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DiMonica Bartolini

Ripartiamo con la medicina integrata

VILLAMARINA,  il nome evoca una stazione balneare e la vista, effettivamente, è sorprendentemente incantevole: fa bene agli occhi ed allo spirito ed allevia il disagio di essere in ospedale. E’ in questa ottica che nasce la proposta di trasformare il nostro ospedale in un  luogo in cui si curi la persona, oltre che il sintomo, anche  con soluzioni alternative alla medicina tradizionale. L’ospedale di Piombino vive da troppi anni una supina rassegnazione: adattamento a servizi insufficienti, a riduzioni di reparti importanti, a costrizione di rivolgersi altrove verso strutture private o lontane, come se noi piombinesi non avessimo il diritto di curarci bene nella nostra città, aggiungendo al malessere della malattia, forse anche della malattia in età avanzata,  anche il disagio sia per i pazienti che per i loro parenti,  di doversi spostare. Negli ultimi anni ha preso sempre più campo l’utilizzo delle cure complementari, della medicina alternativa, come valido sostegno ed ausilio a quella tradizionale;  perché allora non valorizzare i reparti già esistenti nella nostra realtà? Perché sprecare gli spazi, le  risorse e le  energie del personale di Villamarina? (Senza entrare nel merito dei soldi spesi negli anni per le relative infrastrutture, ampliamenti, ristrutturazioni e via discorrendo).

Le stesse possono  essere convogliate nel potenziamento dei servizi già presenti che verrebbero affiancati da ambulatori in gestione CUP in cui figure professionali  già formate in OMEOPATIA,AGOPUNTURA, FITOTERAPIA, e già presenti all’interno della realtà dell’ ospedale di Villamarina, darebbero un’assistenza migliore al cittadino /paziente ed ai loro familiari, (come accade in numerose altre città in cui questo tipo di assistenza è radicato, integrato e ben funzionante),     rilanciando il nostro territorio. Dove il percorso di assistenza  partirebbe dalla diagnostica fino al dopo degenza con la complementarietà di nuovi seppur antichi approcci alla malattia ed al malato, rendendo  più  “invitante” sia per i piombinesi che per gli “esterni” la fruizione dei servizi sanitari all’interno della nostra struttura e  dando, di fatto, una nuova vita al nostro ospedale.