Il Nostro Programma

LA LISTA CIVICA ASCOLTA PIOMBINO PRESENTA LA PROPRIA VISIONE DI PROSPETTIVA OLTRE I TEMI DI REINDUSTRIALIZZAZIONE E INFRASTRUTTURALI, GIA’ SUI TAVOLI DEGLI ACCORDI DI PROGRAMMA.

INTENDE PERTANTO SOTTOSCRIVERE ALCUNE AFFERMAZIONI DI PRINCIPIO PER SVINCOLARE IL NOSTRO TERRITORIO DALLA MONOCULTURA INDUSTRIALE.

A TALE SCOPO RITIENE NECESSARIO RIVEDERE LE SCELTE INERENTI IL TURISMO URBANO E EXTRAURBANO E TUTTI GLI USI DEL MARE, DEPURANDOLE DAI VINCOLI IDEOLOGICI CHE ANCORA NE OFFUSCANO LA CORRETTA VISIONE, E CHE HANNO CONDIZIONATO LA SEGUENTE PIANIFICAZIONE:

-Piano Particolareggiato della Costa Urbana;
-Piano di Recupero di Marina;
-Piano Particolareggiato del Parco di Populonia e Baratti;
-Piano Particolareggiato del Parco della Sterpaia e della Costa Est;
-Pianificazione delle aree agricole frazionate;

Piano Particolareggiato della Costa Urbana:
Per quanto attiene il turismo urbano il principale riferimento è Il piano particolareggiato della sua Costa, che rappresenta anche lo strumento nel quale risiedono le speranze per la crescita economica dell’intera città. Attualmente sono state attuate solo alcune previsioni, ed in particolare solo quelle di iniziativa privata. Tuttavia, anche se attuassimo l’intero scenario, il piano nella sua interezza resterebbe comunque privo delle scelte forti, quelle depurate dai vincoli indeologici, necessarie per il decollo dell’economia del centro storico e dell’intera città.
Uno degli ambiti più accreditati del piano, e sul quale risiedono effettivamente le maggiori speranze, è quello degli ex macelli pubblici, ovvero una parte consistente di tutto Poggio Batteria, perché in prospettiva di diventare il primo sito di servizi alla balneazione al quale approdare pervenendo dal prolungamento della 398.
Pertanto, la Lista Civica Ascolta Piombino, nel sostenere l’attuazione delle scelte già operate per l’utilizzazione di dette strutture, ritiene necessaria anche l’utilizzazione degli edifici attinenti la ex caserma dei pompieri, per ampliare il concetto di ambito di servizio fino a distretto del benessere e del turismo balneare.
Perché ciò possa assumere interesse nei bandi di assegnazione, è necessario rimuovere tutti gli ostacoli che ne possono impedire l’attuazione: quindi diventa imperativo delocalizzare il canile municipale, che non rispecchia più gli standards regionali, ma anche il vecchio poligono di tiro, che già confligge con le nuove residenze.

Anche il vecchio Centro Velico, del quale è rimasto solo il nome, sembra funzionare. Tuttavia non averlo destinato totalmente per servizi alla balneazione ha reso l’intervento improduttivo in relazione alle potenzialità della risorsa.
La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene che quello sia un ambito da mettere a disposizione di una sola attività, per garantire maggiori investimenti e una maggiore produttività. Pertanto anche la destinazione funzionale dell’edificio è opportuno che assuma nuovi indirizzi, e possibilmente anche ragionati ampliamenti. Un’attività con maggiori servizi potrà in futuro garantire anche interventi sugli accessi assistiti di cui le nostre coste necessitano.

Se noi riusciamo a trasmettere la visione del triangolo di interesse nautico e paesaggistico, formato dalla Marina di Piombino, l’Isola d’Elba e Baratti, dove si può sviluppare il concetto delle barche a noleggio che possono percorrere i tre lati lasciando la barca a discrezione in uno dei tre poli, e dove gli stessi percorsi possono essere coperti anche da itinerari di taxibooat. Non sarà difficile mettere a bando pubblico un’ambito di servizio come quello composto da Palazzo Appiani, Centro Velico, e piazzale di alaggio, con destinazioni legate al pernottamento, alla nautica minore e carrellabile e alla balneabilità, e veicolare allo stesso tempo l’interesse dell’imprenditoria di settore.
Detto ciò, è necessario che tale enorme risorsa assuma destinazioni più coerenti con le necessità di questa città. Non possiamo più permetterci di tenere improduttivo un bene cosi ambito. Pertanto anche il piazzale di alaggio compreso il nuovo edificio della ex lega navale è necessario che diventi un centro di servizi alla balneazione e alla nautica carrellabile, al pari del “centro velico”.

Perché la costa urbana possa veramente diventare una risorsa, e garantire un minimo di alternativa a quella industria che non c’è più, e nella quale si possa veramente costruire servizi di ogni genere per residenti e turisti, è necessario che la costa rocciosa, come quella urbana, diventi fruibile in termini di accessi e in termini di balneabilità.
Perché ciò avvenga è necessario che la nuova e la vecchia imprenditoria sia motivata dalla possibilità di realizzare, come già avviene in altri siti turistici in prossimità delle scogliere, ampie platee con materiali anche amovibili per permettere il soggiorno dei bagnanti, unendo il fascino della scogliera alla comodità della “terrazza”. Se gli interventi potranno assumere dimensioni produttive, anche per gli accessi potranno essere garantite risorse sufficienti per renderli sempre più agibili.

Un’altro sito già presente nel Piano della Costa Urbana che potrebbe diventare di interesse commerciale, è rappresentato dalle vaste aree dell’ex campino di calcio dei Frati. Se dette aree potessero fruire delle sottostanti scogliere artificiali, recentemente costruite per la messa in sicurezza della falesia, e adibite con modesti interventi a servizi alla balneazione per permettere il soggiorno dei bagnanti, potrebbero assumere un marcato interesse imprenditoriale per la realizzazione di un resort al pari di Via Amendola, con il quale comunicare in termini di viabilità pedonale.

La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene che il vasto ambito venutosi a creare fra l’approdo turistico di Salivoli, il sistema dei parcheggi ad esso correlati, il parco urbano del Falcone, la spiaggia di Calamoresca e le aree attualmente utilizzate dal campo di calcio di quartiere, debba essere rivalutato e reso organicamente funzionale alla risorsa stessa e all’intero promontorio.
La Lista Civica non sa se l’approdo debba essere ampliato, ma è sicura che se fosse trasformato in porto turistico il suo indotto sarebbero fortemente avvantaggiato. La Lista Civica ritiene inoltre che il sistema suddetto, di cui l’approdo ne è parte integrante, sia carente di un centro servizi di qualità, che anche in questo caso risponda alle esigenze di pernottamento, ristorazione, attrezzature ludiche, mobilità verso il promontorio per la fruizione delle risorse balneari meno raggiungibili, e anche per la stessa gestione del parco urbano del Falcone; e che la realizzazione di detta struttura coincida con la necessità di delocalizzare l’attuale campo di calcio del Quartiere Salivoli verso aree più vocate.
Un’adeguata convenzione con i soggetti attuatori, potrà consentire la realizzazione di un nuovo campo di calcio in prossimità del distretto dello sport in Loc. Ghiaccioni, dove, sempre in forza di accordi convenzionali, potranno essere realizzate anche le opere di urbanizzazione necessarie, tutt’ora inesistenti.

Piano Particolareggiato del Parco di Populonia e Baratti:
Il nostro territorio oltre ad offrire notevoli risorse naturalistiche e archeologiche, già ampiamente organizzate e rese fruibili dall’iniziativa pubblica, è di fatto anche un promontorio marino proteso verso l’Isola d’Elba, e pertanto anche vocato alla nautica ,al turismo balneare, e a tutti gli usi del mare.
Quindi anche per l’ambito di Baratti, come già detto per quello di Marina, La Lista Civica Ascolta Piombino ritiene necessario rivedere le poche indicazioni che nel piano di riferimento emergono nei confronti degli usi del mare, che ne è invece parte integrante.
Pertanto, oltre alle poche indicazioni relative all’uso delle emergenze archeologiche subacquee, e alla carenza di servizi per la balneazione, anche per l’ambito di Canessa di Baratti, con i campi boe, la “Torre”, e l’edificio (ex finanza), nel piano di recente adozione non si è detto a sufficienza.
Questo ambito, per le sue peculiarità e per le analogie con Marina, in quanto entrambi facenti parte del demanio pubblico, è anch’esso facilmente inquadrabile come sistema di servizi alla persona, alla balneabilità e, principalmente, alla nautica minore.
Anche in questo caso sarà necessario perimetrare un’area che comprenda il ristorante di Canessa con foresteria, la torre medioevale, l’intero edificio ex finanza, e tutti i campi boe attualmente in concessione ad associazioni e piccoli imprenditori, perché il tutto possa assumere una propria identità urbanistica e quindi inquadrato in un unico sistema produttivo.
In sostanza un intervento unitario che nel rispetto e a garanzia delle quote private e degli imprenditori esistenti, possa essere destinato ad un unico soggetto gestore.

Piano Particolareggiato del Parco della Sterpaia e della Costa Est:
Considerato che l’area del Bosco della Sterpaia, di proprietà pubblica al pari di quelle costiere, è stata espropriata per l’accoglienza del Parco e per servizi di ospitalità a basso impatto ambientale, e per attività didattiche sperimentali compreso i servizi legati ad attività ludico sportive, più anche un centro ippico; a tal scopo, la Lista Civica ritiene che sia necessario riadottare il piano per reiterare dette funzioni, e per individuare anche forme di gestione al pari degli ambiti di servizio balneari, perimetrando e possibilmente ampliando le aree precedentemente adibite a dette funzioni.
Riadottare le suddette previsioni, attuandole possibilmente in ambiti funzionali di servizio alla stregua di quelli costieri, non solo darà modo di fruire della parte più naturalistica del parco, dopo più di venti anni dalla sua acquisizione, ma potrà, perseguendo sinergie con l’imprenditoria privata, costituire anche una nuova fonte di entrate per il Comune. In più, si potrà configurare come il giusto completamento di tutto un sistema turistico, che attualmente si esaurisce nella fascia costiera e nelle ore diurne, mentre con le attrezzature e i servizi in oggetto si potrà immaginare una fruizione ludica anche dopo il tramonto con forme di pernottamento.

Senza soluzione di continuità rispetto al Parco della Costa Est, ma con funzioni diverse, si trova la centrale termoelettrica dell’ENEL, della quale si dovrà governare la sua dismissione.
E’ necessario non aderire al tentativo di coloro che avrebbero l’onere delle demolizioni e delle bonifiche, di sdoganarsi da esse. Pertanto dopo la dismissione il primo obbiettivo deve risultare il recupero ambientale del sito, previa demolizione delle attuali strutture perché comunque di difficile riuso, e le bonifiche del sito.
Anche se il tema sembra appassionare l’immaginario collettivo, nonostante la continuità con la zona “F”(Parco Territoriale) della Centrale ENEL, per le aree di risulta è bene immaginare una destinazione d’uso coerente con la zona omogenea “D”, per renderle disponibili a tutti gli usi produttivi e ricettivi, ma soprattutto per una eventuale alternativa all’ubicazione dell’indotto della nautica attualmente programmato nelle aree della Chiusa di Pontedoro, perché compresse dall’industria pesante e all’occasione non espandibili. L’utilizzazione della centrale a tali fini garantirebbe anche il normale utilizzo nautico del suo porto, a favore dell’indotto e per l’approdo delle imbarcazioni di servizio agli impianti di acquacoltura già presenti nel golfo.

Pianificazione delle aree agricole frazionate:
Per sostenere l’edilizia nel Comune di Piombino, e in parte nella Val di Cornia, ci dovremo orientare su opere che non siano necessariamente residenze o, quanto meno, residenze urbane. Noi abbiamo l’opportunità di trasformare una piaga come quella delle lottizzazioni abusive in una grande risorsa, e non possiamo pertanto continuare a fare orecchi da mercante, e non avvertire il degrado paesaggistico e ambientale che perviene da nove milioni di metri quadrati di aree ex agricole fortemente frazionate come quelle delle Fabbricciane e Torre Nova. Dove il degrado ambientale è evidente a tutti coloro che ci pongono attenzione, in quanto migliaia e migliaia di manufatti, più o meno precari, sversano i liquami di un uso improprio, nel terreno abusivamente lottizzato.
Non possiamo continuare ad impedire progetti di recupero di dette aree, solo perché le riteniamo una gratificazione per coloro che hanno commesso un abuso, e poi qualcun’altro li ha condonati.
La Lista Civica Ascolta Piombino non crede che si possa continuare a negare l’eventualità di pianificare dette aree, se non’altro al fine di creare le necessarie urbanizzazioni per l’accessibilità, ma soprattutto per il regolare smaltimento dei liquami. E’ quindi necessario e doveroso stabilire che dette aree devono essere sottoposte ad un piano di lottizzazione, che individui lo schema viario necessario, e le categorie di intervento sui manufatti esistenti, al fine di mitigare anche il degrado paesaggistico. E’ inutile nascondere che tutto ciò può rappresentare anche un’occasione più unica che rara, perché anche in questo caso si tratterebbe di sostituire una piaga ambientale con una risorsa economica, a vantaggio dell’edilizia e del suo indotto. Perché anche ammesso che gli interventi di recupero edilizio siano minimi, e anche le infrastrutture rappresentino il minimo indispensabile, il tutto moltiplicato per nove milioni di metri quadrati e migliaia di manufatti, può fare la differenza per le imprese del settore da fallire a sopravvivere.

 

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