Il Nostro Programma

LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO PRESENTA LA PROPRIA VISIONE DI PROSPETTIVA OLTRE I TEMI DI REINDUSTRIALIZZAZIONE E INFRASTRUTTURALI, GIA’ SUI TAVOLI DEGLI ACCORDI DI PROGRAMMA.

INTENDE PERTANTO SOTTOSCRIVERE ALCUNE AFFERMAZIONI DI PRINCIPIO PER SVINCOLARE IL NOSTRO TERRITORIO DALLA MONOCULTURA INDUSTRIALE.

A TALE SCOPO RITIENE NECESSARIO RIVEDERE LE SCELTE INERENTI IL TURISMO URBANO E EXTRAURBANO E TUTTI GLI USI DEL MARE, DEPURANDOLE DAI VINCOLI IDEOLOGICI CHE ANCORA NE OFFUSCANO LA CORRETTA VISIONE, E CHE HANNO CONDIZIONATO LA SEGUENTE PIANIFICAZIONE:

-Lo sviluppo economico

-Il territorio e l’ambiente

-Le risorse umane

-La sicurezza sociale

-Le istituzioni

-Le risorse

-Le pari opportunità

-I giovani

-L’immigrazione

-La sicurezza

-La cultura

-L’impegno per la frazione di Riotorto

ALLEGATI

(Schede di approfondimento di alcuni temi delle linee di programma )

-Industria e artigianato ( Scheda sulle bonifiche delle aree S.I.N., e art. 27 del Decr. 83/2012)

-Filiera nautica e approdi

-Parco della Sterpaia

-Attività commerciali urbane

-Agricoltura

-Le infrastrutture ( SS.398 – Autostrada – Accesso alla Città )

-Viabilità urbana e parcheggi ( Dove arrivo io, arrivi tu, senza le barriere architettoniche)

-Parchi urbani ( Pista ciclabile Calamoresca – Populonia e area fitness Loc. Tolla)

-La costa urbana ( Centro velico – Palazzo Appiani – Marina – Salivoli – Calamoresca)

-Baratti e Populonia

-Il decoro e l’arredo urbano

-Aree pubbliche in Loc. Ghiaccioni

-I servizi e le Soc. Partecipate -Gli asili nido che non ci sono

-Edilizia residenziale ( Residenze turistiche alle Fabbricciane e Torrenova)

-Ambiente ( Mobilità elettrica)

-Le Istituzioni

-Sport ( Il poligono di tiro in Loc. Macelli )

-La pianificazione del Golfo di Baratti

-Il sociale ( Cittadella della solidarietà e gli orti urbani)

-Parco VIII marzo

-Progetto aMici

-Controllo efficace sul rispetto delle regole per la passeggiata con i cani

-Appalti pubblici

  1. L’IDENTITA’

A Piombino sono aperte quattro questioni: una questione sociale, una questione economica, una questione ambientale, una questione istituzionale. Piombino diventa sempre più vecchia, i giovani conoscono la disoccupazione in maniera crescente, gli occupati diminuiscono e la quantità dei lavori precari aumenta. Piombino dipende ancora prevalentemente da fabbriche e produzioni tradizionali che, essendo nel ciclone della globalizzazione, non fanno più pensare a un futuro certo, ma sono continuamente alle prese con crisi produttive e finanziarie. Piombino reca ancora i segni di uno sviluppo che ha deturpato ed inquinato il territorio e contemporaneamente é aggredita anche nelle parti più salvaguardate di esso. Piombino vive una crisi di rappresentanza dei cittadini anche nelle assemblee elettive e le decisioni pubbliche fuoriescono dal circuito di un democratico processo di formazione delle decisioni. La non soluzione o almeno il non avvio a soluzione di questi problemi fa sì che nella nostra città parole come futuro, sviluppo, equità e trasparenza facciano parte di un lessico ormai dismesso. Certo esiste ancora il capitale umano, sociale e anche economico accumulato negli anni, ma esso é sempre più sostituito da realtà come la disoccupazione, la precarietà, la fuga e sopratutto dalla mancanza di un futuro personale e sociale per il quale impegnarsi. E’ vero, Piombino non é al di fuori dall’Italia e dal mondo, ma qui più che altrove questa realtà esiste e, dunque, occorrerebbe un coraggio per affrontarla, che le attuali classi dirigenti, cieche e sorde e dedite a preservare se stesse, non hanno. Per questo la LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO nasce e si candida a governare questa città, perché insieme ai cittadini e dando loro una dignità, che non é loro più riconosciuta, si possano mettere in atto tutte le decisioni e tutte le azioni capaci di affrontare alla radice i problemi con gli occhi rivolti sempre all’interesse generale e non a quello particolare ed egoistico; questo attraverso la saggezza, il realismo e senza la ormai usuale prosopopea figlia e madre della propaganda generatrice dei fallimenti, ai quali l’attuale classe dirigente ha abituato la nostra città. Piombino ha bisogno di un governo della città che : non perda la visione della tradizione industriale e, anzi, si batta perché questa venga valorizzata e qualificata, ma contemporaneamente faccia scelte perché la valorizzazione di tale tradizione conviva con la realtà e gli insediamenti naturali e culturali che ne costituiscono un’identità altrettanto spiccata; faccia del recupero ambientale e delle occasioni di sviluppo derivanti dalla valorizzazione delle ricchezze del territorio la premessa e il volano del rilancio economico in una sinergia delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, dalla multimedialità e dalla comunicazione; assuma la valorizzazione della risorsa umana come fulcro di ogni politica e pertanto crei le condizioni per la valorizzazione di ogni persona, senza discriminazioni di sesso, provenienza, età e condizione sociale, rilasciando nuove opportunità ma partendo anche dalla difesa delle condizioni di base che permettono di difendere la salute e di migliorare la cultura e l’istruzione; costruisca con la città e i cittadini un rapporto di ascolto, dialogo e collaborazione dato che, nell’attuale condizione di crisi, ciò che conta é l’apporto di ognuno e, inoltre, il compito delle istituzioni locali é quello di garantirlo lavorando perché ciascuno viva in sicurezza, senza timori e condizionamenti, sapendo di essere ascoltato. Le forze che attualmente governano la nostra città oscillano da tempo tra l’enunciazione di grandi progetti che puntualmente falliscono e l’incapacità di costruire progetti innovativi realizzabili, tra la volontà di apparire come rinnovatrici e le demolizioni di ciò che di nuovo è stato realizzato nel tempo, tra la mancanza di idee e l’inseguimento del protettore di turno; tutto questo praticando l’arroganza e non accettando mai la discussione serena e aperta con chi critica, mostra perplessità, propone idee e soluzioni. I cittadini sono così sempre più soli e senza riferimenti politici. Per questo nasce la LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO: per dare la parola ai cittadini e ascoltarli; per costruire con loro un programma di governo capace di aggredire i gravi problemi di questa città; per attuare un’alternativa di governo capace di realizzare il programma ideale per questa città.

2. LINEE DI PROGRAMMA

2.1 Lo sviluppo economico

La crisi economica si sposa a Piombino con la mancanza di speranze per il futuro. Alla crisi della siderurgia non ha corrisposto negli ultimi dieci anni una paziente opera di sollecitazione e creazione di alternative pari alla gravità della situazione. La difesa e la qualificazione della siderurgia deve perseguire nuove occasioni di sviluppo in linea con l’evoluzione delle produzioni a livello mondiale; prendere tutto ciò che viene proposto, senza chiedersi se è realizzabile, se è pura speculazione, se aggrava la situazione ambientale non fa altro che inseguire sogni irrealizzabili o, peggio, pensare che sviluppo sia ogni cosa, anche modelli che non hanno più storia. Lo dimostrano i moltissimi progetti annunciati, perseguiti e falliti. Occorre aggiornare le conoscenze della realtà, delle possibilità del territorio e, contemporaneamente, pensare e perseguire pochi, ma chiari progetti. Il porto commerciale, il suo ampliamento e la necessaria attrezzatura delle aree alle spalle costituiscono un terreno di lavoro primario; si deve, però, lavorare nel senso esattamente opposto a quello verso il quale ci si è indirizzati negli ultimi anni. Invece di perseguire e spendere soldi in progetti faraonici e inutili come quelli dell’ultimo Piano Regolatore Portuale, è necessario concentrarsi prima di tutto sulla concreta capacità di realizzazione delle previsioni e concentrarsi anche sulla realizzazione di quanto già previsto per le attività nautiche e per tutti i mestieri del mare presenti. Quest’ultimi, infatti, rappresentano una delle più importanti alternative alla crisi della siderurgia, proprio perché questo territorio, per la sua collocazione geografica rispetto all’Arcipelago Toscano, può offrire molto in termini di attività legate al mare sotto tutti i profili: approdi per imbarcazioni di tutte le dimensioni con il relativo indotto verso tutte le attività commerciali del luogo, la cantieristica intesa come produzione di tutti gli accessori ma soprattutto per la realizzazione di piccole e grandi imbarcazioni, la pesca e il relativo pescato che, se ben collocati, possono stimolare la creazione di industrie conserviere. I parchi naturali e culturali, inoltre, sono una risorsa che può creare ulteriore occupazione e attività economica; essi sono già una risorsa, che può essere aumentata coniugando salvaguardia ambientale e valorizzazione economica. Con forti sinergie tra pubblico e privato si potrebbe far compiere un ulteriore passo in avanti a una realtà che fa la differenza nel campo turistico in Italia ed in Europa.

2.2 Il territorio e l’ambiente

Il recupero e la valorizzazione ambientale non possono non costituire un primario impegno a Piombino dove si sono sommate storiche aggressioni al territorio provocate dalla presenza industriale più che centenaria e dall’incuria recente che ha prodotto conseguenze preoccupanti dal punto di vista geologico, basta citare l’inquinamento del suolo e del sottosuolo all’interno e all’esterno dell’area industriale, la situazione delle falde freatiche, l’erosione e le frane su tutta la costa. In questa situazione si richiede al Comune lungimiranza e una visione programmatica di lungo periodo, esattamente il contrario di ciò che è stato fatto in questi ultimi anni, passati all’inseguimento delle proposte private più disparate, alla declamazione di impossibili “svolte epocali”, all’approvazione delle varianti e delle contro varianti, all’annullamento di ogni logica programmatoria che costituiva una tradizione positiva del passato, peggiorando la situazione ambientale e territoriale. Per esempio i tempi per l’approvazione degli strumenti urbanistici si sono allungati, il Piano Strutturale è stato cancellato, le bonifiche ambientali, anche quando finanziate, non si sono realizzate, si sono addirittura persi i finanziamenti per Città Futura. La stessa situazione infrastrutturale, al di là delle declamazioni di garanzie finanziarie inesistenti, non è migliorata e Piombino rimane senza decenti collegamenti viari e ferroviari con il resto del mondo, e soffocata al suo interno dall’assenza di una seconda strada di accesso. Da non tralasciare, infine, la sovracomunalità delle decisioni pianificatorie, utile tradizione antica di Piombino, annullate dalla logica della sommatoria contraddittoria delle decisioni di ogni singolo Comune, molto costosa e penalizzante per il cittadino. Per questo la LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO crede che sia prioritario: – riacquisire una logica sovracomunale della pianificazione urbanistica, rivedere gli strumenti urbanistici fondamentali e ricondurli a una logica coerente e realistica; – considerare le bonifiche ambientali industriali e cittadine l’assoluta priorità; – puntare sul finanziamento del prolungamento della 398 fino al porto come condizione sine qua non per ogni accordo sulle infrastrutture nazionali; – puntare sulla terza viabilità di accesso alla Città partendo da Fiorentina passando per Poggio ai Venti, con arrivo a San Rocco.

2.3 Le risorse umane

Piombino ha bisogno di uscire dalla crisi e imboccare un nuovo sviluppo, ma questo non è possibile senza un livello di competenze, conoscenze e abilità aggiornate in permanenza e diffuse. Non è sufficiente l’organizzazione scolastica, che va comunque aiutata nella sua funzione fondamentale di luogo di preparazione dei giovani, occorre che tutto il territorio sia permeato di occasioni formative legate alle esigenze dei singoli e della società. La formazione deve rientrare negli argomenti di discussione e di contrattazione a livelli istituzionali come la Provincia, la Regione e l’ Unione Europea, così come, più in generale, le politiche dell’occupazione non possono essere considerate estranee alla responsabilità del Comune. Date le caratteristiche della popolazione e la situazione economica della città, ASCOLTA PIOMBINO individua alcune priorità fondamentali per le quali il Comune deve essere il centro, nei diversi casi, della discussione e della realizzazione: – un piano straordinario ma continuo di educazione degli adulti utilizzando le potenzialità dell’elearning; – un aggiornamento continuo dell’offerta formativa, intesa come offerta integrata di educazione, istruzione e formazione discusso con le istituzioni scolastiche, le imprese e le Università; – un piano straordinario ma continuo di educazione all’ambiente, ai beni culturali e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; – un potenziamento dell’offerta di asili nido o di servizi per la prima infanzia. La cultura non può essere effimera, occorre perciò un’infrastruttura culturale moderna che possa mettere in contatto i cittadini con le realtà e i patrimoni culturali di tutto il mondo; per questo l’archivio storico e la biblioteca debbono diventare un accumulo di documentazione sulla realtà della città per la conoscenza e lo studio e, al tempo stesso, polo multimediale che metta in sinergia prodotti culturali e potenzialità della multimedialità e della rete.

2.4 La sicurezza sociale

Mentre a Piombino la popolazione è diventata sempre più anziana, i giovani sempre più disoccupati e meno occupati, gli stranieri e i flussi di immigrazione nazionale sempre più presenti e il reddito nella migliore delle ipotesi stazionario, la maggioranza di governo comunale si è sempre più disinteressata di questi aspetti, tralasciando anche i problemi sanitari della popolazione. Le politiche sociali sono state completamente appaltate all’Azienda Sanitaria e il Comune, in particolare il Consiglio Comunale, non è stato in grado di esercitare la sua funzione di indirizzo e controllo; infatti le decisioni sulle politiche sanitarie sono state completamente appannaggio dell’Azienda Sanitaria salvo qualche riservata interlocuzione e la declamazione di progetti impossibili e velleitari come il nuovo ospedale, senza nemmeno esser stati capaci di costituire la tanto sbandierata Società della Salute. La conclusione è che i servizi sono diminuiti sia di quantità che di qualità, così coloro che hanno bisogno sono sempre più indifesi e le famiglie sempre più in difficoltà. La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO crede indispensabile una riappropriazione della responsabilità politica delle tematiche sociali e sanitarie da parte del Comune a partire da due fondamentali priorità, gli anziani non autosufficienti ed i giovani. ASCOLTA PIOMBINO crede sia prioritario: – un piano straordinario per gli anziani non autosufficienti; – un piano straordinario per le scelte autonome dei giovani ai fini del loro inserimento nella società; – la costituzione della Società della Salute; – l’organizzazione annuale, insieme agli altri Comuni, di una Conferenza sociosanitaria di zona, con la partecipazioni delle istituzioni e dei rappresentanti degli utenti nella quale discutere le scelte che, poi, sia l’Azienda Sanitaria che la Società della Salute dovranno realizzare. Il progressivo impoverimento dal punto di vista quantitativo e qualitativo è testimoniato dalle liste di attesa, anche per semplici indagini ecografiche e visite specialistiche, che si sono allungate fino a far attendere le persone diversi mesi, dalla perdita di un numero considerevole di primariati ospedalieri e dall’impoverimento dei servizi territoriali. E’ quindi consequenziale che, per rispondere a queste profonde insufficienze, i cittadini per difendere la loro salute non possono che rispondere pagando e così usufruire dei servizi privati. E’ vero che la minore disponibilità di risorse finanziarie può aver contribuito a questo decadimento, ma è proprio in queste situazioni che chi governa le istituzioni pubbliche responsabili deve assumersi l’onere di decisioni riorganizzative, che permettano di mantenere il livello di difesa della salute dei cittadini. Si è verificato invece che i tentativi di riorganizzazione fatti (intensità di cure) hanno peggiorato la situazione e che, cosa ancor più grave, gli amministratori dei Comuni e i dirigenti della Azienda Sanitaria, invece di mettere al centro della loro azione i cittadini, hanno negato l’evidenza del decadimento pur di difendere le loro posizioni: altro caso eclatante nel quale una politica autoreferenziale non è capace di altro che di difendere se stessa. La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO, per invertire questa tendenza, propone di: – rilanciare un polo chirurgico degno di questo nome per le popolazioni della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba; – potenziare la cardiologia, dotandola di un servizio di emodinamica senza il quale la cardiologia non ha ragione di esistere; – ristrutturare, potenziare e qualificare il Pronto Soccorso dal punto di vista edilizio, della disponibilità di personale e posti letto, delle relazioni con gli altri servizi e in particolare con quello di radiologia; – ristrutturare, potenziare e qualificare i servizi territoriali al fine di garantire un livello di protezione al cittadino marcatamente indirizzato alla prevenzione, realizzando un rapporto stretto e collaborativo con i medici di famiglia e impedendo il sovraccarico sulle strutture ospedaliere di prestazioni improprie.

2.5 Le risorse

Nelle due ultime legislature sono state dilapidate le risorse comunali, portando il Comune a una situazione di paralisi. Nessuno può nascondere la crisi finanziaria che ha colpito tutto l’Occidente e le conseguenze restrittive che si sono depositate sugli stati nazionali, ma non si può incolpare il patto di stabilità per il blocco della finanzia comunale e dei progetti predisposti. Non era necessaria una operazione disastrosa come quella della costituzione della Soc. Patrimoniale, della vendita a essa di tanto patrimonio che, però, la Soc. non ha rivenduto con la conseguenza che le rate d’ammortamento del mutuo contratto per l’acquisizione sono state pagate dal Comune che ha assunto le vesti del venditore e del pagatore. Non era necessario lasciare le farmacie comunali nella situazione di mancanza di redditi in cui sono da anni. Non era necessario spendere in progettazioni poi rivelatesi inutili. Non era necessario spendere a man bassa in manifestazioni effimere e propagandistiche. Non era necessario mascherare con finanziamenti privati inesistenti progetti costosi e impossibili. Non era indispensabile, soprattutto, far pagare ai cittadini gestioni come quelle dell’acqua e dei rifiuti con altissimi aumenti di tariffe. La LISTA CIVICAASCOLTA PIOMBINO propone una linea politica chiara: – nessuna imposizione di nuove tasse; – nessun aumento di tariffe; – cancellazione di società inutili come la Società patrimoniale; – vendita di una Società che non crea reddito come quella che gestisce le farmacie comunali; – ristrutturazione dei servizi comunali nel senso dell’efficienza e della conseguente valorizzazione della professionalità dei dipendenti comunali. Non si tratta solo di una saggia politica di rigore, si tratta piuttosto di una politica a favore dell’interesse dei cittadini che vivono una situazione locale di gravissima crisi economica.

2.6 Le pari opportunità

Una città è giusta se offre a tutti pari opportunità e permette a tutti di vivere in sicurezza e dispiegare il proprio talento; è questo un processo continuo che una città con i suoi rappresentanti da sola non può garantire, ma che almeno deve riconoscere. Per questo in ogni decisione deve esserci un’attenzione alle pari opportunità di genere, alle pari opportunità per i disabili, alle pari opportunità per i bisognosi e al contempo si devono realizzare servizi e attenzioni specifiche in funzione della particolarità di ogni individuo. Il Comune deve utilizzare tutte le occasioni e le risorse che provengono dalle normative e dai programmi regionali, italiani ed europei con un rapporto stretto e di sollecitazione nei confronti di imprese e realtà dell’associazionismo, della cooperazione e del volontariato.

2.7 I giovani

I giovani sono una risorsa perché rappresentano il futuro; il problema è che seppur il futuro sia loro , le nuove leve non vanno illuse, né tantomeno deresponsabilizzati o addirittura confinate in “riserve indiane”. Il governo cittadino li deve considerare al centro di tutte le politiche e a loro dare le opportunità per far valere le loro capacità, congiungendo in loro attenzione della comunità e responsabilità individuale. Per questo, mentre il Centro Giovani va radicalmente ripensato, creando uno spazio di libera espressione dei giovani e un insieme di strumenti che a loro vengono messi a disposizione, dove tutte le altre politiche devono avere una torsione verso il rilascio di opportunità. Il Comune deve diventare il collettore di iniziative di informazione dirette ai giovani sulle opportunità date dalle iniziative regionali, nazionali ed europee; deve essere il consulente nei loro confronti perché queste occasioni siano utilizzate, siano esse relative alla creazione di imprenditoria, alla collocazione sul mercato delle loro idee, alla loro aggregazione in reti culturali e imprenditoriali; insomma deve essere un Comune che aiuta e non si sostituisce, che sollecita ed esalta e che chiede impegno e responsabilità.

2.8 L’immigrazione

Piombino è partecipe, così come l’Italia, dei flussi migratori comunitari ed extracomunitari e lo sarà ancora nei prossimi anni. La situazione può essere affrontata solo con coerenti e strutturali politiche di integrazione che vanno dalle politiche della sicurezza a quelle dell’istruzione, da quelle della sanità a quelle del sociale, da quelle della formazione a quelle del lavoro, a partire da una precisa distinzione tra clandestini e regolari. Non servono per questo declamazioni di rifiuto né declamazioni di supina accettazione, piuttosto occorrono azioni continuative e coerenti che includano il rispetto dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini, siano esse piombinesi, comunitari o extra comunitari. Piombino deve diventare una città accogliente e allo stesso tempo severa, alla disponibilità all’accoglienza deve corrispondere una severità nell’esigenza del rispetto dei doveri necessaria per assicurare a tutti una vita serena, tranquilla e sicura. Le responsabilità politiche e amministrative risiedono non solo nel Comune, ma in altre e diverse istituzioni pubbliche; fondamentale è il loro coordinamento e il ruolo particolare che in questo senso deve esercitare il Comune. Gli interventi da attuare non possono essere burocratici e spersonalizzati, quindi è essenziale il ruolo dell’associazionismo e del volontariato che però senza un ruolo di coordinamento comunale rischia di disperdere i suoi effetti. La LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO propone che il tema dell’immigrazione venga affrontato con una visione programmatoria e globale, con la previsione di azioni concrete da realizzare nel campo della sicurezza, dell’istruzione e dell’educazione, della formazione e del lavoro, della sanità e del sociale. Una priorità è data dall’insegnamento dell’italiano, dei diritti e dei doveri dei cittadini e della sicurezza sui luoghi di lavoro per la quale potranno essere utilizzate le metodologie dell’e-learning.

2.9 La sicurezza

Premesso che i cittadini della città di Piombino esprimono la necessità di essere messi nelle condizioni di potersi muovere liberamente e con serenità, nelle ore diurne e notturne in tutti i luoghi della città. Ricordiamo che nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, questo non sia palesemente sufficiente a garantire un livello di sicurezza adeguato alle aspettative dei cittadini. Preso atto della chiusura degli uffici di Polizia Ferroviaria nella stazione di Campiglia Marittima; fatto che determina un’evidente mancanza di presidio delle forze dell’ordine sul territorio della Val di Cornia in un’area strategica di percorrenza. Considerata la necessità di un’assunzione di responsabilità cui sono investite le amministrazioni locali a garanzia del diritto alla sicurezza del cittadino, che le chiama ad assumersi un ruolo nell’adozione di politiche precise e oggettive per la sicurezza urbana, attraverso un’azione integrata con il concorso di organismi provinciali, regionali e nazionali. La lista civica ritiene necessaria l’istituzione di un “Tavolo per la Sicurezza” con i Comuni della Val di Cornia, per valutare future strategie per il controllo del territorio e favorire lo scambio di buone pratiche e possibili sinergie; di concerto con l’osservatorio regionale sulle politiche integrate per la sicurezza, valutando tutte le opportunità progettuali ivi proposte per interventi a favore della sicurezza urbana e la video sorveglianza, con i relativi investimenti di spesa, cui i Comuni possono attingere. Inoltre riteniamo opportuno valutare con attenzione un’integrazione degli strumenti di controllo del territorio che vadano oltre la partecipazione sul tema della civile convivenza, e si proceda alle seguenti indicazioni. Un allungamento dell’orario di servizio della Polizia Locale e contestualmente a stipulare una convenzione con un istituto di vigilanza privata cui affidare la vigilanza del patrimonio pubblico, dei parchi cittadini e indirettamente il monitoraggio del territorio nelle ore notturne, garantendo una copertura integrale della giornata. Questo chiaramente sotto l’egida della Polizia di concerto con Questura e Prefettura. Riteniamo inoltre fondamentale per il sito della Stazione di Campiglia, di valutare con i Comuni limitrofi, l’estensione della richiesta per essere inseriti all’interno dell’operazione “Strade Sicure”, favorendo la presenza di una pattuglia dell’Esercito nelle forme e modi che saranno ritenuti più opportuni.

Riguardo la situazione di disagio presente in via C. Pisacane e zone limitrofe, evidenziata anche dagli stessi cittadini che a tal proposito hanno dato vita ad un Comitato, secondo questa lista sarebbe opportuno effettuare interventi di mitigazione della velocità attraverso appositi dissuasori, rivisitare la cartellonistica stradale ed installare panettoni che impediscano i parcheggi in prossimità degli incroci. Inoltre sarebbe opportuno rispristinare i marciapiedi, operazione che oltre a mitigare la sicurezza dei cittadini che vi transitano, qualificherebbe una zona adiacente al centro cittadino e ben visibile a turisti. Per abbassare il livello di rischio per le persone, si ritengono inoltre necessari interventi quali il potenziamento dell’illuminazione, l’istallazione di telecamere e la collaborazione dell’amministrazione comunale con istituti di vigilanza privata che in via sperimentale potrebbero iniziare a monitorare questa area per poi valutare l’estensione del servizio in altri quartieri.

2.10– La Cultura

La cultura si riferisce alla realtà, considerata nei suoi aspetti più fondamentali e generali, attiene all’interiorità, all’essenza sottile delle cose, poiché presenta, propone una visione coerente e globale dell’universalità, supera l’accumulo di dati e di nozioni è una molla , una luce che consente di elevarsi. Estendere, diffondere la conoscenza, ponendo al centro l’uomo, fornirgli i mezzi, gli strumenti per acquistare una totale lucidità ed una piena responsabilità dei suoi pensieri e dei suoi atti , questo è la cultura ; l’educazione laica, lo spirito critico nei confronti di ogni dogmatismo, di ogni fondamentalismo, di ogni rigido e sordo integralismo ne sono parte integrante. Il concetto di cultura , la voglia di conoscere sono strettamente legate a quello di rilancio , solo investendo in conoscenza si preparano le nuove leve ad essere pronte per proporre idee innovative, suggerire soluzioni , sperimentare ed individuare nuove forme di lavoro e di investimento . Coltivare la cultura è un’affermazione forte di senso e di valore al servizio della libertà individuale; è l’insieme di azione e volontà, è voglia di crescere, con sacrificio ed impegno, è voglia di costruire armonia, è voglia di dialogo e di confronto, è voglia di sognare liberi, è voglia di resistere alla facilità della rinuncia e soprattutto alla comodità del pensiero unico. La cultura è un mezzo per diffondere, conoscere apprezzare le radici e preparare rami robusti dai quali spiccare il volo ; gli archivi, la multimedialità sono strumenti potenti e modernissimi ed il loro ruolo è sinergico e parallelo in questo percorso. “ Microcosmo “ della cultura. Tutti quanti noi , fin da piccoli, con grande facilità abbiamo imparato a riconoscere , osservando una carta geografica, la posizione di Piombino. Il nostro promontorio con l’Elba davanti è una calamita è il primo punto su cui cade sempre il nostro occhio, sia guardando una mappa della Toscana, una cartina dell’ Italia o dell’Europa, o un mappamondo; siamo in grado, sempre, di poter ritrovare la nostra posizione esatta. Non tutte le posizioni geografiche hanno questa fortuna. Già da questo piccolo e chiaro esempio scaturisce l’unicità della nostra Città, che rappresenta un paesaggio immediatamente riconoscibile ed un microcosmo geografico che nella Storia ha costituito una realtà sempre indipendente ed autonoma, ma fondamentale e centrale nei destini della Toscana. Dall’epoca etrusca con il Lucumone di Populonia, al nobile Principato, per arrivare alla città- fabbrica del secolo scorso, la nostra Piombino nei secoli ha sempre mantenuto con orgoglio una sua autonomia ed una forte identità, basata sulla tradizione secolare del lavoro e sul suo anelito di libertà. I prossimi anni saranno difficili per tutti quanti noi, vivremo un periodo di passaggio , di scelte importanti. In questi mesi di sfide e di responsabilità la politica culturale dovrà partire proprio da questa parola simbolo : “ Microcosmo “. Piombino come Microcosmo deve rappresentare la molla di questo rinnovamento che inizia proprio dalla riscoperta della nostra natura geografica di promontorio e dalla rilettura attenta delle varie fasi storiche che hanno attraversato, nei secoli, la nostra terra. Partendo dalla Piombino Etrusca per arrivare alla Piombino del Futuro, passando per il Principato, l’età Napoleonica e la città fabbrica, si dovrà , a cadenze regolari, dedicare ampi spazi alla divulgazione della nostra Storia con un ordine temporale, rigoroso e preciso, per rendere ancora più forti le nostri radici e coinvolgere sempre di più i cittadini. Il luogo simbolo non può essere che il Rivellino, uno spazio che dovrà diventare il palcoscenico per questi eventi multimediali destinati a rafforzare la nostra memoria; portandoci a recuperare le nostre radici, la nostra identità e a rafforzare l’orgoglio d’appartenenza. “ Agorà “ della cultura . Accanto al Rivellino, l’altro luogo simbolo da valorizzare sarà Piazza Bovio, il “promontorio nel promontorio…” che ospiterà eventi che ne valorizzino la posizione. L’ “ Agorà “ della cultura si occuperà non solo di promuovere il territorio, ma anche di divulgazione scientifica ed ecosostenibilità, del commercio e di quei i prodotti e manufatti che rappresentano la nostra eccellenza. Nella Piazza dovranno essere allestiti gli stand delle associazioni, culturali, sociali e sportive e questo diventerà il vero momento di confronto e progettazione del territorio. Piazza Bovio è una posizione che deve molto della sua bellezza nell’Isola d’Elba che si rispecchia nella sua terrazza, due sponde dello stesso “ fiordo “ che dialogano e condividono le ricchezze della nostra natura e del nostro paesaggio . “ Oasi“ della cultura. Il Rivellino e piazza Bovio sono luoghi che splendono di luce propria , ma accanto a loro ci sono altre perle, altri edifici di pregio e di spessore da valorizzare e rendere sempre più fruibili : Il futuro Polo Culturale (presso gli edifici ex IPSIA) , la Biblioteca, l’Archivio Storico ed il Castello , vere e proprie “ Oasi “, ambiti dove la cultura possa essere percepita, respirata e vissuta da vicino . La loro completa valorizzazione consentirà, inoltre,oltre che veicolare cultura mettere in atto una notevole opera di riqualificazione urbana. Noi riteniamo che l’onere di veicolare cultura non appartenga solo alle istituzioni, per le quali è già sufficiente quello della disponibilità delle sedi, ma soprattutto alla società civile che deve imparare sempre di più a fruire delle strutture disponibili, per creare sempre di più eventi che propagandino la voglia di sapere, libera da ogni condizionamento. Il futuro polo culturale, del quale noi tutti auspichiamo la sua completa realizzazione, potrà assolvere egregiamente a volano del sapere, per il quale, vista la sua importanza strutturale, auspichiamo un ruolo sovracomunale dove possano convergere eventi di grande attrazione culturale.

2.11 L’impegno per la frazione di Riotorto

Le amministrazioni comunali hanno sempre incontrato notevoli difficoltà nel governo del territorio e dell’edificato di Riotorto. Ciò che ha sempre rappresentato la maggiore difficoltà, tanto per i residenti, quanto per gli amministratori, risiede nella collocazione geografica di questa frazione urbana, posta a venti chilometri di distanza dalla sede comunale, per cui tutto diventa più difficile da raggiungere e può sembrare di ostacolo alla buona amministrazione. A questa realtà che ha sempre messo in difficoltà i bilanci del Comune , e ha sempre condizionato i residenti nella fruizione dei servizi essenziali, non possiamo sfuggire, e quindi non possiamo arrenderci con facilità alle difficoltà che da essa emergono; ma al contrario, dobbiamo andare fra i cittadini per ascoltare i loro consigli, per interpretare al meglio quali possono essere le soluzioni alle loro esigenze, che nascono, come suddetto, nel risiedere distanti dalla municipalità. Non possiamo pertanto accettare che servizi come quelli per gli anziani o per l’infanzia, oppure altri, come quelli di carattere socio sanitario, debbano essere fruiti sempre ed esclusivamente spostandosi verso la sede comunale, posta a venti chilometri di distanza. E’ con questo spirito che abbiamo indagato fra la popolazione, per capire come impegnarci per rendere più civile la residenza nella Frazione di Riotorto. Riotorto pur essendo da sempre parte integrante della municipalità piombinese, non ha mai subito l’influenza della monocultura industriale, con il vantaggio di restare il presidio agricolo di sempre e, in seguito, vista la sua collocazione in prossimità del litorale, il vantaggio di sviluppare anche la sua vocazione turistica. Noi riteniamo che tutto ciò abbia rappresentato una opportunità che altri non hanno saputo cogliere al tempo giusto, e riteniamo che il futuro della Frazione di Riotorto sia rappresentato dal turismo, senza però perdere di vista la sua vocazione di presidio agricolo. Noi non abbiamo dubbi, che se ben amministrati, i residenti di Riotorto sapranno costruirsi un futuro nel turismo, pur mantenendo gli interessi nell’agricoltura tuttora presente nel suo contesto territoriale. Ma nel frattempo è necessario che i bambini, gli anziani, e le mamme di questa frazione, possano fruire degli stessi servizi di chi abita in Piombino. Noi a differenza di chi ci ha preceduto, non costruiremo castelli in aria come “Città Futura”, ma metteremo al primo punto dei bilanci la realizzazione di asili nido, che a Riotorto servono più che altrove, vista la mobilità alla quale sono sottoposti i genitori per le distanze dai luoghi di lavoro. A Riotorto non mancano solo gli asili nido, mancano anche centri di aggregazione per gli anziani, come mancano sempre di più i servizi di carattere socio- sanitario, che impongono trasferte forzate a bambini e genitori; purtroppo la distanza con la sede municipale tende sempre di più ad isolare la frazione dai servizi essenziali, anche le direzioni scolastiche e le relative segreterie sono a Piombino, creando non pochi disagi alle famiglie e agli studenti. La Lista Civica Ascolta Piombino è consapevole che per garantire al meglio i servizi necessari, è importante disporre delle adeguate risorse finanziarie, ma è anche consapevole che nei bilanci devono emergere sempre di più le priorità vere, e che quanto sopra fa parte di esse.

3.ALLEGATI: (Schede integrative di alcune voci di programma)

Industria e artigianato:

Nonostante l’impegno che questa lista civica e tutta la società civile della Val di Cornia metteranno affinché sia mantenuta, magari in forma più ecocompatibile, l’attuale industria manifatturiera dell’acciaio, non si potrà più garantire con essa il futuro economico di questo territorio; corre quindi l’obbligo di noi tutti di ricercare valide alternative affinché si superi questo regime di monocultura, che ha sempre condizionato con il ricatto occupazionale le migliori scelte territoriali e di indirizzo economico operabili nel contesto della Val di Cornia. Naturalmente per fare questo dobbiamo favorire l’insediamento di culture artigianali e industriali alternative, come per esempio l’industria della trasformazione dei prodotti (in particolare per il pescato, nell’ottica della realizzazione sul territorio di un centro commerciale di prodotti ittici all’interno della filiera nautica). Promuovere, inoltre, politiche realistiche per gli insediamenti della cantieristica nelle aree spiegate al punto successivo che facilitino la filiera e di conseguenza il commercio e l’artigianato. Sempre per l’artigianato, bisogna impegnarsi al fine di ottenere nella Val di Cornia scuole professionali sempre più qualificate con orientamenti commerciale e turistici, comunque non subalterni all’industria siderurgica. Per favorire il mantenimento della presenza industriale e il riuso delle aree dismesse, alla luce del decreto 26 – aprile – 2013, che ha riconosciuto l’area industriale di Piombino come area di crisi industriale complessa, alleghiamo una scheda di chiarimento con la quale esprimiamo la nostra visione e le nostre proposte:

LE BONIFICHE DELLE AREE S.I.N. , E IL LORO RIUTILIZZO INDUSTRIALE Prima di esporre le nostre linee di programma relative alle aree S.I.N., e alla loro utilizzazione per nuovi fini industriali, è opportuno chiarire a quale ambito territoriale ci riferiamo: la sigla S.I.N. significa Sistema di Interesse Nazionale e viene attribuita a tutte quelle aree dove l’inquinamento ambientale supera l’interesse regionale, e che per questo devono essere sottoposte ad interventi radicali di bonifica da parte dello Stato. Nel caso del Comune di Piombino corrispondono alle attuali aree industriali dove sono insediate le maggiori industrie del nostro territorio, e per l’esattezza tutte quelle ricomprese nel perimetro che da Viale Unità d’Italia arriva al porto, dalla Geodetica fino a Torre del Sale, comprendendo anche quelle della centrale ENEL. In sostanza rappresentano circa nove milioni di metri quadrati di superficie profondamente inquinata dalle varie industrie, ma principalmente dall’Italsider prima e dalla Lucchini poi, per la quale nell’impossibilità di obbligare all’intervento i veri responsabili ed imporgli le relative bonifiche ( vedi ricatti occupazionali), lo stato con tale atto e detta perimetrazione se ne è assunto l’onere in prima persona. Se da una parte tutto ciò evidenzia come ancora una volta i furbetti riescono a farla franca, ed arricchirsi alle spalle di un territorio senza pagare pegno, dall’altra, l’impegno assunto dello Stato rappresenta pur sempre una grande opportunità di lavoro per il nostro Comune e per l’intera Val di Cornia, perché le bonifiche tanto di superficie quanto di profondità sono costose e impegnative, e di conseguenza richiedono un grosso contributo di mezzi e di manodopera. La vera opportunità che noi intravediamo per questo territorio, è oggi rappresentata appunto dalla sinergia di due provvedimenti governativi già assunti a sostegno delle nostre aree produttive: il primo come suddetto è rappresentato dall’impegno dello Stato ad effettuare le bonifiche necessarie e propedeutiche a qualsiasi nuova edificazione, e il secondo dal decreto del 26 aprile 2013 che riconosce l’area industriale di Piombino come area di crisi industriale complessa, i quali, se saputi bene utilizzare, potrebbero indirizzare verso il nostro territorio notevoli risorse economiche. Ed è per questo che a differenza delle attuali amministrazioni locali che praticano la ricerca del contributo governativo, come metodo per opere che non sempre sono riconducibili a progetti di riqualificazione generale, o comunque che non appartengono ad un progetto unitario; noi al contrario riteniamo irrinunciabile il percorso procedurale previsto dall’art. 27 del decreto-legge 83/2012, per il quale in situazioni di crisi industriali complesse, dove i territori come il nostro sono soggetti a recessione economica e perdita occupazionale, si deve perseguire l’obbiettivo di un “Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale”, che interessi tutti i territori e tutte le attività coinvolte nella situazione di crisi. Noi quindi non siamo sufficientemente esperti per stabilire a priori come sostenere il riutilizzo delle aree dismesse e bonificate, e tanto meno per stabilire il ruolo che in futuro dovranno avere le attuali industrie e le varie attività presenti nell’area di crisi, come la ex Lucchini, La Magona, il porto commerciale, La Dalmine, la Tap – ASIU, e per ultime le aree della ex Centrale ENEL. Ma di alcune cose siamo già consapevoli e certi: -Che in prima istanza si debba rafforzare la ricerca, anche in campo europeo, dei necessari finanziamenti per la realizzazione del prolungamento della SS. 398 fino al porto. Infrastruttura essenziale per il rilancio di tutta l’area di crisi; -Che i piani per l’ambito del porto commerciale debbano mantenere la necessaria coerenza, e che pertanto se fosse perseguito l’obbiettivo del polo di rottamazione navale di livello europeo, sarebbe inutile pensare all’attracco di navi da crociera e, tanto meno, all’indotto della nautica da diporto nell’ambito della Chiusa, che in questo caso dovrebbe necessariamente essere delocalizzato verso la foce del Fiume Cornia, come peraltro noi sosteniamo da tempo; -Che le alternative al ciclo integrale delle acciaierie ex Lucchini, in considerazione delle vaste aree prive di impianti tutt’ora a disposizione delle industrie, vadano ricercate verso soluzioni che non penalizzino ulteriormente la struttura urbana. Ed in fine, anche le stesse aree dell’ex centrale ENEL di Torre del Sale, dovranno costituire un tema da affrontare nel progetto di riconversione di cui succitato art. 27, per capire se quelle strutture, compreso il porto, non siano forse più utili per l’indotto della nautica da diporto, che noi riteniamo debba essere comunque delocalizzato in aderenza alla centrale stessa, ed il suo porto a servizio dei nuovi usi e delle attività di acquacoltura, già presenti e in espansione nelle acque prospicienti .

Gli approdi e la filiera nautica:

Il territorio del Comune di Piombino per la sua morfologia e per la sua posizione geografica rispetto all’Arcipelago Toscano e ai principali siti di interesse nautico, ha sempre rappresentato uno dei territori più vocati per l’insediamento di porti turistici e di tutto ciò che attenesse alla nautica e all’uso del mare. Per questo motivo nell’ultimo ventennio le varie amministrazioni comunali hanno dibattuto non poco su dove e come dare soluzione alle richieste sempre più numerose di porti e approdi turistici, di varie dimensioni da realizzare nel nostro territorio. Con l’adozione della strumentazione urbanistica di ultima generazione si è pensato che il dibattito sul dove e sul come fosse concluso e che l’orientamento dell’amministrazione verso l’ambito di Poggio Batteria e quello della Chiusa rappresentassero la soluzione ideale dove realizzare tutta la filiera nautica. Noi, al contrario, riteniamo che, fermo restando la previsione del porto turistico di elevate dimensioni previsto sotto Poggio Batteria per il quale non vediamo motivo di opposizione, tutto il resto che è rappresentato dalle esigenze locali per l’approdo di barche di piccole e medie dimensioni per i residenti, per gli spazi riservati alla flotta peschereccia e al mercato ittico che, insieme alle aree per la cantieristica rappresenterebbero il vero cuore della filiera nautica, non troveranno mai soluzione nelle aree della Chiusa di Pontedoro che, oltre a essere prive di valide infrastrutture viarie e limitate ai fini di una possibile espansione della cantieristica, sono anche gravate da costosissimi interventi di bonifica. Nel ritenere, quindi, che questo tipo di infrastrutture e tutti i mestieri del mare siano la vera vocazione del nostro territorio, che rappresentino anche il futuro economico dell’intero comprensorio e che sia ormai imprescindibile porre rimedio alla politica pasticciata adottata fino a oggi dalle varie amministrazioni verso questi temi, proponiamo la delocalizzazione delle previsioni relative all’ambito della Chiusa di Pontedoro, verso siti più idonei e più praticabili come per esempio quelle aree poste fra il Fiume Cornia e la Centrale ENEL, che oltre a essere esterne al perimetro dei Siti di Interesse Nazionale e quindi non gravate dalle bonifiche, rappresentano per la loro morfologia il luogo ideale dove sviluppare le suddette previsioni e, in particole, quelle relative alla cantieristica che necessita di vaste aree pianeggianti con accesso al mare. Siamo certi che tali interventi rappresenteranno uno dei motori principali dello sviluppo economico di questo territorio e, allo stesso tempo, grazie alla realizzazione di buoni approdi per la flotta peschereccia e il relativo mercato ittico, serviranno da volano per l’insediamento dell’industria conserviera del pescato, invertendo l’attuale sistema che, in mancanza di tali attività in loco, punta solo sulla commercializzazione e l’esportazione del prodotto.

Il Parco della Sterpaia:

La lotta contro le lottizzazioni abusive che già dagli anni settanta ha impegnato le amministrazioni di questo territorio ci ha consegnato l’intero Parco Costiero della Costa Est e della Sterpaia, che è stato pianificato più volte e più volte modificato e attuato solo alla fine degli anni novanta. Con la realizzazione del sistema dei parcheggi e tutti i servizi alla balneazione realizzati sulla fascia costiera, abbiamo assistito ai primi interventi concreti con i quali possiamo affermare che la vocazione balneare di questo parco ha avuto la sua attuazione, e ha contribuito a una quota, se pur minima, di sviluppo economico (forse l’unica dopo decenni). Ma non tutti sanno che la pianificazione dell’intero parco prevede anche e, soprattutto, l’utilizzo delle aree poste a monte identificabili con il vero bosco della Sterpaia, nel quale avrebbero dovuto nascere foresterie e strutture ricettive funzionali alle visite guidate al parco naturalistico, ippovie e attrezzature per il mantenimento e l’uso del cavallo, piccoli centri commerciali per i prodotti tipici e tutte quelle attività tipiche di un parco naturalistico e, in questo caso, anche balneare, che avrebbero potuto e dovuto risollevare l’ente gestore e metterlo in condizioni di pareggiare i propri bilanci. Noi non vogliamo nemmeno pensare che qualcuno non abbia attuato tutto ciò perché qualche altro non potesse pareggiare detti bilanci e vogliamo piuttosto pensare che, come per i parchi urbani che puntualizzeremo più avanti, sia solo colpa di un cattivo approccio culturale verso i beni naturalistici di proprietà comunale. Noi, al contrario, crediamo che dette attrezzature debbano essere realizzate: perché un bene così importante e che è costato alla comunità impegno e risorse economiche debba necessariamente essere fruito, perché crediamo altresì che il sistema dei parchi in generale e l’economia che ne consegue non può prescindere da un ente gestore; quindi dobbiamo mettere in campo tutte le strategie necessarie al fine di consentire la sua sopravvivenza funzionale per una economica e una cultura che possono veramente fare la differenza nel nostro territorio.

Misure per le attività commerciali urbane:

Perché si possano adottare misure efficaci per le attività commerciali, bisogna rendere funzionale il tavolo di concertazione degli eventi e della politica di orientamento all’impresa e al lavoro con la presenza delle associazioni di categoria e gli assessorati competenti, regolamentando e calendarizzando le sagre e le feste di orientamento politico escluso il periodo dal 15 luglio al 20 agosto nel quale non potranno essere programmate. Sarà necessario classificare il territorio del Comune di Piombino come “saturo” dalla presenza della grande distribuzione nella misura concessa dalla legislazione nazionale; Nell’ottica di incrementare i servizi del centro storico è necessario interrogarsi sul perché nascono le zone a traffico limitato e dove sono veramente necessarie, scoprendo così che oltre alla struttura urbana concorrono alla qualità della struttura; quindi sì ai centri storici a traffico limitato, ma dove quest’ultimo oltre a essere antiestetico ed ingombrante rappresenta anche una fonte di inquinamento deleteria per i monumenti e per l’edilizia di pregio. Perciò, considerato che la nostra attuale zona a traffico limitato è estesa ad aree prive di dette caratteristiche, noi riteniamo che il suo perimetro debba essere rivisto e possibilmente ridotto, a partire da Viale del Popolo dove devono essere recuperati parcheggi utili alle attività commerciali. Dobbiamo incrementare la presenza del vigile di quartiere e favorire il coordinamento fra le forze dell’ordine; riqualificare Piazza Dante Alighieri in quanto simbolo di una città, per agevolare la frequentazione dei piombinesi restituendo loro un pezzo di storia e per riequilibrare il tessuto sociale del centro. Inoltre per stimolare la frequentazione dei luoghi sarà opportuno anche porre più attenzione al decoro urbano volto a una città più pulita anche tramite l’istallazione di raccoglitori di rifiuti e mozziconi di sigarette, ma soprattutto la concreta applicazione delle sanzioni per chi sporca (cani e persone). Sarà opportuno ripristinare il Vallone di Salivoli per renderlo più frequentabile e asse di collegamento fra il porto turistico e il centro commerciale e le aree candidate per ospitare il mercato settimanale, di cui alla voce successiva. Si dovrà anche ricercare la collaborazione con comitati di quartiere e associazioni di categoria per la realizzazione di iniziative di animazione delle varie zone della città, con lo scopo di incrementare i flussi di clientela; accordi su orari, aperture domenicali, strumenti di cooperazione fra commercianti ne sono la base. Infine, aumentare l’attrazione turistico-balneare nell’ambito urbano (vedi fruibilità delle spiagge urbane).

Agricoltura:

La Val di Cornia è un contesto territoriale di grandi potenzialità e tradizioni agricole, per questo motivo è necessario adottare delle politiche che tutelino il patrimonio immobiliare e fondiario e che ne impediscano la completa trasformazione per usi diversi. Per questo, se da una parte è importante sostenere lo sviluppo dell’agriturismo di qualità e il riuso del patrimonio edilizio esistente non più produttivo, dall’altra è necessario impegnarsi per stimolare azioni di governo che tutelino il presidio agricolo per favorire l’integrazione tra agricoltura e ambiente in grado di qualificare il territorio da un punto di vista produttivo e paesaggistico. Per mantenere quindi in produzione i fondi agricoli è importante rafforzare ulteriormente le azioni di tutela della risorsa idrica attraverso il sostegno e il miglioramento delle infrastrutture rurali (viabilità, acquedotti, dotazioni tecnologiche) e diffondere l’agricoltura biologica attraverso iniziative tese a incoraggiare la salvaguardia del paesaggio rurale, elemento fondamentale dell’economia e dell’offerta turistica. Non da meno è necessario il rafforzamento della zootecnia e del settore ittico della Val di Cornia, incentivando connessioni con l’industria di trasformazione dei prodotti.

Il prolungamento della statale 398:

Fa un certo effetto sostenere ancora oggi che la Città di Piombino è isolata dalla viabilità nazionale perché l’unica strada che ha, favorisce solo l’ingresso e presenta grosse difficoltà nello smaltire il traffico in uscita, che per raggiungere il porto commerciale di interesse nazionale bisogna attraversare il centro urbano e non si può disporre di un collegamento autostradale diretto con la rete nazionale e internazionale. Alla soluzione di questo problema, benché abbia sempre rappresentato uno dei principali obbiettivi di governo di questa Città, si è cercato di porre soluzione solo negli anni novanta con la stesura dell’ultimo P.R.G., proponendo il tracciato urbanistico che prolungava la statale 398 da Montegemoli fino al porto commerciale definendo una volta per tutte la più importante infrastruttura per la crescita delle attività portuali. Sono passati ormai ben 20 anni dall’approvazione di quel P.R.G, ma da allora è stato fatto ben poco per realizzare questa strada, salvo enfatizzarne la fattibilità tramite le risorse economiche promesse per l’arrivo dei fanghi di Bagnoli che, puntualmente, come tutte le enunciazioni fatte sul tema dall’Amministrazione si è dimostrata carta straccia. E, sempre l’Amministrazione Comunale, ritenendo che tale viabilità non fosse più una infrastruttura strategica di importanza nazionale, per la quale lottare per ottenere stanziamenti specifici, pensò bene di farla passare per un’opera compensativa della futura autostrada tirrenica. Su questo argomento negli ultimi anni si è detto di tutto e si sono sprecati fiumi di inchiostro, ma l’unica cosa certa che resta è l’incauto protocollo d’intesa che il Comune di Piombino, non sapendo più che pesci prendere dopo il fallimento dei fanghi di Bagnoli, ha sottoscritto con la SAT-Soc. Autostrade Toscana; un protocollo con il quale questa comunità ha di fatto rinunciato alle finalità principali di questa infrastruttura, accettando il suo prolungamento solo fino al Gagno con tutte le criticità che ne derivano, a partire dalla mancata crescita del porto commerciale fino alla impossibilità di realizzare il porto turistico sotto Poggio Batteria, particolarmente condizionato dalle norme vigenti all’arrivo della 398 sul porto. Noi, invece, riteniamo che si debba lottare per ottenere il prolungamento della 398 fino alle aree portuali come previsto nella strumentazione urbanistica e sosteniamo la sua valenza strategica di carattere nazionale e internazionale, per la quale giustamente devono concorrere alla sua realizzazione il nostro Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, compreso tutta la Comunità Europea, non considerandola un’opera compensativa legata solo ai disagi provenienti dall’occupazione della Variante Aurelia da parte della Soc. Autostrade, che per noi questo è un altro capitolo.

La Fiorentina – S. Rocco:

In tema di infrastrutture questa Città non ha solo bisogno di realizzare il prolungamento della statale 398, che resta pur sempre il primo obbiettivo, ma necessita anche di un’alternativa all’attuale tre corsie che da Fiorentina fino al Capezzuolo regola il traffico in ingresso e in uscita da Piombino. Nonostante l’eventuale realizzazione della 398, che rappresenterà una viabilità specifica per le aree portuali e, di fatto, molto decentrata a Est rispetto all’abitato, l’ingresso e in particolare l’uscita dalla Città e da tutta la zona posta a Ovest, continuerà a svilupparsi sull’asse diretto verso Fiorentina; quindi noi proponiamo in alternativa a una strada di tre corsie come quella attuale, una bretella che da Fiorentina, attraversando la zona di “Santa Maria”, si raccordi con l’attuale viabilità che da S. Rocco conduce all’ospedale di Villa Marina e al quartiere di Salivoli e Ghiaccioni, senza andare a interessare aree di pregio ambientale come il tracciato tanto discusso della Fiorentina – Ghiaccioni.

L’autostrada:

Per quanto concerne il tema molto caldo dell’Autostrada Tirrenica Livorno – Civitavecchia, noi siamo per il completamento naturale dell’opera e cioè il completamento ideale della superstrada da Grosseto a Civitavecchia da parte dell’ANAS; tale sarebbe l’obbiettivo primario se ci fossero le risorse economiche. Dell’Autostrada non diciamo che sarebbe inutile, ma di certo non di primaria importanza; diversamente, se si vuole realizzare un’autostrada, sovrapponendosi alla variante Aurelia, si dovrebbe prima individuare la viabilità alternativa e renderla fruibile, cosa che allo stato attuale non sembrerebbe possibile. Comunque, se l’opera autostradale fosse portata a termine, noi a nome di tutti i residenti sosterremo la richiesta dell’esenzione dal pedaggio per il mancato uso del bene pubblico a loro sottratto.

Viabilità urbana e parcheggi:

La viabilità urbana e le aree di sosta esistenti della Città di Piombino si basano ancora su un progetto guida del 1989, che proprio per la sua natura doveva essere verificato nel tempo e possibilmente adeguato. Questo non è mai avvenuto e, infatti, ci ritroviamo il collegamento fra le aree del Semaforo e quelle dei Ghiaccioni (per intendersi: quelle più a Est e quelle più a Ovest), che nel periodo estivo è garantito solo da Via della Resistenza e Via Medaglie d’Oro della Resistenza, quando il traffico per l’Elba lo consente; in alternativa, possiamo contare sul collegamento lato mare che, quando non è chiuso per le manifestazioni estive, è garantito da un pertugio di pochi metri in angolo con Piazza dei Grani. In sintesi possiamo teoricamente contare su due collegamenti: uno che si scontra con il traffico per il porto commerciale e l’altro con le attività estive del centro storico. Noi non siamo tecnici del traffico e non abbiamo una soluzione preconfezionata, ma siamo convinti che vada ricercata, perché questa viabilità non potrà garantire ancora per molto i flussi di traffico da una parte all’altra della Città che, specialmente dopo l’arrivo della 398 sul porto, aumenteranno di gran lunga. Sempre in tema di viabilità bisognerà impegnarsi per trovare una soluzione per ristrutturare Via dei Cavalleggeri e, nello stesso tempo, garantire l’accesso al porto turistico di Salivoli, dando soluzione allo svincolo fra Lungomare Marconi e Via Forlanini.

UNO DEI CAPITOLI PIU’ IMPORTANTI DA TRATTARE ALLA VOCE VIABILITA’ URBANA, E’ RAPPRESENTATO DALLA ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

La lista civica Ascolta Piombino ,con lo slogan ” DOVE ARRIVO IO,ARRIVI TU “, ci tiene a ricordare che la libertà di muoversi autonomamente all’interno della propria città deve essere un diritto di tutti, e per far si che questo slogan non resti solo una frase buttata là per fini elettorali, ma diventi una realtà, ha intenzione di procedere con un programma volto all’ abbattimento totale delle barriere architettoniche presenti in città. Il Comune di Piombino nei nostri progetti dovrà diventare una città a misura di disabile. La nostra intenzione, una volta insediati, sarà quella adottata anche in altre città, ovvero quella di ricercare il sostegno e la collaborazione delle associazioni con le quali redigere un vero e proprio progetto, partendo dall’indagine e dalla quantificazione di tutte le barriere esistenti nella nostra città. Il programma di abbattimento delle barriere interesserà anche le scese a mare della costa piombinese, con l’istallazione ove il territorio lo consenta di apparecchiature idonee a risolvere i problemi di accesso, per permettere a tutti di poter usufruire del ” proprio” mare. Tra gli interventi previsti nel piano disabili ci dovrà essere l’isola disabile, un progetto che prevede la creazione di spazi distribuiti nei punti cruciali, e più importanti della città, dove verranno collocati :

-Parcheggi riservati

-Telefono

-Servizi igienici idonei

-Cassetta per le lettere

-Tabelle segnaletiche con indicazione sui percorsi da seguire per raggiungere gli edifici pubblici nel raggio d’azione dell’isola (ca. 400 – 450 mt.)

I Parchi Urbani:

La politica urbanistica degli anni ’70 e ’80, con l’istituto della “concessione per costruire”, ci ha tramandato vaste aree naturalistiche interne all’area urbana destinate a parchi urbani. Le principali aree che hanno assunto dette caratteristiche sono: Il Falcone, I Quattro Pini e il Semaforo; alcune di queste, tipo il Falcone, sono fra quelle più note alla popolazione residente perché in qualche modo sono sempre state fruibili, anche grazie all’impegno profuso dai volontari del quartiere. Gli altri due parchi, invece, sono rimasti praticamente inaccessibili dalla loro acquisizione, anche se attengono a tempi diversi; le aree del parco urbano del Semaforo sono recenti in quanto pervenuteci in seguito all’edificazione convenzionale dell’ambito, quelle dei Quattro Pini, invece, facevano parte del demanio pubblico già negli anni ottanta e non esistono quindi scuse che giustifichino sia la difficile frequentazione da parte dei residenti, che l’impossibilità di accesso anche alla protezione civile. Tutto ciò lo denunciamo come incuria per la quale non esistono né scuse né aggravi di bilancio, perché alle amministrazioni che si sono avvicendate dagli anni settanta a oggi e ai loro assessorati alla cultura e all’ambiente gli è sempre mancato quell’approccio culturale necessario per capire che non si può solo propagandare , ma si deve anche agire. Noi per il senso civico che ci distingue, ci impegniamo a rendere percorribile da camminatori , da amanti del footing e ciclisti darà la possibilità, attraverso navette elettriche ,di fruire di tali zone anche a persone anziane, disabili e giovani coppie con passeggini al seguito. Il percorso una volta ultimato renderà raggiungibili diverse calette della zona : Spiaggia Lunga, Fosso alle Canne, Cala del termine, Punta galera, Cala San Quirico e Buca delle fate, e terminerà nel Golfo di Baratti. Per il raggiungimento delle cale sottostanti dovranno essere realizzati nuovi accessi in luogo di quelli esistenti ad oggi difficoltosi e pericolosi. Per rendere più funzionale la pista si renderà necessaria una revisione dell’attuale Piano Particolareggiato della Costa Urbana per collocare, in prossimità delle varie scese a mare, dei chioschi in legno che forniscano servizi quali noleggio sdraio e ombrelloni, somministrazione bevande e alimentari. L’intero percorso che dovra’ avere delle caratteristiche strutturali tali da poter permettere l’accesso a un mezzo di soccorso, permetterà ai frequentatori di ogni genere la visione di una Piombino che non è solo fabbrica e fumi. Al fine di favorire anche l’uso del Parco Urbano della Tolla, meglio identificato come “ Promontorio del Semaforo”, riteniamo che il relativo Piano Particolareggiato debba prevedere un’area da destinare ad una particolare disciplina sportiva: Tale area, che in questo caso dovrà essere realizzata a carico del Comune, dovrà essere dedicata principalmente agli adulti e agli anziani, chiamata “area fitness, dovrà ospitare esclusivamente attrezzature per la ginnastica dolce adatte all’età adulta e senior. Il parco dovrà inoltre ospitare anche impianti e attrezzature sportive a fruizione libera, e in particolare percorsi ginnici attrezzati, dove poter effettuare esercizi di stretching, di riscaldamento, di rafforzamento muscolare, di coordinamento e abilità.

La costa urbana:

Piano Particolareggiato della Costa Urbana: Per quanto attiene il turismo urbano il principale riferimento è Il piano particolareggiato della sua Costa, che rappresenta anche lo strumento nel quale risiedono le speranze per la crescita economica dell’intera città. Attualmente sono state attuate solo alcune previsioni, ed in particolare solo quelle di iniziativa privata. Tuttavia, anche se attuassimo l’intero scenario, il piano nella sua interezza resterebbe comunque privo delle scelte forti, quelle depurate dai vincoli ideologici, necessarie per il decollo dell’economia del centro storico e dell’intera città. Uno degli ambiti più accreditati del piano, e sul quale risiedono effettivamente le maggiori speranze, è quello degli ex macelli pubblici, ovvero una parte consistente di tutto Poggio Batteria, perché in prospettiva di diventare il primo sito di servizi alla balneazione al quale approdare pervenendo dal prolungamento della 398. Pertanto, la Lista Civica Ascolta Piombino, nel sostenere l’attuazione delle scelte già operate per l’utilizzazione di dette strutture, ritiene necessaria anche l’utilizzazione degli edifici attinenti la ex caserma dei pompieri, per ampliare il concetto di ambito di servizio fino a distretto del benessere e del turismo balneare. Perché ciò possa assumere interesse nei bandi di assegnazione, è necessario rimuovere tutti gli ostacoli che ne possono impedire l’attuazione: quindi diventa imperativo delocalizzare il canile municipale, che non rispecchia più gli standards regionali, ma anche il vecchio poligono di tiro, che già confligge con le nuove residenze. Anche il vecchio Centro Velico, del quale è rimasto solo il nome, sembra funzionare. Tuttavia non averlo destinato totalmente per servizi alla balneazione ha reso l’intervento improduttivo in relazione alle potenzialità della risorsa. La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene che quello sia un ambito da mettere a disposizione di una sola attività, per garantire maggiori investimenti e una maggiore produttività. Pertanto anche la destinazione funzionale dell’edificio è opportuno che assuma nuovi indirizzi, e possibilmente anche ragionati ampliamenti. Un’attività con maggiori servizi potrà in futuro garantire anche interventi su gli accessi assistiti di cui le nostre coste necessitano. Se noi riusciamo a trasmettere la visione del triangolo di interesse nautico e paesaggistico, formato dalla Marina di Piombino, l’Isola d’Elba e Baratti, dove si può sviluppare il concetto delle barche a noleggio che possono percorrere i tre lati lasciando la barca a discrezione in uno dei tre poli, e dove gli stessi percorsi possono essere coperti anche da itinerari di taxibooat. Non sarà difficile mettere a bando pubblico un’ambiti di servizio come quelli da comporre con il patrimonio di Palazzo Appiani, Centro Velico, ex licei e piazzale di alaggio, con destinazioni legate al pernottamento, alla nautica minore e carrellabile e alla balneabilità, e veicolare allo stesso tempo l’interesse dell’imprenditoria di settore. Detto ciò, è necessario che tale enorme risorsa assuma destinazioni più coerenti con le necessità di questa città. Non possiamo più permetterci di tenere improduttivo un bene cosi ambito. Pertanto anche il piazzale di alaggio compreso il nuovo edificio della ex lega navale è necessario che diventi un centro di servizi alla balneazione e alla nautica carrellabile, al pari del “centro velico”. Perché la costa urbana possa veramente diventare una risorsa, e garantire un minimo di alternativa a quella industria che non c’è più, e nella quale si possa veramente costruire servizi di ogni genere per residenti e turisti, è necessario che la costa rocciosa, come quella urbana, diventi fruibile in termini di accessi e in termini di balneabilità. Perché ciò avvenga è necessario che la nuova e la vecchia imprenditoria sia motivata dalla possibilità di realizzare, come già avviene in altri siti turistici in prossimità delle scogliere, ampie platee con materiali anche amovibili per permettere il soggiorno dei bagnanti, unendo il fascino della scogliera alla comodità della “terrazza”. Se gli interventi potranno assumere dimensioni produttive, anche per gli accessi potranno essere garantite risorse sufficienti per renderli sempre più agibili. Un’altro sito già presente nel Piano della Costa Urbana che potrebbe diventare di interesse commerciale, è rappresentato dalle vaste aree dell’ex campino di calcio dei Frati. Se dette aree potessero fruire delle sottostanti scogliere artificiali, recentemente costruite per la messa in sicurezza della falesia, e adibite con modesti interventi a servizi alla balneazione per permettere il soggiorno dei bagnanti, potrebbero assumere un marcato interesse imprenditoriale per la realizzazione di un resort al pari di Via Amendola, con il quale comunicare in termini di viabilità pedonale. La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene che il vasto ambito venutosi a creare fra l’approdo turistico di Salivoli, il sistema dei parcheggi ad esso correlati, il parco urbano del Falcone, la spiaggia di Calamoresca e le aree attualmente utilizzate dal campo di calcio di quartiere, debba essere rivalutato e reso organicamente funzionale alla risorsa stessa e all’intero promontorio. La Lista Civica non sa se l’approdo debba essere ampliato, ma è sicura che se fosse trasformato in porto turistico il suo indotto sarebbero fortemente avvantaggiato. La Lista Civica ritiene inoltre che il sistema suddetto, di cui l’approdo ne è parte integrante, sia carente di un centro servizi di qualità, che anche in questo caso risponda alle esigenze di pernottamento, ristorazione, attrezzature ludiche, mobilità verso il promontorio per la fruizione delle risorse balneari meno raggiungibili, e anche per la stessa gestione del parco urbano del Falcone; e che la realizzazione di detta struttura coincida con la necessità di delocalizzare l’attuale campo di calcio del Quartiere Salivoli verso aree più vocate. Un’adeguata convenzione con i soggetti attuatori, potrà consentire la realizzazione di un nuovo campo di calcio in prossimità del distretto dello sport in Loc. Ghiaccioni, dove, sempre in forza di accordi convenzionali, potranno essere realizzate anche le opere di urbanizzazione necessarie, tutt’ora inesistenti.

Il decoro e l’arredo urbano e Piazza D. Alighieri:

Abbiamo affermato molte volte che per realizzare strutture ricettive nell’area urbana di Piombino bisognava rendere fruibili le spiagge urbane e sgombrare dal degrado tutte le aree da adibire a servizi per la balneazione e per la nautica; benché tutto ciò resti prioritario, bisogna anche riflettere e porre attenzione alle condizioni ambientali in cui versa la maggior parte delle aree urbane. A prescindere da pochissime realtà dove il verde è mantenuto e arredato per creare un’immagine molto superficiale, per il resto non brilliamo certo per pulizia e decoro. Alla Città di Piombino serve un adeguato arredo urbano, che non esiste, e una azienda di operatori ecologici che intervenga quotidianamente su tutte le aree pubbliche, non solo su quelle ritenute principali, senza strumentalizzi le proprie deficienze, come nel caso delle falesie di Piazza G. Bovio le quali non vengono pulite sistematicamente per poi enfatizzarne l’esecuzione una sola volta all’anno. Servono interventi di manutenzione del verde urbano e le risorse necessarie vanno ricercate nelle economia di spesa, fatta operando nell’ottica delle priorità, perché il mantenimento del bene pubblico viene prima dell’associazionismo. Serve dotare in maniera omogenea tutta la struttura urbana di raccoglitori per l’immondizia perché, per esempio, non possiamo giustamente chiedere ai possessori di cani di prelevare le deiezioni, quando poi non gli diamo la possibilità di depositarle. Questa Città, inoltre, deve risolvere una volta per tutte l’annoso problema dei liquami che veicolano indisturbati nei fossi urbani. A Salivoli tutti coloro che trovandosi nel tratto che va da San Quirico al centro commerciale Coop, possono assistere a veri e propri “scrosci” che periodicamente escono dalle condotte di acque meteoriche e si immettono nel fosso sottostante, per arrivare poi alle attrezzature balneari del golfo. Altrettanto succede al Canaletto nel fosso omonimo, prendendo atto con i nostri occhi e il nostro naso cosa transita sotto la strada a pochi metri da attrezzature ricettive e balneari. Se non ricerchiamo delle soluzioni a questi temi non possiamo credere di portare il turismo nella nostra Città; segnalando tale degrado, qui ci impegniamo a lottare perché siano trovate delle soluzioni.

Le aree pubbliche dimenticate in Loc. Ghiaccioni:

Anche in Loc. Ghiaccioni, come per i parchi urbani trattati precedentemente, il Comune di Piombino è proprietario di vaste aree ottenute anch’esse dai vari costruttori che hanno edificato le zone circostanti. Queste aree entrate a far parte in varie riprese del demanio pubblico già a partire dagli anni sessanta, sono state utilizzate a tutt’oggi in minima parte solo per realizzare il pattinodromo e il campo di rugby, ma tutto il resto che ammonta a circa 60.000 mq giace in stato di abbandono da decenni, salvo l’utilizzo estemporaneo di qualche cittadino che, con dubbio titolo, le utilizza come orti familiari. Queste aree che vanno dalla strada prospiciente le scuole elementari dei Ghiaccioni fino al complesso residenziale Marina di Salivoli, a monte e a valle degli impianti sportivi suddetti, hanno una destinazione a verde pubblico e per lo sport che viene reiterata, puntualmente, ogni qual volta se ne presenta l’occasione nei piani urbanistici di carattere generale, senza per questo vederne mai l’attuazione. Non solo queste aree non vengono attrezzate allo scopo, ma è sotto gli occhi di tutti il degrado, l’abbandono e la sporcizia che ormai le distingue da anni e che indigna il senso civico di chiunque; noi riteniamo che tutti coloro che amministrano un territorio e non dispongano di risorse necessarie per attrezzarlo agli scopi predefiniti, debbano comunque mantenerlo nelle dovute condizioni igieniche e non farlo degradare. Considerato che nella Città di Piombino non esistono parchi alberati e attrezzati per bambini che si possano davvero definire tali e dove la loro dimensione e la possibile ombreggiatura possa consentire passeggiate e soste prolungate, noi proponiamo di intervenire nelle suddette aree allo scopo di mitigarne il degrado, renderle dove possibile immediatamente fruibili, e provvedere alla redazione di un progetto organico che inquadri i circa sei ettari di terreno disponibili, in un parco attrezzato e ombroso per bambini di tutte le età, con caratteristiche tali da consentire soste anche prolungate con gli accompagnatori.

Parco VIII Marzo

In virtù del fatto che è importante predisporre e curare luoghi dove i bambini possano giocare e socializzare, crediamo che l’amministrazione dovrebbe impegnarsi per migliorare le condizioni in cui versa il Parco VIII Marzo attraverso la presenza di attività ludiche e giochi gonfiabili da affidare non solo al pubblico ma anche al privato, attraverso un’apposita convenzione che consentirebbe così una migliore gestione e manutenzione dell’area senza inoltre gravare interamente sulle casse pubbliche.

Le società partecipate e i servizi erogati:

La società civile si è interrogata per recuperare l’equità dei costi relativi all’erogazione di servizi primari, come quello della distribuzione dell’acqua potabile e della raccolta dei rifiuti, discutendo sull’opportunità di darli in gestione all’ente pubblico o società partecipata oppure al privato. Per quanto ci riguarda noi crediamo che sia fondamentale il metodo con il quale si individua il gestore, perché ha poca importanza se è pubblico o privato, l’essenziale è che non sia monopolistico, senza concorrenza o obbiettivi di contenimento; conterà sempre poco il concetto di privato o pubblico nel caso in cui entrambi faranno il proprio interesse, il privato per la sua natura e il pubblico per ingrassare i consigli di amministrazione e il politici di turno stipendiati a vari titoli. Per questo si deve creare un sistema dove il soggetto gestore è controllato dal soggetto concedente e dove il gestore deve operare su concessione a termine. Il controllo significa verifica degli obblighi convenzionali (vedi prezzi), verifica del patrimonio (stato di conservazione di quanto dato in concessione in termini di beni immobili e mobili), verifica, quindi, di tutti quegli impegni che il gestore si era assunto per vincere e ottenere la concessione; il termine, invece, significa concessione sottoposta a rinnovo con formalità istruttoria, da esercitare dopo un certo numero di anni prestabiliti e che, in sostanza, significa rimettere a bando l’oggetto della concessione stessa se mancano i presupposti per rinnovarla al titolare di turno. Per fare questo è necessario che, a prescindere dalla natura del soggetto gestore (società a partecipazione pubblica o privata), l’ente di origine del bene ritorni necessariamente nel pieno possesso delle strutture costituenti il sistema di erogazione del servizio.

Gli Asili Nido che non ci sono:

Chi ha amministrato questa Città negli ultimi mandati elettorali evidentemente non ha, o non ha voluto, prendere in considerazione l’evolversi dell’andamento demografico in termini di nuove nascite e del relativo rapporto che si andava creando fra queste e la disponibilità sul territorio di asili nido; se qualcuno ha pensato che il saldo demografico fosse una linea costante e prevedibile di cui non preoccuparsi, nel caso di Piombino, ha sbagliato i conti. Questo territorio è stato testimone negli ultimi venti anni di una forte immigrazione dal sud del nostro paese, perché qui nessuno ha mantenuto le tradizioni artigianali in particolare nell’edilizia, e perché in pochi hanno risposto al vecchio richiamo delle acciaierie, quindi nelle graduatorie per l’accesso ai servizi per l’infanzia, come appunto gli asili nido, è cresciuta la domanda; le nuove famiglie insediatesi oltre a essere numerose, contribuiscono in maniera esponenziale all’andamento demografico. É ormai appurato che i vecchi residenti per colpa del rapporto fra il reddito e il numero dei componenti delle famiglie riescono raramente a trovare la disponibilità in dette strutture, ma chiariamo che le graduatorie vanno bene, sono gli asili nido che mancano. Noi siamo per le priorità di spesa e siamo convinti che i servizi di primaria importanza come gli asili nido devono essere collocati ai primi posti, dovrebbe essere una regola; se ci devono essere delle eccezioni andrebbero inquadrate nella necessità di investire seriamente in attrezzature e infrastrutture necessarie allo sviluppo del nostro territorio.

La residenza:

Le previsioni residenziali contenute nel P.R.G. tuttora vigente, si stanno dimostrando quasi eccessive per la mancanza di domanda in proporzione all’offerta, pertanto non si propone nessun aumento di edilizia residenziale e tanto meno fuori dal perimetro urbano, si propone solo completamento puntuale e recupero del patrimonio edilizio esistente. I piani per l’Edilizia Economica e Popolare per noi dovranno essere circoscritti alle sole residenze da costruire a totale carico dello Stato e della Regione, mentre l’uso degli strumenti di edilizia convenzionata dovrà essere consentito solo nei programmi integrati di intervento per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Tuttavia, vista la necessità di operare il recupero ambientale e paesaggistico dei territori posti in Loc. Fabbricciane e Torrenova, interessati dal fenomeno delle lottizzazioni abusive, la nostra Lista Civica intende perseguirlo mediante piani di lottizzazione finalizzati alla realizzazione di residenze turistiche: Per spiegare il perché di questa scelta è necessario ripercorrere brevemente la storia di questo fenomeno, che già nei primi anni settanta si manifestò con le prime richieste di soggiorno turistico sul nostro territorio, avanzate da quella popolazione toscana che, approfittando del possesso ormai diffuso dell’automobile, cominciò a vedere realizzato il vecchio sogno della balneazione estiva di massa, che in breve si trasformò in una richiesta di strutture di servizio, e di pernottamento. Il Comune di Piombino non solo non aveva strutture turistico ricettive e di servizio alla balneazione, ma non intendeva nemmeno dotarsene, ed è per questo motivo che specialmente in zone come le Fabbricciane, Torre Nuova e La Sterpaia, cominciarono i frazionamenti dei terreni agricoli dando inizio all’era delle lottizzazioni abusive, che impegnarono non poco le Amministrazioni Comunali di allora. A differenza della Sterpaia, alle Fabbricciane e a Torrenova dove l’impegno è risultato inferiore e i condoni degli anni ottanta e novanta hanno fatto il resto, la situazione di degrado ambientale e paesaggistico è diventata irreversibile. In questi luoghi la criticità maggiore è dovuta principalmente alla mancanza di urbanizzazioni ed in particolare la mancanza di condotte per la depurazione, che li rende pericolosi dal punto di vista igienico-sanitario. Pertanto intendiamo porvi rimedio e, al pari del Mortelliccio dove per liberare la Sterpaia furono autorizzate 150 ville a 100 mt. dal mare, riteniamo necessario adottare anche per le Fabbricciane e Torrenova piani di lottizzazione per la realizzazione di residenze turistiche. Questi territori che nella totalità ammontano a circa 1.500.000 di Mq., più o meno quanto tutto Salivoli compreso I Ghiaccioni, adeguatamente indicizzati potrebbero garantire la costruzione di almeno 1.500 villini di 200 Mc. l’uno, senza consumo di nuovo territorio e per di più ottenendo un recupero ambientale e paesaggistico di quello compromesso, risollevando contemporaneamente l’impresa edile presente sul nostro territorio. Noi non vogliamo certo premiare coloro che hanno commesso abusi, ma dal momento che sono inamovibili per via anche dei condoni, e per di più arrecano costantemente un danno all’ambiente, riteniamo che una concessione a costruire qualcosa di funzionale, bello e pulito sia un vantaggio per tutti.

L’ambiente:

Le misure da adottare necessarie al mantenimento delle condizioni ottimali dell’ambiente sono la promozione di una cultura industriale responsabile e sensibile alle esigenze del territorio, innalzando la statura contrattuale della città nel confronto con la fabbrica, riducendo in modo drastico e stabile le emissioni inquinanti nell’atmosfera ed abbattere la concentrazione delle polveri fini e riducendo il prelievo di acqua di falda da parte della grande industria. Inoltre si deve riacquistare progressivamente le aree industriali in concessione e in proprietà non più utilizzate dal ciclo industriale e destinarle a utilizzi economico-produttivi di interesse generale, dopo le necessarie bonifiche. In più, sarà necessario utilizzare le aree di Città Futura solo per parcheggi, viabilità di collegamento con la Borgata Cotone e per creare una zona arborata che faccia da filtro tra la fabbrica e le residenze, demolendo tutto il resto e proseguendo con le bonifiche, che per questo ambito hanno ottenuto i dovuti contributi. Tutte le aree precedentemente e attualmente occupate dall’industria, compreso l’intero porto commerciale fino a comprendere la centrale ENEL, sono ricomprese nel perimetro delle aree SIN (Siti di Interesse Nazionale) e quindi destinate alle specifiche bonifiche come da prescrizioni. Considerato che dall’Italsider all’Ilva sino alla Lucchini il comun denominatore inquinante è stata la stessa industria e considerato che nello stato in cui si trova attualmente è impensabile che provveda come dovrebbe, è necessario che le amministrazioni comunali, quando pongono tali questioni in sede governativa, debbano presentare ogni qual volta possibile il problema ambientale, altrimenti non potremo più utilizzare dette aree in quanto, nelle more delle bonifiche, non possono essere oggetto di nuove costruzioni e infrastrutturazioni. Infatti è impensabile provvedere con risorse locali, per tutte quante, come intende fare l’Autorità Portuale, intervenendo direttamente su quelle recentemente acquisite dal Comune di Piombino.

Mobilità elettrica

La Lista Civica Ascolta Piombino persegue la tutela della salute dei cittadini anche attraverso il miglioramento della qualità dell’aria e intende adottare linee strategiche volte a contenere i consumi e gli impatti negativi prodotti dal traffico veicolare privato al fine di pervenire ad un rapporto auto/residente/turista vicino ai parametri europei e considera tra gli obiettivi prioritari il risanamento e la tutela della qualità dell’aria, tenuto conto delle importanti implicazioni sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Quindi propone di promuovere l’incentivazione dell’uso dei veicoli ecosostenibili, con la previsione di utilizzo di specifiche risorse regionali e provinciali, in accordo con ENEL S.p.A., per incentivare lo sviluppo dell’elettrico nei trasporti pubblici e privati attraverso un’infrastruttura innovativa per la ricarica delle auto e delle biciclette elettriche e dei veicoli per il trasporto di persone e merci, avuto riguardo anche alla logistica urbana e alla mobilità turistica e, per quest’ultima, prevedendo il noleggio di auto (a due o quattro posti) e biciclette elettriche che possano permettere ai turisti di visitare a zero emissioni (inquinanti e acustiche) la nostra città, senza i limiti imposti dalle ZTL usufruendo, gratuitamente, dei parcheggi che sono di norma a pagamento. La Lista Civica Ascolta Piombino riconosce che la mobilità elettrica presenta grandi potenzialità in termini di riduzione dell’inquinamento sia atmosferico che acustico; inoltre la mobilità elettrica offre la possibilità di numerose applicazioni a livello cittadino, tra le quali la mobilità privata su due e quattro ruote, il trasporto pubblico e la logistica urbana, tenuto conto che ENEL S.p.A. ha ideato un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica dei veicoli elettrici (Pole Station e Box Station), gestite con le più avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota, in grado di rispondere alle attuali e future esigenze di una mobilità urbana evoluta e sostenibile.

Le Istituzioni:

Rafforzare il ruolo del Consiglio Comunale nei suoi compiti di indirizzo, programmazione, monitoraggio e controllo, per riequilibrare i rapporti tra lo stesso, il Sindaco e la Giunta, modificando lo Statuto del Comune in tal senso e dando la possibilità, sulle decisioni fondamentali, di utilizzare anche esperti autonomamente scelti permetterebbe di dotare i gruppi consiliari delle strutture e dei mezzi necessari per svolgere le loro funzioni in piena consapevolezza e autonomia. L’attribuzione degli incarichi dirigenziali del Comune e delle Aziende partecipate deve procedere con procedure di selezione pubblica che seguano criteri orientati al merito, alla capacità di innovazione e all’esperienza. Eliminando i Consigli di Amministrazione delle Aziende partecipate, inoltre, si potrà favorire la partecipazione reale dei cittadini nelle decisioni di maggior rilievo, dando seguito anche alla legge che la Regione Toscana ha emanato, così da consentire un uso del referendum consultivo più agevole, prevedere, in sede di approvazione del Bilancio Comunale, una seduta di approfondimento e discussione dei bilanci e delle linee di indirizzo delle società partecipate dal Comune e prevedere che organi come quello dei Sindaci revisori siano nominati dal Consiglio Comunale e a esso rispondano esplicitamente e pubblicamente. Istituire, infine, il registro dei professionisti al quale attingere per affidare gli incarichi e le consulenze in casi eccezionali e comunque a seguito di procedure di evidenza pubblica, dovranno seguire criteri di assoluta trasparenza, così da favorire un’opportunità anche per i giovani nei confronti di figure già affermati.

Lo Sport:

In tema di sport l’obbiettivo della lista civica Ascolta piombino e’ quello di operare sul territorio attraverso una sana e corretta promozione dell’attività sportiva. Per noi educare allo sport significa educare al rispetto delle regole e quindi anche al vivere civile, inoltre l’educazione sportiva,intesa come cultura, può diventare fattore di integrazione multiraziale, di convivenza civile e solidarietà. Il nostro obbiettivo sarà l’avvicinare più bambini possibili al mondo dello sport, per fare questo sarà opportuno intraprendere strette collaborazioni con scuole e associazioni sportive locali ,di modo che si arrivi a dare a tutti i bambini del comune di Piombino dell’età compresa tra i quattro e i sei anni la possibilità di provare per un periodo sufficiente le varie discipline, per permettere loro e ai loro genitori di giudicare poi se continuare il percorso sportivo iniziato. Un altro obbiettivo del programma dovrà impegnare l’amministrazione affinché siano posticipati gli orari di chiusura delle strutture sportive comunali, come ad esempio la piscina fino alle ore 24, e stimolare anche le strutture private ( palestre) a seguire il solito esempio, per permettere la frequentazione anche a chi è gravato da lavori di turnazione. In futuro l’Amministrazione Comunale dovrà impegnarsi anche nella promozione di sport acquatici come wind surf e scuole di vela, adeguando possibilmente i propri strumenti urbanistici con destinazioni specifiche che stimolino l’iniziativa privata. La stessa andrà stimolata anche per la realizzazione, in luoghi predefiniti dalla strumentazione urbanistica, di strutture attualmente inesistenti a Piombino come piste per montain bike, nelle quali potranno confluire i tanti appassionati locali e non.

IL POLIGONO IN LOC. MACELLI

La Lista Civica Ascolta Piombino ha seguito con attenzione come il Comune di Piombino ha governato i nuovi insediamenti residenziali in Loc. Semaforo. E condivide in pieno il tentativo, in parte riuscito, di riqualificazione dei terreni posti fra le strutture degli ex macelli e gli edifici del vecchio nucleo residenziale della Tolla Alta. Noi abbiamo sempre ritenuto che detti terreni fossero un pezzo di città da recuperare, e che costituissero un’ottima occasione per riunire le aree urbane al porto commerciale, e che la loro pianificazione fosse anche un’ottima occasione per mitigare il degrado materiale e culturale che li caratterizzava. Tuttavia non possiamo approvare il trattamento che il Comune di Piombino ha riservato alle preesistenze di vario tipo , e in particolare alle strutture del vecchio poligono di tiro. Quando si pianifica un territorio corre l’obbligo di considerare attentamente le preesistenze immobiliari, e quant’altro sia presente nell’ambito interessato dalla progettazione. E nel caso di edifici che dimostrino una chiara funzione e rappresentino anche un servizio pubblico, come il poligono di tiro, bisogna assumersi la responsabilità del loro mantenimento, anche se ciò comportasse il trasferimento in altri siti a carico delle istituzioni. Il poligono di tiro posto in Loc. Macelli fu realizzato nel 1870, ma la memoria dei piombinesi è rimasta legata agli anni trenta, quando nell’era fascista venne utilizzato per l’addestramento paramilitare della popolazione civile. Dopo il secondo conflitto mondiale fu quasi abbandonato, per tornare a nuova luce negli anni settanta a fini prettamente sportivi. Successivamente è diventato un vero e proprio servizio, non solo per gli sportivi, ma anche per coloro che devono espletare pratiche legate al possesso di armi, e in particolare tutte le forse dell’ordine presenti sul territorio della Val di Cornia, che necessitano di tale struttura per l’addestramento del proprio personale. Pertanto non approviamo l’atteggiamento che il Comune di Piombino ha assunto nei confronti di detta struttura, gravandola di ordinanze che ne impediscono il corretto funzionamento, nel chiaro intento di perseguirne la chiusura e l’abbandono. Cercando in questo modo di aggirare le proprie responsabilità. Noi possiamo anche capire che per quanto attiene l’inquinamento acustico, una attrezzatura sportiva di questo tipo possa confliggere con edifici residenziali, pertanto può essere anche accettabile un programma di delocalizzazione. Ma questo deve essere fatto sulla scorta di una chiara localizzazione urbanistica in aree idonee e a totale carico del comune. Per quanto ci riguarda noi sosterremo sempre tale ipotesi, e ci impegniamo fin da ora a perseguire tale obbiettivo nella misura delle opportunità che ci saranno concesse.

La Pianificazione del Golfo di Baratti

Il Patrimonio culturale e paesaggistico presente nella Val di Cornia deve essere visto come una risorsa per la diversificazione economica, e come un bene comune di un territorio inscindibile e sviluppato con obbiettivi ambiziosi, di crescita e di sviluppo dell’offerta turistico-culturale ancora troppo poco valorizzata. Dopo la perdita significativa dell’occupazione nell’industria, nel prossimo futuro la nostra società sarà chiamata a definire sempre di più l’uso delle grandi risorse naturalistiche, archeologiche e storico architettoniche, che caratterizzano il nostro territorio. L’obbiettivo che in futuro vedrà impegnate tutte le forze politiche che perseguiranno i veri interessi di questa comunità, sarà quello di coniugare la necessità di valorizzare e tutelare le risorse pubbliche, con la necessità di renderle anche produttive. La nostra visione sulla gestione dei Parchi, e del patrimonio culturale-paesaggistico, ci fa volgere verso il Golfo di Baratti con un’idea molto precisa su quello che un piano particolareggiato serio dovrebbe proporre per questo ambito: dovrebbe essere un piano che mette al centro una serie di progetti che mirino alla conservazione del golfo e alla difesa della sua storia e del suo paesaggio. Che stimoli lo sviluppo e la ricerca archeologica , che valorizzi la storia della miniera di Baratti, della sua geologia e morfologia uniche al mondo. E che garantisca l’apertura e l’accessibilità alle sue bellezze e ai suoi panorami mozzafiato. I recenti ritrovamenti, sia in mare che in terra, confermano la nostra convinzione che i confini del parco dovranno necessariamente crescere oltre le attuali aree già scoperte , sia verso la città antica di Populonia, sia verso il mare, aprendo il fronte all’archeologia subacquea , che a Baratti potrebbe rappresentare la naturale continuazione di quella sulla terraferma. Il Parco di Baratti e Populonia che vanta già allo stato attuale un numero considerevole di visitatori annui, dovrà necessariamente intraprendere nuove strade di sviluppo che gli permettano di arrivare ad una destagionalizzazione turistica che garantisca una regolare affluenza di visite anche nei mesi invernali. Queste nuove forme di sviluppo non potranno che nascere da una sinergia con i poli universitari di archeologia, nazionali e stranieri, con i quali stringere dei rapporti di collaborazione. In contemporanea dovrà essere portato avanti anche un percorso di sviluppo di attività che utilizzino la presenza del mare attraverso sport quali: surf,canoe e vela, e anche la morfologia del territorio circostante attraverso ippovie, biciclette e trekking. Dal punto di vista delle innovazioni, all’interno del parco, è da ritenersi necessaria l’adozione combinata di interventi che portino a una naturale riduzione della pressione veicolare all’interno del golfo nel periodo estivo. Per questo potrà essere utile alla causa, la realizzazione di una pista ciclabile e il potenziamento di un servizio navetta continuo ,(da fruire con il ticket del parcheggio) , che colleghi l’area delle Caldanelle con i punti spiaggia. Riteniamo che il parcheggio posto all’interno delle suddette Caldanelle, debba essere oggetto di un intervento di riqualificazione che veda una sostanziale piantumazione dell’intera area e la realizzazione di una struttura a basso impatto ambientale, che funga da biglietteria, terminal per le navette, ufficio informazioni, noleggio bici e promozione di prodotti locali. E’ intenzione della nostra lista sopperire a una totale mancanza di sensibilità, manifestata fino ad oggi nei confronti dei disabili che si trovano a visitare Baratti, cercando di arrivare a un abbattimento delle barriere architettoniche/ naturali, per rendere fruibile da tutti le bellezze del golfo. Obbiettivo che potrà essere perseguito attraverso il reperimento di specifici contributi europei, necessari per la realizzazione di un percorso in tavolato in legno, che sviluppandosi per tutta l’estensione del golfo potrà garantire l’accesso ai vari punti di penetrazione verso la spiaggia e ai relativi servizi. Per l’area e gli immobili del Casone di Baratti riteniamo necessario intraprendere tutte le strade necessarie affinché l’uso sociale dello stesso, prevalga sulla destinazione alberghiera. Pertanto auspichiamo un uso di detti immobili come base per lo sviluppo del Parco Archeologico Subacqueo e come ostello per studenti impegnati in master e campagne di scavo e, se possibile, anche per la realizzazione di ambienti idonei alla divulgazione archeologica , mineraria e geologica . LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO ha un SOGNO , che l’UNESCO riconosca il Golfo di Baratti come patrimonio dell’umanità. Perché questo sogno si avveri è necessario tutelare al massimo questo ambito, e per fare ciò è necessario che vi sia una regia unica nella gestione di tutto il patrimonio. Questa è la missione che la nostra comunità ha affidato e, intende continuare ad affidare, alla Società Parchi Val di Cornia, la quale deve tornare ad essere legata alla progettualità degli interventi con la collaborazione delle Università italiane ed estere , per presentare piani di gestione capaci di attrarre finanziamenti europei. In questo modo si potrebbe ottenere una società dinamica , tornata ad aprirsi alle imprese locali che operino nel campo turistico, con l’obbiettivo di incrementare l’autofinanziamento della gestione e la graduale riduzione dei contributi a carico della collettività. Perché ciò avvenga sarà necessario ricercare anche nell’ambito di Baratti ulteriori settori dove garantire servizi proficui. Se da una parte quindi l’offerta alberghiera di questo ambito può ritenersi esaurita con la realizzazione della Resort di Poggio All’Agnello, altrettanto non si può dire per i servizi alla nautica da diporto di piccole dimensioni, per la quale il Golfo di Baratti ha sempre rappresentato un naturale rifugio, nel presente e nel passato. A tale scopo, se osserviamo attentamente il settore del Golfo di Baratti, rappresentato dagli attuali campi boe, dai vari manufatti precari posti a corona degli stessi, e dall’edificio ex caserma della Finanza, tutto rigorosamente di proprietà dello Stato, si può notare quanto questo settore sia caratterizzato da usi e disusi analoghi a Marina, ed è facile riscontrarci anche una analoga potenzialità di impresa che, dopo il settore della ristorazione e della fruizione culturale, potrebbe rappresentare per il Golfo di Baratti un altro motore di rinnovata economia. In questo settore, al pari di Marina, sarebbe quindi auspicabile un intervento unitario che riesca a conferire a questo ambito uno scenario di rinnovate funzioni e di rinnovato valore architettonico, dove sia possibile noleggiare una barca oppure usufruire di un taxi boat per visitare le emergenze naturalistiche del Promontorio di Populonia, e dove si possa pernottare e ricevere servizi alla persona in un ambiente definitivamente recuperato al degrado storico che lo ha sempre contraddistinto. Un intervento insomma che riqualifichi quella parte del golfo, dove gli ormeggi siano ben fruibili e sicuri, razionalizzati e forse anche ridimensionati, dove il tutto evidenzi una regia unica possibilmente pubblica che ne abbia la capacità e che, soprattutto, operi nel rispetto dell’ambiente con la sensibilità dovuta. Ed è per ciò, che in questo caso, vista la presenza della Soc. Parchi Val di Cornia già fortemente impegnata in questo ambito nella gestione della parte archeologica, sarebbe auspicabile che la stessa, in una versione modernizzata della sua struttura e capace quindi di finanziare se stessa, possa essere coinvolta in questa operazione e diventare titolare dell’intera concessione demaniale, e gestire, a differenza della Costa Est, tutto l’ambito in prima persona, facendo naturalmente tesoro di chi partecipa già in veste di impresa, agevolando anche coloro che già oggi fruiscono di alcune concessioni in forma associativa.

Il Sociale ( Cittadella della Solidarietà e gli Orti Urbani)

CITTADELLA DELLA SOLIDARIETA’ Il 13,2% delle famiglie italiane vive in condizioni di povertà; sono questi i numeri delle ultime stime nazionali e guardando alla nostra città, dato il particolare momento che stiamo attraversando, si annuncia il rischio di emergenza sociale. I cittadini piombinesi hanno da sempre riservato un particolare occhio di riguardo al settore del sociale e del volontariato, per questo la Lista Civica Ascolta Piombino ha deciso di portare avanti con estrema convinzione il progetto di una piccola “Cittadella della solidarietà”; una struttura che raccordi tutti gli attori del settore, evitando di disperdere le forze e le energie di quanti operano nel territorio. Il progetto, dunque, vorrebbe veder riunite sotto un’unica struttura gli uffici del Centro di Volontariato e delle altre associazioni cittadine, riservando loro spazi modulari e flessibili per uso temporaneo e/o continuativo dove poter promuovere e portare avanti le varie attività organizzative; compresa, anche, l’associazione San Vincenzo de Paoli, la cui sede di via Landi versa in uno stato fatiscente tale da non rendere più possibile di qui a poco il servizio quotidiano di mensa per i poveri e la distribuzione di alimenti e indumenti. La “Cittadella della Solidarietà” potrebbe offrire supporto e accoglienza alle persone senza fissa dimora e/o in difficoltà attraverso la realizzazione di un dormitorio (dai 15 ai 20 posti letto), il potenziamento del servizio mensa (attualmente sono ospitate 60 persone) e l’aumento dei pacchi alimentari da consegnare alle famiglie bisognose (ad oggi 120 settimanali). Oltre ad un sistema integrato di sostegno concreto, la struttura potrebbe istituire un help center per accogliere le persone in difficoltà e accompagnarle verso un processo di indirizzo e di reinserimento nel tessuto sociale. Secondo la Lista Civica Ascolta Piombino tale progetto potrebbe vedere la luce previa l’utilizzazione di aree e di immobili di proprietà pubblica, ad oggi non utilizzati o parzialmente utilizzati. Con i quali poter garantire, oltre al dormitorio e agli spazzi di socializzazione, anche i servizi di prima necessità come quelli igienici e di lavanderia. A tal fine, sarà necessario un piano razionale volto a reperire le risorse necessarie per la realizzazione del progetto, che dovrà vedere il Comune di Piombino impegnato in prima persona insieme agli ordini ecclesiastici e comunità parrocchiali, ma anche privati con donazioni e la promozione di raccolte fondi. La “Cittadella della Solidarietà” dovrà rappresentare un luogo dove le diverse associazioni potranno programmare e, mettere in atto, i loro obbiettivi a favore del terzo settore, agendo singolarmente e in maniera integrata; uno spazio dove, grazie al supporto di strategie di comunicazione e attivazione di info point, si potranno sensibilizzare i cittadini sui temi della solidarietà e del volontariato.

ORTI URBANI

La Lista Civica Ascolta Piombino intende sostenere la nascita di orti urbani in aree di proprietà pubblica poste ai margini agricoli, e non in aree urbane già in uso a verde pubblico, come alcuni amministratori locali intenderebbero fare, togliendo al vallone di Salivoli quelle funzioni principali che lo vedono di naturale collegamento con i centri commerciali del quartiere. I veri orti urbani si realizzano in aree a vocazione agricola, creando una fattiva collaborazione fra privati e Amministrazione Comunale per recuperare quelle in disuso e al contempo incentivare la socialità e l’aggregazione, oltre a dare aiuto concreto in un momento di grave difficoltà economica. E’ un’iniziativa già operata a livello nazionale e promossa in ogni parte d’Italia, ma non ancora a Piombino. Per il Raggiungimento di tale scopo il Comune di Piombino dovrà individuare fra le aree suddette e in disuso, quelle idonee ad accogliere la piccola coltivazione. Successivamente dovranno essere adeguatamente organizzate in piccoli appezzamenti non superiori a 500 Mq., e rese fruibili con un minimo di viabilità. Dette porzioni di terreno potranno essere assegnate previa adozione di un regolamento d’uso che disciplini preventivamente le modalità di assegnazione, gli usi consentiti, e i titoli necessari per richiederle. Noi riteniamo che questi piccoli orti urbani debbano essere assegnati gratuitamente per almeno tre anni consecutivi, attraverso bandi di evidenza pubblica aperti ai soli residenti che non risultino: proprietari o usufruttuari di terreni coltivabili, assegnatari di altri lotti, facenti parte di nuclei familiari di altri assegnatari o richiedenti; detti bandi dovranno inoltre facilitare l’assegnazione a soggetti disoccupati e pensionati, mentre per gli altri dovranno essere individuati criteri per la valutazione delle condizioni economico-lavorative e del nucleo familiare. Le coltivazioni degli orti urbani, infine, dovranno essere esclusivamente destinate al consumo familiare, escludendo qualsiasi scopo di lucro; piuttosto potranno rappresentare un punto di riferimento per progetti didattici e sociali che potrebbero contemplare anche la cura di giardini e aiuole della città. Insomma, la realizzazione degli orti urbani dovrà rappresentare a tutti gli effetti una via di riqualificazione di terreni di proprietà pubblica altrimenti destinati al degrado o a occupazioni senza titolo, ma soprattutto un progetto di valorizzazione del paesaggio attraverso piccole attività agricole a diretto vantaggio dei cittadini dal punto di vista economico e psicofisico.

Progetto “aMici”

E’ un progetto realizzato con la collaborazione di Ascolta Piombino, che prevede il coinvolgimento di scuole primarie, Cir food ed E.N.P.A con lo scopo di ridurre lo spreco alimentare che si verifica durante lo svolgimento della ristorazione in ambito scolastico. Tale progetto prevede infatti il recupero degli scarti delle mense scolastiche per destinarlo alle numerose comunità feline presenti sul nostro territorio. Viene perseguito così un ulteriore scopo oltre alla diminuzione dello spreco ovvero quella di offrire un’opportunità educativa ai bambini rispetto al valore del cibo ed alla responsabilità verso gli amici animali.

Controllo efficace sul rispetto delle regole per la passeggiata con i cani

Considerato che il proprietario di un cane è sempre responsabile del controllo e della conduzione dell’animale e risponde dei danni causati da questo, come previsto dall’art. 2052 del Codice Civile, questa lista intende alzare l’attenzione rispetto ai comportamenti errati da parte dei proprietari che conducono cani sulla pubblica via e ritiene opportuno che la pubblica amministrazione si attivi per limitare tali comportamenti prevendendo pattugliamenti periodici da parte del corpo dei Vigili Urbani a garanzia di una migliore gestione dei cani da parte dei padroni.

In materia di appalti pubblici

Si auspica che tutte le amministrazioni pubbliche diano attuazione a quanto previsto dal Decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 contenente modifiche al Codice degli appalti pubblici e delle concessioni. Tali modifiche riguardano le fasi di pianificazione, programmazione e progettazione degli appalti prevedendo di valutare per ogni soluzione progettuale il profilo qualitativo, anche in termini ambientali, nonché quello tecnico ed economico, facendo ricorso anche a più ampie indagini per scegliere il progetto che rappresenti il miglior rapporto tra costi e benefici, anziché optare per il criterio del massimo ribasso, spesso attuato dalle amministrazioni.

Secondo questa lista l’amministrazione dovrebbe inserire all’interno del bando specifici criteri di qualità valutando anche i “requisiti reputazionali” legati ai precedenti comportamenti delle imprese escludento ad esempio quelle che hanno avuto in passato interruzioni di servizio presso enti pubblici per gravi motivi. A tal fine, si ritiene opportuno richiedere la maggior quantità possibile di documentazione, valutare con attenzione le offerte che si presentano anormalmente basse, assegnare maggior punteggio all’offerta tecnica piuttosto che a quella economica e stabilire il pagamento della prestazione in base all’avanzamento dei lavori in modo da scoraggiare ritardi.

Infine sarebbe auspicabile, per le procedure per le quali non sono previsti termini tassativi, evitare tempi troppo stretti tra la data di pubblicazione del bando e quella di scadenza per la presentazione delle offerte, in modo da favorire una più ampia partecipazione e concorrenza.

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