodici da parte del corpo dei Vigili Urbani a garanzia di una migliore gestione dei cani da parte dei padroni.

In materia di appalti pubblici

Si auspica che tutte le amministrazioni pubbliche diano attuazione a quanto previsto dal Decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 contenente modifiche al Codice degli appalti pubblici e delle concessioni. Tali modifiche riguardano le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione degli appalti prevedendo di valutare per ogni soluzione progettuale il profilo qualitativo, anche in termini ambientali, nonché quello tecnico ed economico, facendo ricorso anche a più ampie indagini per scegliere il progetto che rappresenti il miglior rapporto tra costi e benefici, anziché optare per il criterio del massimo ribasso, spesso attuato dalle amministrazioni.

Secondo questa lista l’amministrazione dovrebbe inserire all’interno del bando specifici criteri di qualità valutando anche i “requisiti reputazionali” legati ai precedenti comportamenti delle imprese escludento ad esempio quelle che hanno avuto in passato interruzioni di servizio presso enti pubblici per gravi motivi. A tal fine, si ritiene opportuno richiedere la maggior quantità possibile di documentazione, valutare con attenzione le offerte che si presentano anormalmente basse, assegnare maggior punteggio all’offerta tecnica piuttosto che a quella economica e stabilire il pagamento della prestazione in base all’avanzamento dei lavori in modo da scoraggiare ritardi.

Infine sarebbe auspicabile, per le procedure per le quali non sono previsti termini tassativi, evitare tempi troppo stretti tra la data di pubblicazione del bando e quella di scadenza per la presentazione delle offerte, in modo da favorire una più ampia partecipazione e concorrenza.